Tutti gli articoli relativi a: scuola | formazione

“Classi per i bambini immigrati”, di Silvio Buzzanca

«Questi qui tra poco presentano una mozione per metterli nel forno e la votano pure…». Lino Duilio, deputato del Pd, osserva sconsolato i banchi del centrodestra che hanno appena approvato una mozione della Lega che prevede di creare “classi di inserimento” per i ragazzi extracomunitari che vogliono frequentare le scuole pubbliche. Un test linguistico e di una valutazione generale dello studente che se non è reputato capace di stare al passo degli altri in una classe normale va a finire in quella che i leghisti avevano definito in un primo momento “classe ponte”. Poi c´è stata una riformulazione proposta dal Italo Bocchino e la frase «autorizzando il loro ingresso previo superamento di test» è stata sostituita dal meno impegnativo «favorendo il loro ingresso previo superamento di test». La mediazione Bocchino è servita, oltre che a cercare di rendere presentabile la mozione, a recuperare un certo dissenso nel Pdl. Infatti deputati come Mario Pepe e Nicolò Cristaldi hanno espresso il loro dissenso nei confronti della mozione. «Durante il fascismo in Somalia ci fu una cosa simile, …

“Scuola: l’Emilia-Romagna si prepara al ricorso”

Scuola, l’Emilia-Romagna si prepara al ricorso contro il Governo. “Il conflitto è nei fatti” dice il presidente dell’Emilia-Romagna Vasco Errani. E, commentando il provvedimento del ministro Gelmini che minaccia la chiusura dei plessi scolastici con meno di 50 alunni, aggiunge: “Non è una riforma. E’ un atto grave da parte del Governo che interviene direttamente sulle competenze delle Regioni e degli Enti locali, e a cui le Regioni risponderanno con determinazione”. Sotto accusa sono l’articolo 64 della legge 133 (approvata in agosto) e l’articolo 3 del decreto legge 154 (di ottobre): il primo detta i criteri di dimensionamento degli istituti scolastici mentre il secondo prevede il commissariamento delle Regioni inadempienti.    “Il conflitto è nei fatti e il responsabile unico ed esclusivo è il Governo – continua il presidente Errani – Sono anni che lavoriamo per superare una fase di conflitti istituzionali, che non giovano certo all’Italia. Mi auguro che il Governo ne prenda atto e decida di sedersi a un tavolo istituzionale”. “Non si può intervenire in queste questioni con superficialità e arroganza, stiamo …

“Università, cortei e occupazioni”, di Alessandra Arachi e Annachiara Sacchi

Alle 11, davanti all’università Statale di Milano, gli studenti «contestatori» sono un centinaio. Raggiungono i piani alti dell’ateneo. Per un’ora occupano l’ufficio del rettore, Enrico Decleva. Gli chiedono (senza riuscirci) di firmare contro «la scure della coppia Tremonti-Gelmini», pena lo stop alle lezioni. Anche Roma protesta: «Blocco dell’anno accademico», annunciano i collettivi della Sapienza occupando la presidenza di Scienze. E così fanno Torino, Napoli, Palermo. No ai tagli all’università. Ma anche il mondo della scuola torna (di nuovo) a farsi sentire. Con una valanga di email che da qualche giorno sta intasando il sito del presidente della Repubblica: «No al maestro unico». Una giornata per contestare il crollo dei finanziamenti destinati ad atenei e accademie, la riduzione delle borse di studio, la «precarizzazione» del corpo docente. No alla legge 133/2008. Lo gridano gli studenti, lo ripetono ricercatori, dottorandi, assegnisti, professori. Di tutta Italia. Tanto da azzardare un paragone: il 2008 come il ’68? Presto per dirlo. Ma le premesse, giurano in molti, ci sono tutte. Le proteste: blocco della didattica a Firenze e Napoli, stop …

