Tutti gli articoli relativi a: scuola | formazione

“Proteste sulla scuola, Gelmini contestata al raduno elettorale”, di Annachiara Sacchi

Dirlo, l’ha detto. «Sono solo quattro pirla che mi contestano e non sanno cos’è la democrazia». Non lo nega affatto, Mariastella Gelmini. Ieri pomeriggio era sul palco di Besana Brianza per sostenere il candidato sindaco del Pdl e, davanti a una trentina di contestatori e oltre trecento sostenitori, ha pronunciato questa frase. Ma vuole precisarne il senso: «Appena arrivata al comizio, sono stata pesantemente insultata dal solito gruppetto di sinistra. I ragazzi del Pdl si sono innervositi. A quel punto, per sdrammatizzare e smorzare i toni, ho fatto questa battuta. A microfono spento». La versione del ministro. Cui segue quella di insegnanti e genitori brianzoli che ieri erano lì, con i loro striscioni, a protestare. «Era una contestazione pacifica, non c’era nulla di violento. Avevamo un manifesto». Lo slogan: «Se la scuola è costosa oggi, chissà quanto ci costerà l’ignoranza domani». Anna, educatrice, continua il racconto: «I militanti della Lega e del Pdl ci fischiavano contro, sventolavano i loro bandieroni coprendo i nostri cartelli. Poi è arrivato quell’insulto, che è ancora più grave perché arriva …

“Esuberi a profusione e i dirigenti usano l’arma delle 18 ore”, di Carlo Forte

Per fare i tagli della Finanziaria molte scuole superiori impongono le cattedre extra large Cattedre oltre le 18 ore ed esuberi a profusione. È quello che sta succedendo in questi giorni in molte scuole secondarie di II grado. Il problema è scaturito dal riempimento delle cattedre a 18 ore imposto dal piano programmatico del ministero dell’istruzione (siveda IO di martedì scorso). Che, per dare attuazione ai tagli previsti dalla Finanziaria, ha eliminato la clausola di salvaguardia della soprannumerarietà: una norma precedentemente in vigore, che vietava il riempimento delle cattedre se da tale operazione fosse scaturita l’insorgenza di situazioni di soprannumerarietà. E a complicare il tutto ci si è messo anche il ministero dell’istruzione , che ha autorizzato gli uffici ad andare oltre le 18 ore nella costituzione delle cattedre (6649 e 7349 dell’11 del 21 maggio scorsi), anche se solo per evitare esuberi. E dunque non sono rari i casi in cui i diretti interessati si sono trovati nella condizione di accettare la prospettiva dello straordinario obbligatorio per evitare il rischio di andare in soprannumero. …

“Il Ministro modifica il Concordato con la Santa Sede”, di Osvaldo Roman

Segnaliamo al Presidente della Repubblica, che si accinge a controfirmare il DPR recante il Regolamento, sulla valutazione che tale documento viola unilateralmente disposizioni concordatarie e in quanto tali non modificabili da uno dei contraenti. Si tratta di quanto previsto al comma 4, dell’ articolo 2, e al comma 3 dell’articolo 4, del suddetto Regolamento. Infatti essi recitano: “La valutazione dell’insegnamento della religione cattolica resta disciplinata dall’articolo 309 del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, ed è comunque espressa senza attribuzione di voto numerico, fatte salve eventuali modifiche all’intesa di cui al punto 5 del Protocollo addizionale alla legge 25 marzo 1985, n. 121.” E’ veramente deplorevole che il ministro Gelmini, così devota al Santo Padre e alla Santa Romana Chiesa , e con lei tutti i funzionari ministeriali preposti alla stesura del Regolamento e con loro la benemerita Sezione di Controllo sugli atti amministrativi, del Consiglio di Stato, abbiano ignorato che il Decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1985, n. 751 recante l’esecuzione dell’Intesa tra l’autorità scolastica italiana e la Conferenza Episcopale Italiana …

“Storia locale e dialetto. Contesa sulle materie della scuola «federale»”, di Lorenzo Salvia

