Tutti gli articoli relativi a: scuola | formazione

Prof supplenti, tutti contro tutti così si è arrivati al pasticcio precari", di Salvo Intravaia

Dalle scelte dei governi democristiani alla riorganizzazione che si credeva definitiva del ministro Fioroni. Poi la Gelmini blocca tutto e i tagli della manovra Tremonti fanno il resto. Così tutti i protagonisti in attesa di un posto si sentono defraudati, partono i ricorsi e le sentenze di annullamento dei provvedimenti. E ora il governo tenta di varare un difficile compromesso. Il pasticcio del governo sulle graduatorie dei supplenti ha scatenato la guerra di tutti contro tutti. Migliaia di ricorsi e intervento dei giudici amministrativi, prima, e costituzionali, dopo. Sindacati contro sindacati, supplenti contro supplenti e politici a difesa dei propri elettorati, a prescindere dai partiti di appartenenza. E adesso si spettano le ultime mosse del governo, che non mancheranno di suscitare altre polemiche. Qualsiasi intervento scontenterà comunque una parte. Ma come si è arrivati a questa guerra senza esclusione di colpi? Il precariato della scuola “moderno” ha una quarantina d’anni. Fu il democristiano Franco Maria Malfatti, nel 1974, a varare il decreto che istituì il cosiddetto “doppio canale”. A palazzo Chigi, per la quinta volta, …

Far meglio si può. Ecco perché diciamo no a questo Def

I deputati PD in commissione Cultura e Istruzione presentano il parere alternativo al Documento Economia e Finanza, contestando la scelta del governo, unica in Europa, di ridurre l’investimento pubblico nella filiera del sapere. I parlamentari PD della VII Commissione della Camera dei Deputati hanno presentato il parere alternativo al Documento Economia e Finanza (DEF) del Governo. Il parere, firmato dalla capogruppo in commissione Manuela Ghizzoni, dal presidente del Forum Istruzione Giovanni Bachelet e da tutti gli altri deputati democratici, è un’accusa impietosa nei confronti del governo che “sin dall’inizio della legislatura, non solo non ha affrontato i problemi cronici del sistema formativo italiano, ma li ha addirittura aggravati”. Il Piano nazionale delle Riforme (PNR), inserito nel DEF, non ha un impianto strategico ed è una sorta di “cornice del nulla”, e appare “significativa quanto irresponsabile” la scelta di riduzione dell’investimento pubblico fatta dal governo -unica in Europa- nella filiera del sapere. Ecco il testo completo del documento: PARERE ALTERNATIVO, presentato dai deputati Ghizzoni, Bachelet, Coscia, De Biasi, De Pasquale, De Torre, Levi, Lolli, Mazzarella, Melandri, …

"Una selezione sospetta", di Pasquale D'Avolio

Con un tempismo davvero encomiabile la Direzione Generale per gli studi, la statistica e i sistemi informativi (Ufficio V) del MIUR ha promosso una selezione nazionale con l’obiettivo di realizzare 10 (dieci) Scuole 2.0. Si tratta, come è scritto nel bando, di una linea avanzata di innovazione (il cosiddetto Patto per la Scuol@ 2.0 avviato con il Piano Nazionale Scuola Digitale) che vuole coinvolgere l’ istituzione scolastica nella sua interezza e tutto il corpo docente contando su un sistema di cofinanziamento con Amministrazioni locali e regionali. L’iniziativa è indubbiamente lodevole, ma …. Il bando è stato pubblicato sul sito del MIUR il 20 aprile giorno di chiusura della Scuole per le vacanze pasquali e il termine ultimo per l’inoltro della proposta, è il 2 maggio 2011, entro le ore 16,00. E’ richiesta una serie di documentazioni da parte delle Scuole nonché degli Enti locali (Comune, provincia, Regione) che devono indicare la loro disponibilità a compartecipare alle spese. Il tutto in meno di 10 giorni! Come si può immaginare una cosa del genere? Ammesso che i …

