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Scuola, Pd: slittamento a ottobre serve a fare cassa? A rischio regolarità anno scolastico

Ghizzoni: per Gelmini la scuola viene dopo il turismo. “Lo slittamento dell’inizio dell’anno scolastico è un altro modo per far cassa?”. Se lo chiede la capogruppo del Pd nella commissione Cultura della Camera, Manuela Ghizzoni che fa notare come “sia difficile, con uno slittamento ad inizio di ottobre, mantenere i duecento giorni che sanciscono la regolarità dell’anno scolastico a meno di protrarre la didattica a giugno inoltrato. E poi – aggiunge – li fatto che si parli di slittamento dell’inizio e non della fine ci fa pensare che si voglia ridurre l’offerta formativa. Sarebbe una scelta fuori da ogni logica e le aperture del ministro dimostrano che per questo governo la scuola non è una priorità, è seconda anche al turismo. Per non parlare del fatto che la competenza del calendario scolastico è comunque regionale: altro che federalismo – conclude – ogni occasione è nuova per invadere il campo delle regioni”. ****** On. Ghizzoni risponde a comunicato stampa del Ministro Gelmini SCUOLA. GELMINI: POSSIBILE RINVIARE APERTURA AD OTTOBRE SAREBBE AIUTO A TURISMO E FAMIGLIE, VEDIAMO …

"Il direttore dell'Emilia Romagna intimidisce, il ministro approva", di Federico Niccoli

Leggiamo, da ieri, intemerate moralistiche contro Bersani che ha usato un’espressione “colorita” per esprimere la sua irritazione nei confronti del Ministro Gelmini, che non perde occasione per fare danni alla scuola pubblica del paese. Forse il segretario del PD poteva usare un tono più anglosassone, ma non mi sembra il caso di fare tragedie perbeniste, che perdono di vista la sostanza di una politica gelminiana devastante, che ammazza tutte le innovazioni registrate negli ultimi 30 anni nella scuola pubblica italiana. Ultima, in ordine di tempo ma non di importanza, è la solidarietà di MariaStella nei confronti del direttore regionale del Miur dell’Emilia Romagna , che con una nota riservata inviata agli operatori scolastici della regione intende esplicitamente mettere il bavaglio agli insegnanti che parlano con la stampa o dissentono dalle linee del governo. Tale direttore generale dell’USR Emilia-Romagna si è evidentemente sentito a suo agio nello sposare la linea liberticida del governo in materia di intercettazioni e di bavaglio alla stampa. Prontamente , infatti, la ministra Gelmini ha emesso un comunicato di condivisione e sostegno …

"Cominciamo a ottobre le scuole", di Salvo Intravaia

Proposta di un parlamentare pdl: fa bene al turismo. L´opposizione contraria. Sui banchi di scuola tutti il primo ottobre, come una volta. Ecco la proposta amarcord del senatore del Pdl Giorgio Rosario Costa, secondo il quale «l´attuale inizio anticipato dell´anno scolastico, rispetto a quanto accadeva negli anni Sessanta, provoca la anticipata chiusura della stagione estiva anche rispetto al ciclo meteorologico. Ciò determina per le regioni a vocazione balneare un conseguente accorciamento della stagione turistica, con cadute occupazionali e reddituali». Il disegno di legge presentato a palazzo Madama dal parlamentare eletto in Puglia è brevissimo: «Per le scuole di ogni ordine e grado l´anno scolastico ha inizio dopo il 30 settembre». Ma si può tornare agli anni sessanta, quando si rientrava nelle classi il primo ottobre con il grembiule (anche alla scuola superiore), c´erano i rimandati già alla scuola media e maestri e prof davano qualche scappellotto ai meno volenterosi senza che nessuno si scandalizzasse più di tanto? Decisamente no, secondo Mariangela Bastico, vice ministro della Pubblica istruzione nel precedente governo. «Mi sembra improponibile: già da …

