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"Legge di Stabilità, non era gossip: l’innalzamento a 24 ore c’è e rimane in piedi", di A.G. da La Tecnica della Scuola

A confermarlo è Francesca Puglisi, responsabile Scuola del Pd: come temevamo, ci sono tagli insostenibili per la scuola; li contrasteremo con forza stando vicini a tutte le mobilitazioni annunciate. Ma il Partito Democratico avrà la forza di opporsi sino in fondo, sino a votare contro il Governo Monti? Altro che gossip, come aveva detto il ministro Profumo. Erano (purtroppo!) corrette le indiscrezioni dei giorni passati sulla presenza, nella Legge di Stabilità approvata dal Consiglio dei Ministri, dell’incremento sino a 24 ore d’insegnamento settimanale per tutti i docenti. E anche sul dimezzamento dello stipendio per le giornate fruite per assistere (pur avendo ottenuto i permessi previsti dalla Legge 104/92) i parenti non di primo grado. Tanto è vero che, sebbene rispetto alla bozza iniziale sembra che siano già state attuate delle modifiche, la “stretta” sui dipendenti sarebbe rimasta in piedi. “Nella legge di stabilità, come temevamo, ci sono tagli insostenibili per la scuola”, ha dichiarato nella serata del 15 ottobre Francesca Puglisi, responsabile Scuola del Pd. Secondo la componente del Partito democratico, che nelle ultime ore …

"Legge di Stabilità, non era gossip: l’innalzamento a 24 ore c’è e rimane in piedi", di A.G. da La Tecnica della Scuola

A confermarlo è Francesca Puglisi, responsabile Scuola del Pd: come temevamo, ci sono tagli insostenibili per la scuola; li contrasteremo con forza stando vicini a tutte le mobilitazioni annunciate. Ma il Partito Democratico avrà la forza di opporsi sino in fondo, sino a votare contro il Governo Monti? Altro che gossip, come aveva detto il ministro Profumo. Erano (purtroppo!) corrette le indiscrezioni dei giorni passati sulla presenza, nella Legge di Stabilità approvata dal Consiglio dei Ministri, dell’incremento sino a 24 ore d’insegnamento settimanale per tutti i docenti. E anche sul dimezzamento dello stipendio per le giornate fruite per assistere (pur avendo ottenuto i permessi previsti dalla Legge 104/92) i parenti non di primo grado. Tanto è vero che, sebbene rispetto alla bozza iniziale sembra che siano già state attuate delle modifiche, la “stretta” sui dipendenti sarebbe rimasta in piedi. “Nella legge di stabilità, come temevamo, ci sono tagli insostenibili per la scuola”, ha dichiarato nella serata del 15 ottobre Francesca Puglisi, responsabile Scuola del Pd. Secondo la componente del Partito democratico, che nelle ultime ore …

"Scuola senza soldi le famiglie pagano 100 euro a figlio", di Salvo Intravaia

A carico dei genitori il 30% delle spese per la gestione Quasi 100 euro a studente per far “funzionare” le scuole. Mentre il ministero dell’Istruzione pensa a Tablet e Lim per rilanciare gli istituti, sulle spalle delle famiglie pesano i registri di classe per gli insegnanti come la carta igienica e tutte quelle attività per rendere la scuola al passo coi tempi. Un terzo delle spese che servono alla gestione quotidiana degli istituti sono a carico dei genitori. Il paradosso emerge dagli ultimi dati diffusi dal ministero dell’Istruzione sui bilanci degli istituti: se si escludono le risorse per pagare lo stipendio agli insegnanti (quasi 38 miliardi di euro) e quelle per la pulizia affidata a imprese esterne (360 milioni), si scoprono le dimensioni corpose del contributo. E se mamme e papà decidessero all’improvviso di chiudere i cordoni della borsa alla scuola italiana non resterebbe che offrire solo il minimo indispensabile: niente patente per ciclomotore, gite d’istruzione, mensa, assicurazione per gli alunni o certificati linguistici, per citare soltanto alcune attività. Del resto, quella di chiedere un …

