Tutti gli articoli relativi a: scuola | formazione

“Cgil, sui precari il Governo non la dice giusta: sono 230mila, l’apice nella scuola”, da La Tecnica della Scuola

Altro che qualche migliaio, come sostiene la Funzione Pubblica: per il sindacato siamo di fronte ad una vera e propria “bomba sociale”. Solo tra docenti e Ata si contano 70mila supplenti annuali. A complicare le cose “la Spending Review che elimina posti di lavoro e le ultime manovre”. Il Governo non può abbandonare questi lavoratori: servono le proroghe. Ogni tre precari “stabili” dell’amministrazione pubblica appartengono alla scuola. A sottolinearlo è la Cgil, dopo una ricognizione sui contratti precari del pubblico impiego svolta nei giorni in cui la Funzione Pubblica ha riavviato quel tavolo sul precariato chiesto da tempo e a gran voce dai sindacati. Secondo le stime del sindacato Confederale, i precari con contratto in scadenza che operano nel pubblico sono circa 230 mila precari. “Una vera e propria bomba sociale – sostiene la Cgil – che potrebbe esplodere il 31 dicembre”, quando cioè alla gran parte degli oltre 160 mila precari della pubblica amministrazione scadrà il loro contratto di lavoro. Senza dimenticare che al termine dell’anno scolastico saranno oltre 70 mila persone del settore …

“Bersani e la scuola: impensabile darle uno schiaffo ogni sei mesi”, da La Tecnica della Scuola

Per il candidato alle primarie del Pd, non si può ragionare solo in termini di risorse: siamo subissati di informazione, ma informazione non è conoscenza. E gli scaffali dove posare l’informazione e farla diventare conoscenza li possono costruire solo gli insegnanti. A pochi giorni dalla consultazione sulla leadership del contro-sinistra, attraverso le primarie, il segretario del Partito Democratico, Pierluigi Bersani, torna a parlare di scuola. E lo fa chiedendo alle forze che governano e governeranno il Paese di averne maggiore rispetto. “Non è pensabile che ogni sei mesi si dia uno schiaffo alla scuola, non si può ragionare solo in termini di risorse”, ha detto Bersano nel corso di un incontro elettorale tenuto a Belluno. “Non soltanto – ha proseguito – perchè della scuola avremo bisogno domani per ottenere maggiore competitività, ma per un aspetto più grave. Oggi – ha spiegato – tutti, bambini compresi, siamo subissati di informazione, ma informazione non è conoscenza. E gli scaffali dove posare l’informazione e farla diventare conoscenza li possono costruire solo gli insegnanti”. “Bisogna fare un discorso di …

Miur: Ghizzoni, quando si chiedono sacrifici necessaria trasparenza

Ristabilire rapporto fiduciario tra politica e scuola. “È necessaria la massima chiarezza e trasparenza sulla destinazione sui fondi pubblici da parte delle istituzioni competenti, soprattutto ora che vengono chiesti ulteriori sacrifici ai cittadini e alle cittadine – lo dichiara Manuela Ghizzoni, presidente della Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei Deputati, durante l’audizione del Ministro Profumo. – La trasparenza deve essere l’elemento guida anche in merito alle nomine dei tecnici preposti a valutare i progetti ed esprimere pareri vincolanti. Occorrerebbe – spiega Ghizzoni – introdurre metodi di valutazione, sulla base della rispondenza agli obiettivi fissati. Instaurare un rapporto fiduciario tra la politica e il mondo della scuola, che sta vivendo giorni di forte preoccupazione, deve essere un impegno prioritario, nei pochi mesi che ci separano al termine di questa legislatura. Il lavoro della Commissione è andato in questa direzione, attraverso l’impegno e le indicazioni espresse unanimemente sulla Legge di Stabilità. Ora – conclude la presidente Ghizzoni – è importante fissare strategie condivise per il futuro, in modo che le risorse vengano ripartite in modo …

