Tutti gli articoli relativi a: scuola | formazione

"Le Belle Arti vanno in piazza", di Raffaella De Santis

L´arte vuole la laurea. Studenti e professori chiedono la riforma universitaria delle Accademie di Belle Arti e per ottenerla, dopo anni di attese, scelgono di protestare con lo sciopero della fame e scendono in piazza. A dare avvio alla contestazione è l´Accademia di Belle Arti di Roma, da due settimane motore della rivolta. La piazza di fronte all´istituto, nel centro storico della capitale, in via di Ripetta, si è riempita di tende e ombrelloni, un accampamento nel caldo di luglio, in cui gli studenti bivaccano giorno e notte. Possono mangiare massimo sei frutti al giorno e quando la stanchezza si fa sentire si danno il cambio. Saranno pure gli artisti di domani, ma le loro richieste sono molto concrete: questi giovani, insieme ai loro prof, vogliono arrivare a essere riconosciuti studenti universitari a tutti gli effetti, al pari dei loro colleghi europei. «Negli altri paesi, in Europa e negli Stati Uniti, le accademie sono considerate istituti di alta formazione artistica, dai quali si esce laureati», spiega Donatella Landi, artista e docente di Pittura e Video …

Sulla scuola una manovra all’insegna della crudeltà", di Franco Buccino

I provvedimenti della manovra che riguardano la scuola colpiscono in modo quasi esclusivo e con accanimento i più deboli del sistema, limitandone i diritti e la dignità. I provvedimenti della manovra che riguardano la scuola colpiscono in modo quasi esclusivo e con accanimento i più deboli del sistema, limitandone i diritti e la dignità. Si comincia prendendo di mira le scuole sottodimensionate, poi si passa agli alunni con disabilità, infine si colpiscono i docenti inidonei all’insegnamento per motivi di salute. Sono, tra l’altro, provvedimenti di difficile e complicata attuazione e che porteranno pochi risparmi. Si potrebbe dire che sulla scuola la manovra è all’insegna della crudeltà. Una cattiveria inutile e gratuita. Si aboliscono d’un colpo scuole dell’infanzia, primarie e medie, riconducendole tutte in istituti comprensivi a partire dal prossimo primo settembre. Inoltre le scuole sottodimensionate, cioè con un numero di alunni inferiore a 500, non avranno più un “dirigente scolastico a tempo indeterminato”; per la verità non avranno neanche un incaricato a tempo determinato, ma un “reggente”. Si tratta di scuole che già hanno i …

"Piano assunzioni. A quali condizioni?", da La Tecnica della Scuola

La legge subordina l’avvio del piano alla sottoscrizione di un accordo sindacale che garantisca l’invarianza di spesa. Ma questo obiettivo si può raggiungere solo azzerando le ricostruzioni di carriera. Dopo l’euforia provocata dall’annuncio delle 67mila assunzioni di altrettanti precari (30.500 docenti e 36.700 Ata) arriva il momento della riflessione. Nella giornata del 14 luglio il ministro Renato ha dato infatti un annuncio che vale la pena di analizzare con attenzione. “Il ministro Renato Brunetta – si legge nella nota – comunica di aver dato mandato all’ARAN di avviare immediatamente le trattative per la modifica delle norme contrattuali in relazione ai nuovi inquadramenti”. La domanda è d’obbligo: perché aprire una sessione contrattuale per dare avvio al piano di assunzioni? Finora non era mai accaduto. Ma, se si legge con attenzione il testo della legge, forse si riesce a capire meglio la questione: in effetti il comma 17 dell’articolo 9 della legge di conversione parla di un piano di assunzioni “in esito ad una specifica sessione negoziale concernente interventi in materia contrattuale per il personale della Scuola, …