"Scuola senza soldi le famiglie pagano 100 euro a figlio", di Salvo Intravaia

A carico dei genitori il 30% delle spese per la gestione Quasi 100 euro a studente per far “funzionare” le scuole. Mentre il ministero dell’Istruzione pensa a Tablet e Lim per rilanciare gli istituti, sulle spalle delle famiglie pesano i registri di classe per gli insegnanti come la carta igienica e tutte quelle attività per rendere la scuola al passo coi tempi. Un terzo delle spese che servono alla gestione quotidiana degli istituti sono a carico dei genitori. Il paradosso emerge dagli ultimi dati diffusi dal ministero dell’Istruzione sui bilanci degli istituti: se si escludono le risorse per pagare lo stipendio agli insegnanti (quasi 38 miliardi di euro) e quelle per la pulizia affidata a imprese esterne (360 milioni), si scoprono le dimensioni corpose del contributo. E se mamme e papà decidessero all’improvviso di chiudere i cordoni della borsa alla scuola italiana non resterebbe che offrire solo il minimo indispensabile: niente patente per ciclomotore, gite d’istruzione, mensa, assicurazione per gli alunni o certificati linguistici, per citare soltanto alcune attività. Del resto, quella di chiedere un …

«Gli insegnanti italiani sono eroi», di Alessia Camplone

Oltre a essere uno scrittore affermato, Eraldo Affinati è anche un insegnante. A lui chiediamo di commentare le proposte per la scuola del futuro avanzate dal ministro Profumo nell’intervista al Messaggero, e di fare il punto sulla stagione difficile che sta attraversando il mondo dell’istruzione in Italia. Il ministro afferma che occorre stipulare un patto per la scuola nel quale dovrà esserci il riconoscimento del grande ruolo dei docenti. Lei cosa ne pensa? «Detto in questi termini, non si può che essere d’accordo. Oggi abbiamo bisogno di una rifondazione etica: se non si comincia dalla scuola, rischiamo il crollo. I docenti sono la struttura portante dell’istruzione pubblica. In un Paese in cui i miti del successo, della ricchezza e della sanità sembrano catalizzare l’interesse collettivo, gli insegnanti sono rimasti gli unici a richiamare i giovani al rigore, alla concentrazione, all’impegno quotidiano». Secondo lei come e perché si è arrivati a questa perdita di ruolo degli insegnanti? «A torto si è pensato che apprendere sia meno importante che possedere. Ma se tu non sai chi sei, …

"Scuola: come produrre senza produttività?", di Massimo Chiriatti

C’è una difficoltà ricorrente in economia: non è facile valutare un beneficio futuro se il raggiungimento dell’obiettivo implica un costo attuale. Un esempio è la proposta governativa sull’aumento delle ore di lavoro in classe degli insegnanti che ha scatenato reazioni, tra le migliori vedi Mante eGalatea. Fare bene l’insegnante ha dei costi oggi per generare opportunità incalcolabili, almeno in prospettiva. Non è possibile pensare di “ridurre i costi” con il metro della razionalità e del ritorno economico dell’investimento. La relazione, il contatto con ogni studente consuma tempo e attenzione non propriamente misurabili. Il rapporto costi-produttività è la materia di studio del professor William Baumol, un grande economista conosciuto per il concetto della “malattia dei costi”. In breve, nei settori ad alta intensità di lavoro (ad esempio insegnare in classe o curare persone) la produttività non può aumentare molto data l’attenzione richiesta nell’interazione con la singola persona e quindi consistono in attività che non possono essere automatizzate. William Baumol si concentra sulla differenza di produttività che esiste tra i settori economici in cui la tecnologia e …

"Scuola: come produrre senza produttività?", di Massimo Chiriatti

C’è una difficoltà ricorrente in economia: non è facile valutare un beneficio futuro se il raggiungimento dell’obiettivo implica un costo attuale. Un esempio è la proposta governativa sull’aumento delle ore di lavoro in classe degli insegnanti che ha scatenato reazioni, tra le migliori vedi Mante eGalatea. Fare bene l’insegnante ha dei costi oggi per generare opportunità incalcolabili, almeno in prospettiva. Non è possibile pensare di “ridurre i costi” con il metro della razionalità e del ritorno economico dell’investimento. La relazione, il contatto con ogni studente consuma tempo e attenzione non propriamente misurabili. Il rapporto costi-produttività è la materia di studio del professor William Baumol, un grande economista conosciuto per il concetto della “malattia dei costi”. In breve, nei settori ad alta intensità di lavoro (ad esempio insegnare in classe o curare persone) la produttività non può aumentare molto data l’attenzione richiesta nell’interazione con la singola persona e quindi consistono in attività che non possono essere automatizzate. William Baumol si concentra sulla differenza di produttività che esiste tra i settori economici in cui la tecnologia e …