Tutti gli articoli relativi a: scuola | formazione

«La scuola protesta», di Alice Loreti

Presidio dei sindacati Presente anche una delegazione Pd. Alla fine tutti insoddisfatti: il direttore regionale non ritira la circolare-bavaglio. «E-Limina» lo slogan del corteo delle scuole che ieri ha bloccato il centro di Bologna. Più di 500 persone tra docenti, precari, studenti medi e sindacati (Cgil, Cisl, Uil, Snals, Gilda e Cobas), hanno assediato l’Ufficio scolastico regionale (Usr) per protestare contro i tagli del ministero e la “nota bavaglio” scritta da Marcello Limina qualche settimana fa. In quella nota, riservata ai dirigenti della regione, il direttore dell’Usr chiedeva di «sensibilizzare il personale della scuola sul corretto comportamento da tenere con gli organi si stampa». Un chiaro invito a tacere e a non denunciare quanto avviene nelle scuole, dicono i manifestanti, che per l’occasione si sono presentati imbavagliati da fazzoletti rossi e cerottoni sulla bocca. La protesta hatrovato l’appoggio del Pd, venuto in massa in via dè Castagnoli: il segretario in pectore dei democratici, Raffaele Donini, l’ex capogruppo in consiglio comunale, Sergio Lo Giudice, Simona Lembi, ex assessore comunale alla Scuola e la responsabile nazionale scuola, …

Carpi (Mo) Riforma Gelmini, lo stilista diventa operaio

Il ministro stravolge i percorsi di formazione e le figure professionali. Il caso del Vallauri di Carpi, l’on. Ghizzoni presenta un’interrogazione Non solo tagli di risorse e di insegnanti. La riforma Gelmini stravolge metodi didattici, percorsi di formazione e figure professionali. E’ quanto succede all’istituto professionale Vallauri di Carpi, che da anni forma Operatori moda e tecnici dell’abbigliamento e della moda. Con il nuovo percorso di studi previsto dal ministero la figura professionale cambia completamente natura. Cancellato di fatto il profilo dello stilista creativo, la riforma punta ora a formare una figura da inserire nel processo produttivo. “Il distretto carpigiano – spiega l’on. Manuela Ghizzoni, capogruppo Pd in commissione Istruzione e Cultura della Camera – non ha bisogno di operai specializzati da impiegare in una dimensione industriale, per il semplice motivo che la produzione ormai è quasi completamente delocalizzata. Le figure professionali del settore moda necessarie al nostro distretto devono invece sviluppare capacità artigianali e creative, mentre la riforma Gelmini va in direzione esattamente contraria: prevede che la qualifica triennale in Operatore moda e la …

"Formazione: Gelmini taglia i centri adulti. Niente scuola per gli stranieri", di Paola Benedetta Manca

Che i tagli alla scuola dei ministro Gelmini fossero consistenti si sapeva ormai in modo inequivocabile, ma forse non tutti sanno che, per minimizzare i costi dell’istruzione, si stanno iniziando a dimezzare gli insegnanti dei Ctp, cioè i centri territoriali permanenti per la formazione degli adulti, dove gli stranieri imparano l’italiano. Si sta cioè riducendo all’osso uno strumento statale di integrazione fondamentale, attraverso il quale tanti ragazzi stranieri prendono la licenza media e superiore e tanti adulti apprendono la lingua del Paese dove emigrano, primo gradino per diventare parte della nostra società. Il caso più eclatante, che ha accesso i riflettori su questi provvedimenti, arriva da Modena e lo denuncia il Comitato degli stranieri «Primo Marzo», insieme ai docenti dei Ctp. L’Ufficio Scolastico Provinciale ha deciso di tagliare gli insegnanti di italiano nei Ctp del modenese sacrificandone dodici: 6 su 11 solo a Modena (il 60 per cento). In città, per l’anno accademico in corso, si sono iscritti ben 2254 studenti. I Ctp nel modenese sono 7 e ne frequentano i corsi 5.000 studenti, di …