“Un preside su tre ha più di 60 anni”, di Lorenzo Salvia

Forse non è una sorpresa, visto che il record è ben saldo nelle nostre mani per le categorie più diverse: dai politici ai manager, dai vescovi ai professori universitari. Ma se tutti sappiamo che l’Italia è un Paese per vecchi, al lungo elenco delle prove possiamo aggiungere un’altra voce. Abbiamo i presidi più anziani d’Europa. L’85% ha più di 50 anni contro una media europea del 60%. E uno su tre ha superato pure i 60 anni. L’esperienza è un patrimonio che non va sprecato, ci mancherebbe. Ma forse abbiamo esagerato e anche l’accesso alla professione non aiuta. L’ultimo concorso per presidi, partito un anno e mezzo fa, non si è ancora chiuso. Trentamila partecipanti, errori nelle domande, ritardi, ricorsi al Tar perché le buste erano trasparenti e non garantivano l’anonimato. Il risultato è che, su 2.300 posti messi a concorso, solo 800 sono stati coperti e abbiamo ancora 2 mila scuole in «reggenza», cioè con un dirigente in condominio, che guida almeno un altro istituto. Proprio a questi problemi è dedicato il seminario internazionale …

Tutte le bugie -e le verità- sulla legge di autogoverno delle scuole statali (ex 953 – ex Aprea)

C’è una proposta che sta facendo discutere il mondo della scuola: è quella sull’autogoverno, che rforma gli organi collegiali. La posizione del Pd è chiara: o ci sarà una buona legge o nessuna legge. E non si fanno leggi senza il consenso del mondo della scuola. Il Pd sostiene la legge Aprea che privatizzerà la scuola pubblica. Questa è una bugia “tecnica” e “politica”. Cominciamo col dire che non esiste nessuna legge Aprea. La legge Aprea, così com’era stata scritta dall’ex deputata del Pdl Valentina Aprea, non esiste più. Non esiste più tecnicamente e politicamente. E poi non c’è ancora nessuna legge, ma una proposta di legge che è stata già approvata dalla Camera dei Deputati e che è ora all’esame del Senato della Repubblica. Questa proposta reca il numero 3542. Il testo nasce da ben 11 proposte di legge, di cui 2 presentate da deputate e deputati del Partito Democratico. In origine si trattava di proposte che affrontavano vari temi, non solo gli organi di autogoverno, ma anche questioni complesse come quello dello stato …

“Le Pillole della vergogna: ispettori al ministero dell’Istruzione”, di Sigfrido Ranucci e Giorgio Mottola

È in atto in queste ore un’ispezione da parte degli uomini della Ragioneria di Stato nelle stanze del ministero della Pubblica Istruzione. In seguito a quanto denunciato dalla puntata diReport “La banca degli amici” e quanto scritto dal Fatto Quotidiano sulla gestione degli appalti interni al Ministero, risulta che sarebbe stato lo stesso Ministero a presentare un esposto alla Procura. Più che pillole del sapere rischiano di diventare le pillole della vergogna e ancora prima di essere divulgate nella scuola. Dopo la trasmissione di Report andata in onda domenica dal titolo “La banca degli amici” la Ragioneria di Stato, su richiesta del Ministro Profumo, ha inviato i propri ispettori al Miur che in queste ore stanno acquisendo documentazione. Anche il presidente della Commissione Cultura della Camera Manuela Ghizzoni ha convocato d’urgenza il ministro dell’Istruzione Francesco Profumo per un’audizione su quanto emerso nella puntata; il Ministro invece ha avviato un’ispezione interna per fare chiarezza sull’acquisto delle “Pillole del sapere” da parte dell’Ansas, l’agenzia ministeriale che si occupa di autonomia scolastica, e sul finanziamento di oltre 5 …

“Tesoreria unica, alle scuole costa oltre 25 milioni di euro”, di Alessandra Ricciardi

La Tesoreria unica? «Non penalizzerà le pubbliche amministrazioni». Ne era certo il ministro dei rapporti con il parlamento, Piero Giarda, che l’aveva introdotta nel primo decreto di Spending review per le pubbliche amministrazioni: obiettivo, ridurre l’impatto del debito pubblico grazie alla centralizzazione della liquidità di spettanza degli enti, sottratta alla parcellizzazione delle gestioni sui singoli conti corretti. E la relazione tecnica aveva stimato anche di quanto: il beneficio per le casse dello stato è di 320 milioni di euro per il 2012, 150 milioni di euro a partire dal 2013 e 130 dal 2014. Peccato che né Giarda né altri avessero stimato l’effetto che l’estensione della misura alle scuole avrebbe prodotto in termini di maggiori costi. Già, perché le scuole devono, per continuare a movimentare i soldi (riscossione e pagamenti), essere comunque dotate di proprio conto corrente. E gli istituti bancari, non potendo più contare sulla giacenza della liquidità, si parla di oltre un miliardo di euro, hanno alzato le spese: un conto è arrivato a costare fino a 3 mila euro l’anno. Il che …