Tutti gli articoli relativi a: scuola | formazione

«L’istruzione a tutti per non essere inculcati dalle sue tv», di Chiara Valerio

Si impara prima della scuola, dopo la scuola, nonostante la scuola. Tuttavia purché questa esperienza comune non si trasformi in metafisica, la scuola deve esserci. L’articolo 33 della Costituzione stabilisce che «Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato» e che «la legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità , deve assicurare ad esse piena libertà e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali». Le scuole pubbliche rappresentano dunque lo standard educativo del nostro paese e la legge, stabilendo i diritti delle scuole non statali, stabilisce pure gli obblighi – esami di stato regolari, docenti pagati secondo un contratto nazionale, corrispondenzatra cattedra d’insegnamento e disciplina insegnata, buste paga reali. La frase «la scuola pubblica inculca », poi smentita e ritoccata, lungi dall’essere un giudizio sulla situazione della scuola italiana, è, come spesso accade al primo Ministro e ai suoi epigoni, pubblicità . Se non lo fosse terrebbe conto di …

"Mobilità: errori negli allegati. I docenti rischiano di perdere punti", di R.P.

Mobilità: errori negli allegati. I docenti rischiano di perdere punti L’OM sulla mobilità contiene errori ed imprecisioni. Difficile dire se per superficialità o incompetenza degli uffici del Miur. Certo è che i docenti che si affidano alla modulistca ufficiale rischiano di perdere punti preziosi. E c’è anche un altro giallo: quando scadono i termini per la domanda di commissaro negli esami di Stato nelle scuole all’estero ? Il 21 o il 31 marzo ? I docenti che intendono partecipare alle operazioni di mobilità devono fare attenzione: se si affidano alla documentazione ufficiale prodotta fino a questo momento potrebbero commettere errori, alcuni persino insanabili. Purtroppo la fretta (e una buona dose di pressapochismo) con cui gli uffici del Ministero hanno predisposto ordinanza e allegati sta creando qualche problema. Fin da subito gli esperti della nostra rivista avevano individuato imprecisioni ed errori contenuti soprattutto negli allegati e nella modulistica. Tanto è vero che in data 3 marzo il Ministero si è finalmente deciso a diramare una nota con gli allegati all’OM n. 16 sulla mobilità debitamente corretti. …

"Se la scuola decide di non bocciare più", di Lorenzo Salvia

L’annuncio in Austria per le superiori. I presidi italiani: buona idea, ma costa. Scena dal film «Notte prima degli esami» , due studenti ci scherzano sopra: «Hai tre possibilità per evitare la bocciatura. Uno, il buco dell’ozono si allarga e ci stermina tutti. Due, un meteorite gigante si schianta contro la casa di Martinelli (il professore di italiano detto carogna). Tre, studia che è meglio» . Dal prossimo anno a queste tre possibilità se ne potrebbe aggiungere un’altra: trasferirsi a Vienna. Il ministro austriaco dell’Istruzione ha annunciato l’intenzione di abolire le bocciature a partire dal 2012 per le scuole superiori. Il che non vuol dire tutti promossi e una bella estate di relax in regime di par condicio per secchioni e somari. Il ministro— la socialdemocratica Claudia Schmied — ha spiegato che la bocciatura andrebbe sostituita da corsi di recupero nelle materie in cui i ragazzi non hanno raggiunto la sufficienza. Ma a settembre nessuna notte prima degli esami: in ogni caso si passa all’anno successivo. Perché una proposta del genere? Il ministro dice che …

"In piazza il popolo tricolore per Scuola e Costituzione", di Mariagrazia Gerina

Stavolta il popolo che scende in piazza, a Roma e in tutta Italia, indosserà semplicemente il tricolore. «Verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni», come recita l’articolo 12 della Costituzione. Sarà lei, che già campeggiava nei cortei viola del No-B Day, la protagonista, solenne e popolare, del 12 marzo, proclamato «C-Day», giornata della Costituzione. Da leggere, da portare in piazza, da regalare, da declamare. Da difendere dalle «randellate» del presidente del Consiglio. Perché a sessantaquattro anni dalla sua promulgazione è ancora lei la difesa più forte di tutto ciò che, essenziale per la democrazia, finisce sotto attacco. A cominciare dalla scuola pubblica. E per questo sarà una ventenne, Sofia Sabatino, della Rete degli studenti, a salire per prima sul palco di piazza del Popolo. In nome dei milioni di studenti, insegnanti, assistenti scolastici, offesi, in una sola battuta, dal premier. Quale migliore riparo anche per loro della Costituzione? «Difendere la scuola pubblica e difendere la Carta costituzionale è una sola battaglia», spiega Sofia, rilanciando a tutto il popolo del 12 marzo …

