Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

Silenzio, stampa!

Intercettazioni: la maggioranza introduce il carcere e un’ammenda da 464mila euro per gli editori che pubblichino notizie sui procedimenti giudiziari. E difende la privacy dei mafiosi! In forse le misure contro i giornalisti. Orfini: “Sproporzione tra la pubblicazione degli atti e le sanzioni”. Zanda: “Cose del genere sono degne della Spagna franchista, disobbedienza democratica”. Pesantissime limitazioni alla libertà di stampa, incluso il disegno di legge sulle intercettazioni, marciano ormai a tappe forzate in Parlamento. “Se dovessero diventare legge, l’unica risposta possibile sarà la disobbedienza. Fare questa affermazione ha per me un costo personale elevatissimo. Mai avrei pensato che mi sarebbe capitato d’essere costretto a parlare della necessità di disobbedire a una legge del mio Paese”. Sono parole pesantissime quelle del vicepresidente dei senatori del PD, Luigi Zanda. Ma rendono bene l’idea del mostro giuridico e del bavaglio in piena regola che, giorno dopo giorno, anzi notte dopo notte, sta prendendo forma in commissione Giustizia. Il decreto sulle intercettazioni, in esame al Senato, da questa notte prevede dure misure per gli editori. Da 64mila fino a …

"Intercettazioni. Il Senato abroga il giornalismo: la cronaca diventa reato. Ferita la democrazia", di Tommaso Vaccaro

Si lavora persino in seduta notturna pur di dare alla luce nel più breve tempo possibile il ddl intercettazioni. Non c’è “settimana breve” che tenga: quando si tratta di sferzare il definitivo colpo di grazia al diritto/dovere di conoscere, di informare ed informarsi, i senatori mettono in tasca l’orologio e lavorano fino a notte inoltrata. Una dedizione senza precedenti, grazie alla quale arriva il primo importante via libera in commissione Giustizia all’ennesima (e definitiva) “legge bavaglio”, sulla parte riguardante le sanzioni per editori e giornalisti a seguito della pubblicazione di indagini e intercettazioni prima dell’udienza preliminare. La caccia al cronista Bocciati gli emendamenti soppressivi presentati dalle opposizioni, infatti, il testo prevede che la pubblicazione degli atti comporta, per editori, una multa da 64.500 a 464.700 euro, mentre per i giornalisti le sanzioni sono più articolate e creative: una condanna fino a 2 mesi di carcere o un’ammenda da 2.000 a 10.000 euro, per la pubblicazioni degli atti anche per riassunto; una sanzione fino a 2 mesi di carcere e un’ammenda da 4.000 a 20.000 euro …

"Quel giro di miliardi", di Lietta Tornabuoni

Fra Tangentopoli 2 (600, 900 mila euro, chissà quanto altro), Sanità nel Lazio (400 milioni e più da tagliare per riequilibrare i conti), Santoro e la sua liquidazione Rai (si parla di circa 10 milioni), evasori fiscali con conti in Svizzera (sono per ora 7000), il giro di miliardi si fa ogni giorno più fulgente e vorticoso. La gente, quella che nei supermercati ogni giorno tenta d’arrangiarsi coi grammi, coi centesimi e con gli sconti, ci sta male. Non per invidia sociale (si può provarla soltanto per i propri simili) ma per un sentimento di ingiustizia. Le persone squattrinate non trovano giusto che ci siano in giro tanti soldi, anche illegali, mentre per loro anche cinquanta euro sono una somma e oltre non arrivano. Da chi parla male dell’avidità di qualche politico, senti dire che quando c’erano i democristiani pure loro mangiavano, però anche il povero aveva da mangiare: tra Europa, euro, aiuti alla Grecia, tagli di situazioni in rosso, feste ad Abu Dabi o legittimi compensi non fanno differenza, non gliene importa nulla, l’unico …

