Tutti gli articoli relativi a: scuola | formazione

"Mariastella delle gaffe. Il ministro senza fondi che Tremonti snobba", di Federica Fantozzi

“Pregiudizi contro chi, come me, ha gli occhi a fessuretta» si difendeva la vaporosa Caterina Guzzanti-Mariastella Gelmini a Parla con me. Chissà se, in consiglio dei ministri, la vera titolare dell’Istruzione ha opposto lo stesso argomento allo sferzante sarcasmo di Giulio Tremonti con le forbici in mano. In fondo, il mite collega Bondi, che ha minacciato dimissioni dalla Cultura stanco di fronteggiare la rivolta di teatri, musei, fondazioni, enti lirici, siti archeologici, etc, ha incassato non soldi ma almeno umana solidarietà. Lei, invece, tutti si chiedono se sia cattiva o la disegnino così. L’avvocato dalle mise grigio acciaio, i lineamenti appuntiti e gli occhiali aguzzi; il ministro ribattezzato dall’Onda «della Pubblica Distruzione»; la cattolica ritratta come Beata Ignoranza in irridenti santini; la neo-mamma che ha fatto imbufalire mezza Italia dichiarando che «il congedo di maternità è un privilegio, tutte dovrebbero tornare subito a lavorare come me». 37 anni, liceo a Desenzano del Garda, laurea a Brescia, praticantato ed esame da avvocato a Reggio Calabria (trasloco foriero di molte illazioni), sposata a Sirmione con un aitante …

"Il Ministro, l’Aritmetica e i Tagli", di Mario Piemontese

Ho letto con attenzione l’intervento che il Ministro Gelmini ha fatto il 5 ottobre in Senato. Un passaggio davvero interessante del suo discorso è il seguente: “Si è molto discusso sull’entità dei tagli al personale docente e amministrativo. Si è più volte lamentata una cura eccessiva, una razionalizzazione non sopportabile per la scuola. Nulla di tutto ciò, perché, se si va a vedere effettivamente la portata di quella manovra, si scopre che a fronte dei 42.000 tagli previsti dal precedente anno, ben 32.000 erano legati ai pensionamenti, e quindi la manovra di fatto si riduce da 42.000 a 10.000 tagli, e anche quest’anno i tagli sono stati di ammontare pari a 25.000 posti ma, considerati ancora una volta i pensionamenti (questi ammontano a 23.000), la differenza è presto fatta, nel senso che il taglio è di 2000 posti: certo non pochi, ma si tratta pur sempre di una manovra che continuo a pensare assolutamente sopportabile e indispensabile per invertire un trend di crescita della pianta organica non proporzionato al fabbisogno effettivo di posti da insegnante …

"Sponsor privati sui banchi di scuola", di Raffaele Lorusso

Barletta, bando della provincia: le aziende potranno marchiarli con il loro logo. L´assessore: “Il simbolo sugli arredi ci renderà 69,80 euro a posto, Iva esclusa”. Uno sponsor salverà la scuola. In attesa di tempi migliori e di risorse adeguate, c´è chi cerca nella pubblicità la risposta al taglio sistematico dei fondi per l´istruzione. La neonata sesta provincia pugliese, Barletta-Andria-Trani, ci crede. Al punto da offrire ad aziende private la possibilità di acquistare arredi e suppellettili dei 53 istituti scolastici dei 10 Comuni del territorio provinciale in cambio di loghi pubblicitari. Tutto alla luce del sole. Il bando è infatti pubblicato sul sito Internet dell´ente e scade il prossimo 30 novembre. Chi vorrà legare il proprio marchio ad un banco e ad una sedia, per esempio, dovrà sborsare 69,80 euro, Iva esclusa. «È una idea che abbiamo valutato dal punto di vista tecnico-giuridico e l´abbiamo ritenuta fattibile» spiega Pompeo Camero, assessore all´Istruzione nella sesta provincia pugliese. Esponente della “Puglia prima di tutto”, formazione civica organica all´amministrazione di centrodestra, Camero va fiero dell´iniziativa. «Quel bando ci è …