Una parola in dia­letto, multa di 100 lire. Una parolaccia, multa da 2 mila. Una bestemmia, fino a 5 mila. Così la scuola Cesare Baro­nio, a Vicenza, costringeva gli studenti a parlare pulito. Era il 1999, sono passati solo die­ci anni. Eppure sembra un’al­tra epoca. Oggi il dialetto non è più una bestemmia: si stu­dia, si parla e alle multe non pensa più nessuno. Certo non ci pensa la Lega Nord che lo vorrebbe trasformare in un insegnamento obbliga­torio nella nuova scuola «fe­derale », come la matematica o la storia. La proposta, però, diventa un caso politico, e apre un’altra crepa nei rappor­ti fra Lega e gli ex di Alleanza nazionale. È il Secolo d’Italia, il giornale di casa, a dare voce ai dubbi che si addensano sul­la sponda destra del Pdl: «L’apprendimento coattivo del dialetto — scriveva vener­dì il Secolo in prima pagina — postula sul piano cultura­le, antropologico e istituzio­nale la dissoluzione dell’uni­tà d’Italia». Colpa della campagna elet­torale, forse. Perché in questi giorni di comizi ognuno tira acqua al suo mulino e sia …

“L’ingiusto rigorismo della Gelmini contro i ragazzi delle medie”, di Mariangela Bastico

Mariangela Bastico, responsabile scuola del Pd, commenta il regolamento sulla valutazione degli studenti recentemente approvato dal Consiglio del Ministri. Il regolamento sulla valutazione degli studenti approvato dal Consiglio dei Ministri pone fine – forse – alle incertezze del Ministro Gelmini, che, dopo settimane di dichiarazioni e smentite, passando per un articolo di legge (art.3 c. 3 L. 169/08) e due circolari ministeriali (C.M. n. 50 e C.M. n. 51), ora decide che gli studenti delle medie, per essere ammessi agli esami, devono avere la sufficienza in tutte le materie, inclusa la condotta. Ecco, dunque, individuato l’obiettivo del rigorismo del Ministro Gelmini: i bambini delle medie. Una palese contraddizione e una ingiustizia insopportabile: nelle stesse ore, sul fronte della scuola superiore, il Ministro ha dato il via libera al “sei politico”. Per essere ammessi all’esame di maturità, infatti, viene richiesto un voto medio complessivo di sufficienza, incluso il voto in condotta, che, se alto, può compensare anche quattro insufficienze in materie fondamentali. Per le medie si apre ora uno scenario costellato di rischi di bocciature e …

“C’era una volta il preside. La dura vita di chi dirige una scuola”, di Maria Novella De Luca

La loro trincea è fatta di aule cadenti, di fotocopiatrici scassate, di bagni senza sapone, di bimbi che nello zainetto oltre al panino si portano la carta igienica, di caldaie a secco, di computer rotti, di laboratori in pezzi, di allievi abbandonati a se stessi perché la cassa è vuota e la supplente non c’è. Sono cronache da una bancarotta quelle che i dirigenti scolastici italiani raccontano, da scuole che sembrano fortini assediati dall’emergenza, mentre il ministero eroga “zero euro” per il funzionamento ordinario degli istituti, e le famiglie si tassano per affrontare, almeno, la quotidianità. Dopo le 41 mila lettere inviate da 300 presidi del Lazio ai genitori dei loro alunni “per denunciare la grave situazione finanziaria della scuola”, e la durissima risposta del ministro dell’Istruzione Gelmini (“chi non sa dirigere cambi mestiere”), i capi d’istituto si organizzano, replicano, provano a difendere l’orgoglio di un ruolo un tempo illustre, rispettato, riconosciuto. È un’Onda, una nuova Onda, seppure più pacata di quella degli studenti, ma arriva da tutta Italia, con l’indignazione di chi teme di …

‘Facciamo squadra per la scuola’

Iniziativa con l’on Ghizzoni sulle politiche scolastiche del Pd. L’appuntamento è per domani, sabato 30, al le 17 in Piazza Martiri. “Facciamo squadra per la scuola” questo il titolo dell’iniziativa che si terrà domani, sabato 30 maggio, alle ore 17,  nella cornice di Piazza Martiri di fronte al Municipio. All’iniziativa parteciperanno l’assessore alle Politiche scolastiche Maria Cleofe Filippi e la parlamentare Manuela Ghizzoni, capogruppo del Pd in commissione scuola alla Camera, che illustrerà le proposte dell’opposizione alla politiche di tagli del Governo Berlusconi. Parteciperanno inoltre i candidati del Pd in Consiglio comunale. Ufficio stampa PD Modena