"Il vizio dell'una tantum", di Tito Boeri

Il compito non è dei più facili, ma tutt´altro che impossibile. Vediamo di cosa si tratta. Ci vogliono 25 miliardi nei prossimi due anni e mezzo. Forse 30 nel caso in cui le previsioni del governo sulla crescita economica e sul gettito dovessero rivelarsi troppo ottimistiche. Probabile che sia così perché l´incertezza associata alla crisi della Grecia spinge famiglie ed imprese a rinviare ulteriormente piani di spesa e di investimento. Si tratta dunque di quasi il 4% del bilancio dello Stato. È più di quanto ogni anno spendiamo per difesa e istruzione universitaria messe insieme. Devono essere interventi strutturali, con effetti permanenti, non misure una tantum. Bisogna agire senza soffocare sul nascere la timida ripresa in atto. Quindi in modo mirato, selettivo. Occorre decidere in fretta perché gli altri paesi nel mirino degli investitori hanno già annunciato ambiziosi piani di rientro del debito. Un ritardo dell´Italia potrebbe venire interpretato come una incapacità di mettere in atto quella exit strategy che da tutti (questa settimana è stato il turno del Fiscal Monitor del Fondo monetario internazionale) …

Prepariamo giorni migliori per l'Italia

“Prepariamo giorni migliori per l’Italia” sarà lo slogan dell’ Assemblea nazionale di venerdì e sabato prossimi e la frase che racchiude il senso di Pd Open, l’insieme di iniziative del Partito Democratico per costruire il programma. Un percorso di confronto e dibattito con la mobilitazione dei circoli, dei forum e di tutti gli eletti del Pd che si concluderà entro la fine dell’anno con la realizzazione del programma di alternativa di governo basato su dieci parole. Nel presentare Pd Open e le prime parole, Enrico Letta, vice segretario dei democratici si è voluto soffermare sul tema della motivazione etica che sostiene il progetto: “nelle favole, la morale arriva alla fine, in politica all’inizio”. Questa motivazione etica si realizza innanzi tutto con la riduzione dei costi della politica. Letta ha voluto ricordare come la proposta del ministro Calderoli di tagliare del 5% lo stipendio dei parlamentari e dei ministri va considerata come una vera provocazione. Potrebbe essere un punto di partenza considerando che nella scorsa legislatura, il governo Prodi aveva già realizzato un taglio del 30% …

"Il dovere di difendere la libertà di stampa", di Ezio Mauro

Dunque da oggi chi sbaglia paga? Prendiamo in parola il presidente del Consiglio e la sua voglia improvvisa di legalità, nata dal vortice dello scandalo Scajola, dalle paure del caso Bertolaso, dal “sistema” di scambio tra appalti di Stato e favori privati che si allarga ogni giorno di più sotto le poltrone traballanti del suo governo. C’è una strada maestra per fare sul serio dimostrando che il governo intende stroncare questo andazzo e attaccare frontalmente il malaffare: il premier si rivolga al Parlamento e blocchi la vergogna della legge sulle intercettazioni telefoniche, in nome della libertà d’indagine, della libertà di stampa e del diritto dei cittadini di essere informati, fondamento di ogni democrazia. È altrettanto vergognoso, e incomprensibile, che non ci sia una mobilitazione generale di tutto il mondo dell’informazione, dalla stampa alla radio-televisione a Internet. Qui non è una questione di destra o sinistra, ma un problema di diritti fondamentali, del loro esercizio, del dovere di informare e del diritto di conoscere e sapere. È un tema di libertà, nel quale si mette in …

"Bersani: Temo una sanatoria. Sulle proteste la CISL cauta", di Luigina Venturelli

È un film visto e rivisto troppe volte per crederci. «Quando Tremonti minaccia gli evasori spunta sempre un condono» taglia corto Pierluigi Bersani, che ben conosce la sostanza degli slogan battaglieri del ministro dell’Economia. E ben si ricorda di quando si atteggiava a Robin Hood annunciando una tassa sui profitti delle banche, ma nel frattempo smontava le liberalizzazioni introdotte da Bersani medesimo per tutelarne gli utenti. Perchè dovrebbe andare diversamente, ora che Giulio Tremonti ha in cantiere una manovra che, parole sue, «dovranno temere gli evasori»? LO SCETTICISMO DI BERSANI Lo scetticismo del segretario del Pd, del resto, trova solide fondamenta nella nebulosa confusione d’indiscrezioni stampa ed uscite ministeriali che ancora circonda la sostanza della stretta da oltre 25 miliardi. «Per sapere qualcosa dei contenuti della manovra bisogna chiedere ai servizi segreti, che penetrino nelle segrete stanze del ministro dell’Economia e portino qualcosa in Parlamento» insiste Bersani, ponendo «una onesta e trasparente illustrazione della situazione economica del Paese» come condizione preliminare al dibattito con i democratici. «La verità è che dobbiamo fare una manovra correttiva, …