"Usa, la nuova «bolla» dei prestiti universitari", di Massimo Gaggi
La «bolla» dei debiti pubblici europei (e dell’Italia) si fa sempre più minacciosa, mentre quella dell’indebitamento delle famiglie continua a frenare l’America. E la Cina, ultima locomotiva capace di trainare l’economia mondiale, rischia il deragliamento se, come temono molti, scoppierà la sua bolla finanziaria alimentata da anni di credito facile. Ormai lo sappiamo: viviamo in un mondo pieno di bolle che i governi devono sgonfiare con processi socialmente dolorosi ed economicamente non privi di rischi. Gli americani, che dal 2007 sono alle prese con la «madre di tutte le bolle», quella dei mutui subprime, l’hanno scoperto prima di altri. Ma nemmeno loro sono consapevoli fino in fondo della vastità del problema. Pochi, ad esempio, hanno compreso quanto stia diventando minacciosa un’altra bolla: quella dell’istruzione universitaria, il fiore all’occhiello del sistema Usa. Le accademie americane, si sa, sono eccellenti ma anche molto costose. Soldi ben spesi, si è sempre detto: investire sul proprio futuro è la cosa migliore che si possa fare. È ancora vero, ma c’è un problema di misura. Negli Stati Uniti i due …