“In 500mila, per fermare la distruzione della scuola”, di Maristella Iervasi

Uno striscione per tutta l’Italia: «Non è che l’inizio». E gli studenti delle superiori hanno «occupato» le città per «suonare» lo «sconcerto» alla Gelmini. Da Torino a Lentini (Siracusa) in 500mila (Uds, Rete e gli universitari dell’Udu) hanno «bocciato» i tagli all’istruzione e il voto in condotta che fa media per la bocciatura nella ricetta «Gelmini-Tremonti». Mentre alle elementari non cessa la battaglia contro il maestro unico: «Giù le mani dalla scuola pubblica» è lo slogan-bandiera di protesta che sventolerà da oggi dalle finestre delle case dei cittadini. Walter Veltroni, leader del Pd: «Dagli studenti una grande prova di maturità. Stiamo con loro e con tutti i protagonisti della scuola. La manifestazione del 25 ottobre che il Pd ha promosso, sarà una nuova occasione di lotta contro la scuola che piace a questo governo e che non piace agli italiani». Fulvio Fammoni, segretario confederale Cgil: «Un grandissimo successo». L’Associazione «Libera»: «Scuola pubblica, presidio di legalità». Nelle metropoli i cortei più numerosi. Balli e canti a Roma (50mila) con l’«occupazione» della gradinata del ministero e dei …

Scuola, On. Ghizzoni: “Nuovo blitz del governo”

“Ancora una volta il governo inserisce una norma sulla scuola in un provvedimento ad essa estraneo. Adesso è di scena la chiusura delle scuole, denominata in burocratese ‘ridimensionamento delle istituzioni scolastiche’ che è stata inserita nel decreto sul contenimento della spesa sanitaria. Un vero e proprio blitz per dare una forte accelerazione al ridimensionamento della rete scolastica già previsto dalla manovra d’estate”. Lo ha detto l’on. Manuela Ghizzoni, capogruppo Pd in commissione Cultura della Camera. Con questo pasticcio di decreti il governo conferma il proprio orientamento di ridurre e contenere la spesa sulla scuola per fare cassa a danno dell’educazione pubblica. Ma c’è di più. Il nuovo testo è un vero e proprio attacco alle prerogative delle Regioni e degli enti locali ai quali spetta la definizione della rete scolastica. Come se non bastasse il governo ha previsto anche il commissariamento delle Regione che non raggiungono i risultati richiesti. Ogni atto del governo Berlusconi è centralista e questa volta oltre ad andare contro alla autonomia scolastica prevista dalla Costituzione, esplicita il proprio fastidio verso le …

Scuola, On. Ghizzoni: “Maggioranza prenda distanza da Lega che offende Costituzione”

“Mi auguro che dalla maggioranza arrivi presto una condanna ed una netta presa di distanza nei confronti della Lega che oggi con il suo comportamento in Aula ha offeso la nostra costituzione”. Lo dichiara la capogruppo del Pd nella commissione Cultura della Camera, Manuela Ghizzoni, che aggiunge: “oggi, in aula alla Camera, abbiamo assistito ad uno spettacolo veramente indegno per un paese che sta festeggiando il 60esimo anniversario della propria Carta costituzionale e che ha provocato imbarazzo allo stesso presidente della Camera, Gianfranco Fini che ha dovuto richiamare l’on Goisis quando nel suo intervento è arrivata a sostenere che la distribuzione della Costituzione nelle scuole della provincia di Venezia equivale ad un gesto razzista nei confronti degli studenti veneziani”. “Le insofferenze del Carroccio nei confronti della Carta costituzionale – prosegue Ghizzoni – è riemersa poco dopo nel seguito dei lavori parlamentari con la scelta della Lega di non partecipare alla votazione dell’ordine del giorno che impegna il governo a distribuire gratuitamente una copia della Costituzione a tutti gli alunni delle scuole italiane”. “Mi auguro che …

Presentazione in aula dell’on. Ghizzoni dell’ordine del giorno a sostegno della scuola a tempo pieno

8 ottobre 2008 (ore 10,50). Resoconto parlamentare. MANUELA GHIZZONI. Signor Presidente, prima di illustrare l’ordine del giorno n. 9/1634/55 che reca la mia firma, e che chiede un impegno a sostegno della scuola a tempo pieno, sento il bisogno di fare una brevissima riflessione sulla scelta del Governo di porre la questione di fiducia sulla conversione in legge del decreto-legge al nostro esame. Non posso lasciar perdere; la posta in gioco rappresentata dal contenuto del provvedimento è troppo alta, così come alto è stato il livello della passione e della valutazione di merito che tutti i deputati del Partito Democratico hanno profuso nell’esame del decreto. La relatrice Aprea – gliene do atto – ha parlato di strappo della prassi parlamentare; io ritengo che, con la richiesta della fiducia, il Governo si sia reso responsabile, invece, di un ulteriore «scippo» – per la verità, il quinto dall’inizio della legislatura – ai danni delle prerogative parlamentari e del potere costituzionale di decisione del Parlamento. Si tratta, purtroppo, di una scelta coerente con l’atteggiamento di chiusura con cui …