"Ora di religione, non di catechismo", di Sergio Luzzatto

Le cronache di questi giorni hanno veicolato due notizie significative provenienti da Trastevere, cioè dal ministero della Pubblica istruzione. Entrambe sono state riprese dalla stampa, ma ciascuna per suo conto: come se non avessero nulla a che fare l’una con l’altra. Vale invece la pena di tenerle unite, e di abbozzare una riflessione sul loro significato congiunto. La prima notizia riguarda il pronunciamento del Consiglio di stato sul fatto che l’ora di religione “fa media” nelle pagelle degli alunni. Smentendo una precedente sentenza del Tar, il Consiglio di stato ha stabilito come, nel momento in cui uno studente sceglie di “avvalersi” (secondo il fatidico gergo concordatario) dell’ora di religione cattolica, tale materia diventa a tutti gli effetti obbligatoria e dunque concorre all’attribuzione del credito scolastico. Per parte sua, il ministro Mariastella Gelmini ha dichiarato di accogliere “con soddisfazione” tale pronunciamento. La seconda notizia riguarda la prima riunione di un comitato paritetico composto da funzionari del ministero della Pubblica istruzione e da rappresentanti di un’associazione chiamata Biblia, avente per mandato di promuovere la lettura della Bibbia …

«Lettera di un padre alla Gelmini», di Giuseppe Fusco

Tempo pieno alle elementari Al Ministro della Pubblica Istruzione, Nonostante abbia scritto più volte, oggi ho appreso telefonicamente chiamando la sua segreteria che le mie mail non sono state neanche protocollate. Non importa, richiamerò la prossima settimana. Del resto, se non fosse una tragedia, le notizie che arrivano dal suo ministero mi sembrerebbero una pochade francese. Ho davanti una lettera inviata dai dirigenti scolastici a 200.000 famiglie, con carta intestata del Ministero, dove si denunciano i tagli alle risorse e, solo per la provincia di Roma, la riduzione di più di 200 classi a tempo pieno. Contemporaneamente il sito del suo ministero mi rassicura, comunicandomi che il tempo pieno è stato aumentato in tutta Italia, specialmente nel Sud. Vorrei fornire al suo ufficio stampa due preziose informazioni: Roma si trova (ancora) in Italia, e se a Palermo anziché una classe a tempo pieno ne organizzo due posso si sbandierare di aver raddoppiato le mie percentuali, ma non sto effettuando una comunicazione deontologicamente corretta. Nonostante la mia buona volontà, non riesco a non trovare contrastanti le …

E anche il Bersani scivola nel turpiloquio

Insegnanti «figura eroica», mentre la Gelmini «gli rompe i coglioni». Non è uno slogan di una delle tante proteste contro la politica del governo sulla scuola, ma quanto detto dal segretario del Pd Pier Luigi Bersani dal palco dell’assemblea del partito, presentando l’impegno dei democratici per l’istruzione. Una frase secca, un attacco pesante alla titolare di Viale Trastevere che ha ricevuto le dure accuse di «trivialità e bullismo» da parte di esponenti del Pdl. Ma che, secondo Giovanni Bachelet del Pd, ha avuto anche l’appoggio di numerosi «entusiastici» sms. «Io sono per fare uscire da questa assemblea – ha detto Bersani dalla Fiera di Roma – una figura eroica, i veri eroi moderni, gli insegnanti che inseguono il disagio sociale in periferia, lottano contro la dispersione, mentre la Gelmini gli rompe i coglioni». Pronta la replica della maggioranza: «Qualcuno spieghi a Bersani – ha detto il vice capogruppo del Pdl alla Camera, Italo Bocchino – che lo scontro politico non esime dall’essere educati, soprattutto quando si critica un ministro donna come la Gelmini. Il nostro …

"Lettera ai presidi, assedio a Limina. Ed è già battaglia Democratici-Pdl", di Marina Amaduzzi

Non si placa la bufera contro Marcello Limina. Il direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale, nell’occhio del ciclone per una lettera in cui chiede sostanzialmente ai presidi di non parlare contro la scuola, in particolare con i giornalisti, è di fatto contestato da sinistra e sostenuto da destra. E la vicenda avrà altri seguiti la prossima settimana: giovedì è convocato dal Coordinamento dei precari della scuola un sit in di protesta sotto il suo ufficio in via Castagnoli per chiedere che se ne vada, visto che «il ruolo poliziesco di prefetto della scuola pubblica» che sta assumendo. A chiedere le dimissioni del direttore è il comitato Scuola e Costituzione. «La scuola pubblica statale non è subordinata culturalmente né al Governo né all’amministrazione, né lo sono i suoi docenti», scrive il Comitato. «Chiedere alla scuola della Repubblica di non esercitare il suo spirito critico, cercare di impedire la partecipazione di tutte le componenti alla sua gestione significa volere la sua fine e violare i principi costituzionali», conclude, citando l’articolo 33 della nostra Carta. Il Pd, che venerdì …