"Ora ai neoassunti salta la mobilità", di Alessandra Ricciardi

Niente trasferimenti per 5 anni, anche per motivi familiari . La novità nel decreto Sviluppo, giovedì al cdm: piano assunzioni e blocco risarcimenti ai precari L’attesa è tutta per giovedì, quando il ministro dell’economia, Giulio Tremonti, potrebbe presentare al consiglio dei ministri il decreto legge Sviluppo. Il primo provvedimento dei due previsti in materia, quello incentrato prevalentemente sulla riduzione della pressione burocratico-regolativa. Nel dl, tutto ancora rigorosamente nelle mani del Tesoro, sarà probabilmente inserito un articolo unico che riguarda la scuola (si vedano le anticipazioni di ItaliaOggi di martedì scorso), dai precari alle graduatorie. Secondo i rumors di viale Trastevere, nelle pieghe dell’articolo sarà previsto anche il divieto di trasferimenti di provincia per gli insegnanti neosassunti, per i primi 5 anni dalla immissione in ruolo. Un divieto che si applicherà anche alle assegnazioni provvisorie, quelle normalmente disposte per rispondere a esigenze personali di famiglia e che oggi era possibile chiedere ogni anno. La bozza di articolo chiarisce in prima battuta che per i precari della scuola, durante il servizio a tempo determinato che precede l’eventuale …

"Sui precari Gelmini ascolti i sindacati invece degli azzeccagarbugli", di Francesca Puglisi

Francesca Puglisi, responsabile Scuola Pd, denuncia come il governo stia preparando l’ennesima truffa ai danni dei precari della scuola, cancellando il limite comunitario del triennio come vincolo delle stabilizzazioni dei contratti di lavoro. Il ministro Gelmini -totalmente succube, e perfino colpevolmente ignara, delle decisioni del ministro Tremonti che, come dimostra il DEF, intende risanare lo Stato a spese della scuola pubblica- per una volta ascolti le richieste che arrivano in modo unitario dai sindacati della scuola e dall’opposizione e apra un tavolo di confronto politico. Il Partito Democratico ribadisce le proprie proposte: 1- eliminare la terza tranche di tagli prevista per il prossimo anno (19.700 docenti e 14.500 personale ATA), se non si vuol far sparire definitivamente il tempo pieno dalla primaria e far vivere gli studenti delle superiori in classi sovraffollate oltre ogni limite di legge; 2- stabilizzare tutti coloro che stanno lavorando su posti vacanti, per garantire la necessaria continuità didattica, che è grande parte della qualità della scuola; 3- definire un organico funzionale al piano dell’offerta formativa delle scuole. Il Governo impegni …

Modena, tutti i tagli della scuola

I parlamentari modenesi interrogano la Gelmini. Sulle gravissime difficoltà della scuola pubblica provocate dai tagli del governo prendono posizione ancora una volta i parlamentari modenesi del Pd che oggi hanno depositato un’interrogazione al ministro Gelmini, sia alla Camera che al Senato. Ecco la loro dichiarazione. «Le cifre parlano da sole: a Modena i docenti in meno sull’organico di diritto saranno 121, di cui 70 alle superiori, 42 alle medie e 11 alla primaria. Ci saranno 2 docenti in più solo nella scuola dell’infanzia, nonostante la richiesta di 16 posti aggiuntivi. Decisioni ingiustificate, soprattutto se si considera l’aumento della popolazione studentesca, con 382 alunni in più nelle superiori, 266 bambini e 7 classi nella scuola primaria. A fronte di tale dato i posti assegnati in organico di diritto sono, rispetto all’organico di fatto dell’anno scorso, 11 in meno. Nella scuola media gli alunni crescono complessivamente di 421 unità, di cui 275 solo nelle classi prime, ma i posti assegnati in organico di diritto sono, rispetto all’organico dell’anno scorso, 42 in meno: una delle riduzioni più pesanti …

"Si fa troppo presto a dire (sì o no, alla) valutazione…", di Giancarlo Cerini (1)

Non c’è progetto politico o culturale che, nell’evocare un futuro migliore per la nostra scuola , non inserisca la “valutazione” tra le parole “forti” per costruire gli auspicati nuovi scenari educativi. L’esigenza è talmente ovvia, da rasentare il “politically correct”, magari per giungere, una volta tanto, a soluzioni condivise per una auspicata vera riforma della scuola(2). Non sarebbe un risultato da poco, visto che da ormai un quindicennio il confronto sulla scuola appare aspro e senza possibilità di intesa: quasi uno scontro di “civiltà”. Oggi, però, la società politica, ed ancor più quella civile, sembrano concordi nel chiedere di introdurre dosi massicce di valutazione nel sistema educativo. L’approvazione praticamente all’unanimità della legge 176/2007, che introduce le rilevazioni generalizzate degli apprendimenti, è un fedele termometro di questo sentimento che associa la parola valutazione a responsabilità, autonomia, qualità. Ma è sul fronte “interno” che si manifestano le maggiori diffidenze, tra gli insegnanti e le loro rappresentanze professionali e sindacali, a partire dalla diffusa ostilità nei confronti delle prove Invalsi. Queste resistenze non possono essere liquidate chiamando in …