"Bella ciao" al ministero alunni censurati dalla preside, di Laura Mari

Fuori programma di una scuola media. La dirigente scolastica: deplorevole, si scusino. Il Pd: lei offende la Resistenza. A fine concerto, pensando di fare cosa gradita, hanno improvvisato le note di “Bella Ciao” davanti ai rappresentanti del ministero dell’Istruzione. Ma il fuori programma degli studenti di una scuola media di Roma ha scatenato la reazione indignata della preside. E il Pd insorge, con un’interrogazione parlamentare, contro la dirigente scolastica, sostendo che “”Bella ciao” è un simbolo dei valori che stanno alla base della nostra convivenza civile, della nostra costituzione, della nostra Repubblica nata dalla Resistenza”. Protagonisti dell’episodio sono gli alunni dell’istituto Giuseppe Gioacchino Belli. Gli studenti che compongono l’orchestra della scuola, il 27 maggio sono stati invitati ad esibirsi alla presenza del sottosegretario all’Istruzione Giuseppe Pizza, del capo della segreteria del ministro, Pasquale Capo, e di due direttori generali del ministero. Al termine del concerto, i ragazzi hanno deciso di concedersi un fuori programma e hanno accennato le note di “Bella ciao”. L’iniziativa non è piaciuta alla preside dell’istituto Belli, che in una lettera inviata …

Manovra, i tagli? Grossi per i docenti, piccoli per i sottosegretari

Per quanto riguarda il ministro dell’Istruzione, essendo anche parlamentare, bisognerà attendere le deliberazioni annunciate dai presidenti di Camera e Senato al termine dell’iter parlamentare di conversione in legge del decreto sulla manovra economica. Ma se, come tutto lascia pensare, sarà applicato un metodo di ritenuta analogo a quello previsto per i manager pubblici (qui), che prevede una quota franca di circa 90 mila euro, si può fare una simulazione del taglio che verrà verosimilmente effettuato. E proprio quella franchigia è determinante nel rendere il sacrificio richiesto alla classe dirigente in proporzione inferiore a quello dei dipendenti pubblici. Il taglio per i ministri parlamentari (cioè tutti eccetto il ministro della salute Fazio e il ministro dell’agricoltura Galan) quale incidenza complessiva finale potrebbe avere? Abbiamo preso a riferimento il trattamento stipendiale del ministro della Funzione pubblica Brunetta, da lui stesso reso pubblico sul sito del suo ministero, dal quale risulta che, tra indennità e stipendio da parlamentare e da ministro percepisce annualmente circa 257 mila euro lordi (211 mila da deputato e 46 mila da ministro). Se …

La manovra 2010 e gli effetti nei comparti pubblici della conoscenza

Vi proponiamo una sintesi del dossier Flc Cgil. Contratti collettivi nazionali · Salta, senza possibilità di recupero, il rinnovo per gli anni 2010-2012. · I contratti per il biennio 2008/2009 ancora da sottoscrivere o già sottoscritti per lo stesso periodo dopo l’entrata in vigore della manovra non possono determinare aumenti retributivi superiori al 3,2%. Nel caso di aumenti superiori a tale limite si procede al recupero. Congelamento degli stipendi · Per il personale ata e docente della scuola gli anni 2010,2011,2012 non sono utili ai fini della maturazione delle posizioni stipendiali né degli incrementi retributivi · Per gli anni 2010, 2011, 2012 e 2013 il trattamento economico complessivo dei singoli dipendenti, anche di qualifica dirigenziale, ivi compreso il trattamento accessorio, non può superare il trattamento in godimento nell’anno 2009. Questa misura è iniqua ed ha effetti pesantissimi su tutti i settori della conoscenza sia per quanto riguarda lo stipendio in godimento sia per la futura pensione. · Per i docenti universitari e i ricercatori il blocco supera abbondantemente il 10% annuo e colpisce soprattutto i …

"Il docente paga più del manager", di Alessandra Ricciardi

Tra blocco del contratto e scatti congelati, tagli del 10%. Hanno uno stipendio che nelle migliori delle ipotesi non arriva, a fine carriera, neppure alla metà dei 90 mila euro dei dirigenti pubblici, tetto massimo oltre il quale la manovra finanziaria di quest’anno fa scattare il taglio dei 5% dello stipendio sulla quota eccedente, che sale al 10 per buste paga over 150 mila. Eppure per loro, insegnanti, ausiliari, tecnici e amministrativi, il taglio sarà ben più consistente, arrivando, secondo quanto stimano pressoché tutti i sindacati sulla base di dati del ministero dell’economia, anche al doppio, il 10%. È l’effetto della somma delle due misure che, salvo novità, scatteranno nella scuola con il decreto finanziario: blocco dei contratti per un triennio e congelamento degli scatti di anzianità. Due misure sulle quali vanno avanti i tentativi delle forze sindacali di addolcire le durezze del ministro dell’economia, Giulio Tremonti. Il ventaglio delle possibili soluzioni propone un recupero almeno parziale dei mancati aumenti contrattuali, in una fase successiva a quella del triennio lacrime e sangue, la spendibilità ai …