«Ma i precari continuano a essere sempre troppi» intervista a Mimmo Pantaleo

Mimmo Pantaleo, lei è il segretario generale della Flc Cgil: lo sblocco delle assunzioni è un passo così importante? «Lo abbiamo ottenuto negli ultimi tre anni dopo le tante iniziative messe in campo, comprese le decine di migliaia di ricorsi presentati per la trasformazione a tempo indeterminato e le lotte dei lavoratori e delle lavoratrici precarie. Ma a ciò dovrà seguire la copertura integrale del turnover». Quanti precari verranno stabilizzati e quanti saranno tagliati fuori? «Circa 67 mila tra «Ata» e docenti. Ma noi vogliamo un piano pluriennale che copra tutti i posti vacanti e che regolarizzi i 130 mila «Ata» e docenti che ancora galleggiano sulla precarietà. Ma non è ancora chiaro se saranno inseriti subito in ruolo o nel triennio». Quali saranno i vostri prossimi passi? «A breve discuteremo sulle condizioni di immissione in ruolo e sulle condizioni del contratto per non penalizzare i diritti dei tanti, troppi precari della scuola. Quindi è urgente trovare in sede contrattuale le soluzioni più adeguate, senza interventi strutturali e permanenti o penalizzazioni per il personale precario». …

Assunzioni, per i 210.000 prof che non ce la faranno si fa dura", di Alessandro Giuliani

I sindacati portano a casa un bel risultato: basta dire che l’assunzione dei 32.000 docenti cade alla vigilia del triennio di blocco del turn over della Pa. Il problema è che l’esercito di abilitati che rimarrà alla finestra verrà assunto solo sulla base dei posti vacanti a livello regionale. La metà dei quali andranno a chi uscirà dai Tfa. Oltre 32.000 insegnanti precari presto, probabilmente entro il prossimo 31 agosto, verranno convocati dai rispetti Usp per firmare l’immissione in ruolo. Per i sindacati è un bel risultato (stavolta anche per la Flc-Cgil) . Non hanno potuto che apprezzare: prima di tutto perché la garanzia del posto di lavoro rimane sempre il motivo principale dell’esistenza delle organizzazioni sindacali. In secondo luogo perché non bisogna dimenticare che l’ondata di assunzioni si colloca pur sempre nel contesto di un pubblico impiego, dove sino al 2014 vige il blocco del turn over (si salvano le professioni in divisa e poco altro). Dire, quindi, che si tratta di un semplice turn over significa non volere tenere conto del fatto che …

Puglisi: primo passo verso stabilizzazione precari, anche grazie al PD

Dopo le preoccupanti notizie circolate sulle assunzioni per il prossimo anno scolastico crediamo che, quello di oggi, sia un primo positivo passo verso la stabilizzazione del personale della scuola, che garantirà almeno il turno over dei pensionamenti. È un risultato che giunge anche grazie alla tenace opposizione e proposta politica che il Pd ha continuato a fare in questi mesi. www.partitodemocratico.it ****** Comunicato stampa di Mimmo Pantaleo, segretario generale della FLC CGIL 67000 immissioni in ruolo grazie alla lotta della FLC Cgil. Le iniziative messe in campo negli ultimi tre anni dalla Flc Cgil, comprese le decine di migliaia di ricorsi presentati per la trasformazione a tempo indeterminato e le lotte dei lavoratori e delle lavoratrici precarie hanno portato ad un primo importante risultato: 67000 assunzioni tra docenti e ata. La Flc Cgil e’ disponibile a trovare in sede contrattuale le soluzioni piu adeguate, senza interventi strutturali e permanenti o penalizzazioni per il personale precario. Riteniamo che questo sia un primo passo al quale dovra’ seguire per i prossimi anni la copertura integrale del turn …

"La scuola che perde la memoria, perde se stessa", di Angela Nava Mambretti*

L’idea gelminiana della scuola, superficiale, tutta ipercompetitiva e senza più i tempi necessari per l’apprendimento, produce mostri come la bocciatura di una bambina di 6 anni in prima. Un settimanale femminile, dignitoso e di grande tiratura, mi chiedeva ieri di trovare delle motivazioni che giustificassero e rendessero plausibile (auspicabile?) la bocciatura in prima elementare di una bambina di Ischia, quella di cui tutti i giornali hanno parlato. Ovviamente non ho risposto, ma il mio sconcerto riguarda la domanda. Cosa è successo a questo paese e a tutti noi perché si possa anche solo pensare di ricercare e trovare delle motivazioni ad un errore pedagogico di questa entità? La scuola che boccia in prima elementare è una scuola primaria che parla di PROGRAMMI (ovviamente maiuscoli nella loro imperiosità); è una scuola che misura con un voto il cammino di apprendimento di un bambino di sei anni; è una scuola che fa le somme; che ritiene che i nostri bambini debbano avere un percorso di apprendimento unilineare e che essi non siano, come sono, “bambini a zig-zag”, …