"Se l´istruzione per tutti diventa un bersaglio", di Stefano Rodotà

In pubblico, con toni veementi (esagitati?), il Presidente del Consiglio è andato all´attacco della scuola pubblica come luogo di cattivi maestri, dalla quale a buon diritto genitori liberi e pensosi vogliono tenere lontani i figli. Non è una novità. Per raccattare voti, Berlusconi non va mai troppo per il sottile. Ma una scuola allo stremo avrebbe meritato ben altra attenzione da parte del Presidente del Consiglio e della sua sempre fedele ministra dell´Istruzione (così ne avrebbe scritto Damon Runyon). Se una parola doveva venire, questa doveva essere di riconoscenza e rispetto per chi, in condizioni personali e ambientali sempre più difficili, svolge l´essenziale funzione della trasmissione del sapere e della formazione dei giovani. E anche di rispetto per gli studenti, ridotti nelle sue parole ad oggetti docilmente manipolabili, e che invece hanno mostrato di essere tutt´altro che inclini all´indottrinamento, di possedere sapere critico. Ma è proprio il sapere critico che inquieta, che turba il disegno di una scuola tutta e solo votata alla “formazione al settore produttivo”(queste le larghe vedute del Governo). La scuola pubblica …

"Quel silenzio in aula per salvare la scuola", di Carlo Galli

Nelle sue recenti esternazioni sulla scuola Silvio Berlusconi è riuscito ad argomentare nelle modalità più disparate e apparentemente sconnesse. Da una parte, in un contesto di “cattolici riformisti” (ma forse “contro”-riformisti), ha abbracciato tesi sanfediste. Si è cioè esibito in un’incredibile polemica contro la scuola di Stato. La scuola pubblica che sottrae i figlioli alle famiglie, per educarli a valori opposti a quelli in cui sono nati e in cui devono essere cresciuti – e che quindi in realtà “non educa” – . Era, questo, l’argomento portato dal cattolicesimo reazionario – in Francia e in Italia – contro lo Stato moderno nel momento del suo insediarsi e consolidarsi. Un argomento oscurantista, figlio di una visione chiusa e organicistica della società come di un corpo naturale di famiglie, tenute insieme dalla fede. Rispetto a questo scenario, lo Stato moderno, che attraverso la scuola statale pubblica porta i giovani fuori dalle chiusure localistiche e li educa ai principi civici razionali di cittadinanza universale – per quanto timidamente applicati nella pratica – , è un’intollerabile minaccia, un’inaccettabile sopraffazione. …

Opposizione, movimenti e docenti. Tante iniziative contro l’affronto del premier

La protesta contro le parole di Berlusconi si allarga sul web: c’è chi raccoglie adesioni, di comuni cittadini ed intellettuali, chi ricorda lo spessore di Calamandrei. Il tam tam passa anche via sms: a Roma i prof si danno appuntamento per un minuto di silenzio. Si scenderà anche in piazza: il Pd lo ha già fatto il 1° marzo con un bagnato sit-in sotto palazzo Chigi, ma la vera mobilitazione è per il 12 marzo. Stanno provocando un crescendo di reazioni ed iniziative di protesta le parole pronunciate nei giorni scorsi dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, secondo cui è giunto il momento di respingere “l’influenza deleteria che nella scuola pubblica hanno avuto e hanno ancora oggi culture politiche, ideologie e interpretazioni della storia che non rispettano la verità”. Dopo le risposte piccate dei sindacati di comparto, l’indignazione è salita anche sui portali nazionali, come Repubblica.it, che ha allestito lo speciale ‘Io difendo la scuola pubblica’, a cui nelle ultime ore hanno dato il loro sostegno migliaia di cittadini. Tra loro anche diversi intellettuali ed …