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Scuola, On. Ghizzoni: “Nuovo blitz del governo”

“Ancora una volta il governo inserisce una norma sulla scuola in un provvedimento ad essa estraneo. Adesso è di scena la chiusura delle scuole, denominata in burocratese ‘ridimensionamento delle istituzioni scolastiche’ che è stata inserita nel decreto sul contenimento della spesa sanitaria. Un vero e proprio blitz per dare una forte accelerazione al ridimensionamento della rete scolastica già previsto dalla manovra d’estate”.

Lo ha detto l’on. Manuela Ghizzoni, capogruppo Pd in commissione Cultura della Camera.

Con questo pasticcio di decreti il governo conferma il proprio orientamento di ridurre e contenere la spesa sulla scuola per fare cassa a danno dell’educazione pubblica. Ma c’è di più. Il nuovo testo è un vero e proprio attacco alle prerogative delle Regioni e degli enti locali ai quali spetta la definizione della rete scolastica. Come se non bastasse il governo ha previsto anche il commissariamento delle Regione che non raggiungono i risultati richiesti. Ogni atto del governo Berlusconi è centralista e questa volta oltre ad andare contro alla autonomia scolastica prevista dalla Costituzione, esplicita il proprio fastidio verso le prerogative dei territori. E poi parlano di federalismo, ma Lega nord non ha niente da dire?”.

Roma, 10 ottobre 2008

1 Commento

  1. redazione dice

    Anche l’Unità oggi riprende questo tema:

    Un altro taglio da 456 milioni, l’ira delle Regioni

    Ancora un decreto-tagliola. Contro la scuola. È il 154 emanato il 6 ottobre dal governo, e «impone alle Regioni un ulteriore taglio di 456 milioni di euro» come spiega il presidente del Piemonte Bresso. Che ha già fatto i suoi calcoli: 816 scuole in meno solo per Torino & co. Ma la rivolta arriva anche dalla Toscana, che annuncia ricorso alla Corte Costituzionale.

    «I soldi delle tasse dei cittadini, quelli destinati alle Regioni, ma anche quelli delle altre autonomie locali – spiega Bresso – , vengono gestiti dal governo come se fossero di sua proprietà, senza alcun confronto, contraddicendo gli accordi già presi. E questo si aggiunge al fatto che ogni Regione vanta crediti miliardari nei confronti dello Stato (circa 3 miliardi solo nel caso del Piemonte, ndr) ed è costretta ad accendere mutui per anticipare queste somme e fornire i servizi, con la beffa di dover pagare anche gli interessi». «È un atto arrogante, irresponsabile, irrispettoso e illegittimo, contro il quale ci opporremo con ogni mezzo, compreso il ricorso alla Consulta» attacca l’assessore all’istruzione Gianfranco Simoncini riferendosi all’art. 3 del decreto che stabilisce di attenersi entro il 30 novembre pena il commissariamento. «È un provvedimento – aggiunge l’assessore – al quale non intendiamo piegarci, perché mette in atto pesanti tagli che, se attuati, mettono in ginocchio la scuola e in particolare le piccole scuole di montagna». «Ancora una volta – afferma Manuela Ghizzoni, capogruppo del Partito democratico in commissione Cultura alla Camera – il governo inserisce una norma sulla scuola in un provvedimento ad essa estraneo». Si tratta, secondo Ghizzoni, di «un vero e proprio blitz per dare una forte accelerazione al ridimensionamento della rete scolastica già previsto dalla manovra d’estate».

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