"Raffica di ricorsi contro i tagli", di Antimo Di Geronimo

Il ministero dell’istruzione, prima di disporre il taglio delle ore nelle seconde, terze e quarte classi dei tecnici e dei professionali, avrebbe dovuto attendere il parere del Consiglio nazionale della pubblica istruzione. E quindi l’ordinanza del Tar del Lazio che sospende la relativa circolare è legittima. Così ha deciso la sesta sezione del Consiglio di stato con un’ ordinanza emessa il 28 settembre scorso (n.4413, Severini presidente, Scanderbeg estensore). Si aprono, dunque, nuovi scenari per i docenti dei tecnici e dei professionali, che hanno perso il posto per i tagli e che sono già stati trasferiti d’ufficio. L’illegittimità del provvedimento sugli organici, infatti, costiuisce il presupposto per azioni individuali da parte dei docenti danneggiati. E ciò potrebbe indurre i giudici del lavoro delle varie circoscrizioni a disporre, nell’immediato, il reintegro nelle sedi di precedente titolarità oppure, in alternativa e nel medio periodo, il risarcimento dei danni. Secondo il Consiglio di stato, infatti, «alla luce del sopravvenuto parere emesso dal Consiglio nazionale della pubblica istruzione l’amministrazione scolastica non potrebbe esimersi dal rideterminarsi sulla definizione dell’orario complessivo …

"Scuola, settimana di passione a Roma. la maestra di matematica insegna inglese", di Simona De Santis

«Così il tempo pieno non funziona». I genitori della scuola primaria Principe di Piemonte hanno le idee chiare. «Servono due insegnanti e la compresenza delle maestre per 4 ore alla settimana». Perché? «Altrimenti non parliamo più di tempo pieno, ma di “spezzatino” delle cattedre». In attesa della manifestazione indetta, venerdì 8 ottobre, da tutte le componenti del mondo della scuola, iniziano le prime proteste: Il Comitato dei genitori e insegnanti 49esimo Circolo Didattito ha scelto di manifestare lunedì, alle 17, davanti al ministero dell’Istruzione. I tagli al personale docente, continuano le famiglie del Comitato, provocano un «valzer» delle insegnanti che «non garantisce la continuità didattica» e «snatura il tempo pieno». VALZER DELLE MAESTRE – Una situazione comune a moltissimi istituti. «Se cambiano continuamente le maestre – denunciano i genitori della Principe di Piemonte – non si rispetta il giusto equilibrio educativo e didattico per la costruzione di un rapporto forte tra insegnante e alunno, per attuare attività di laboratorio e recuperare i bambini con difficoltà di apprendimento». Quello che il Comitato dei genitori chiama «valzer» …

"Senza libertà di insegnare non c'è scuola", di Michele Ainis

Oggi cade la Giornata mondiale dell’insegnante, istituita dall’Unesco nel 1994. Una buona occasione per riflettere sul destino della scuola, tanto più alla vigilia del federalismo scolastico, annunciato dalla Bozza di Accordo fra governo, regioni e enti locali del 29 luglio scorso. Ma sta di fatto che i mali della scuola sono gli stessi della società italiana. Uno su tutti: l’eccesso di diritto. E infatti consultando la banca dati del Parlamento s’incrociano 112 provvedimenti legislativi in materia d’istruzione, con una media di 8 nuove leggi l’anno. Questo fiume normativo non scorre senza conseguenze sul nostro vissuto collettivo: genera un effetto di disorientamento, se non di smarrimento, che ha preso alla gola la comunità scolastica al pari di tutta la comunità italiana. Siamo talmente immersi nell’ansia di governare l’ultima riforma, che non sappiamo più nemmeno cosa abbiamo riformato. E allora, prima d’interrogarci sul federalismo prossimo venturo, è bene partire dalle categorie fondamentali, per mettere un po’ d’ordine, per aggrapparci a qualche punto saldo. O il federalismo scolastico saprà valorizzare i fondamenti della nostra convivenza, oppure sarà come …

Scuola, un mese di proteste. Comincia l'Università

Per la scuola non c’è pace: contro tagli e riforme decisi dal governo, dopo gli scioperi della fame intrapresi sul finire dell’estate dai precari, culminati con il blocco dello Stretto di Messina di metà settembre, a partire da domani assisteremo alla mobilitazione di studenti e dei sindacati di comparto: i primi a scendere in piazza, per tre giorni consecutivi, saranno le associazioni studentesche universitarie, con in testa Udu e Link. Venerdì 8 Ottobre la mobilitazione si estenderà ai sindacati Usi Ait Scuola e Unicobas, che sfileranno a Roma fino al ministero dell’Istruzione, agli studenti delle scuola superiori (l’Unione degli Studenti promette di riempire 45 piazze), ai coordinamenti dei genitori e ai coordinamenti precari scuola. Venerdì prossimo le lezioni potrebbero davvero essere a rischio: i lavoratori della conoscenza della Cgil hanno infatti deciso di astenersi per un’ora (la prima o l’ultima). Il 13 ottobre a fermarsi sarà il personale non docente con contratti di tipo co.co.co aderente a Felsa-Cisl, Nidil-Cgil e Uil Cpo. Due giorni dopo, il 15 ottobre, a scioperare, per l’intera giornata, saranno docenti …