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"Gelmini promuove eCampus", di Letizia Gabaglio

Grazie a un decreto del ministro, basterà una semplice richiesta per parificare alle università private gli atenei telematici, compresi quelli che il Comitato di valutazione giudica negativamente. Il Cepu in pole position. La riforma dell’Università forse non passerà prima che sia crisi conclamata, ma un risultato il ministro Gelmini lo porterà a casa: dare la possibilità alle università telematiche di diventare atenei a tutti gli effetti, anche se privati. Insomma, permettere a realtà come eCampus di sedere allo stesso tavolo della Bocconi o della Luiss. A sdoganare le telematiche è il Decreto ministeriale per la programmazione 2010-2012 trasmesso dal Ministero agli organi consultivi (Conferenza dei Rettori, Consiglio nazionale degli studenti e Consiglio universitario nazionale), che un articolo (leggi) di Giampaolo Cerri su ItaliaOggi ha reso pubblico. Dell’ascesa quasi inarrestabile di eCampus, l’università telematica di Francesco Polidori, fondatore del Cepu e grande amico di Silvio Berlusconi, che promette corsi superabili con due ore di studio al giorno, sufficienti a passare un esame ogni mese e mezzo, L’espresso ha già parlato (leggi). E proprio in quell’inchiesta si …

Università: presentati 400 emendamenti

Università: la maggioranza conta di approvare il provvedimento in aula alla Camera tra mercoledì e giovedì, ma gli emendamenti presentati sono più di quattrocento. Per la maggior parte provengono dal Pd, un’ottantina sono dell’Udc, ma anche il Pdl e la Lega ne hanno presentato una ventina, e una decina Futuro e Libertà. Tra le novità, rispetto al dibattito in commissione, un emendamento della Lega che vuole legare il 10% delle risorse per le borse di studio al territorio, cioè a chi è residente. Secondo la sua presentatrice, Paola Goisis, “oggi c’è il paradosso che chi risiede in una regione non riesce ad ottenere le borse perchè deve fare spazio agli altri che spesso dichiarano redditi più bassi del reale”. Per il Pd la deputata Manuela Ghizzoni, chiede “lo sblocco del turn over, la restituzione degli scatti stipendiali ai docenti e ai ricercatori”. I democratici presenterano anche un piano per l’assunzione di tremila associati in concorrenza con le assunzioni previste in Finanziaria. L’Idv nei suoi emendamenti propone di recuperare le risorse per le assunzioni dalla tassazione …

Discussione del disegno di legge: norme in materia di organizzazione delle università

Intervento dell’On Ghizzoni alla Camera dei Deputati Signor Presidente, signora Ministra, onorevoli colleghe e colleghi, intervengo anche se per pochi minuti perché riterrei inaccettabile sprecare anche la più piccola occasione per argomentare il disaccordo del gruppo che rappresento e mio personale nei confronti di questo progetto, che definisco controriforma del sistema universitario. Sia chiaro, e ci tengo a dirlo come incipit delle mie brevi considerazioni: il Partito Democratico è convinto della necessità di riformare l’università. Lo abbiamo fatto attraverso atti concreti, presentando provvedimenti, e lo faremo presentando anche le nostre proposte emendative, perché abbiamo questa convinzione: riteniamo che si debba dare un concreto slancio alla conoscenza, alla formazione, alla ricerca e al trasferimento tecnologico, cioè a quella filiera del sapere, che costituisce uno dei principali volani di sviluppo sociale ed economico del Paese. Vogliamo questo, anche per dare opportunità e crescita ai nostri ragazzi, ai nostri studenti, le cui prospettive – lo dico con molta preoccupazione – sono rinchiuse nel recinto del timore per il futuro e nel vedere soffocate le proprie aspirazioni. I dati …

Università: Gruppo del Pd presenta pregiudiziali di costituzionalità a Ddl

Sarà votata domani una pregiudizialità di costituzionalità al disegno di legge ‘Gelmini’ sulla riorganizzazione il sistema universitario presentata dal Gruppo del Pd alla Camera ha presentato. Nel testo depositato si legge, tra l’altro, che, in base al disegno di legge attualmente all’esame della Camera, “la maggiore autonomia delle università non sarebbe solo condizionata al soddisfacimento dei requisiti fissati e verificati con atti ministeriali ma sarebbe anche subordinata alla stipula di specifici accordi di programma con il ministero” e questo “contrasta con quanto prevede l’articolo 33 della Costituzione, il quale dispone che le Università ‘hanno diritto di darsi ordinamenti autonomi nei limiti stabili dalle leggi dello Stato.” La pregiudiziale è stata sottoscritta da: Salvatore Vassallo, Manuela Ghizzoni, Donata Lenzi, Roberto Zaccaria, Giovanni Bachelet, Gianclaudio Bressa, Maria Coscia, Emilia De Biasi, Rosa De Pasquale, Letizia De Torre, Riccardo Levi, Giovanni Lolli, Eugenio Mazzarella, Giovanna Melandri, Luigi Nicolais, Caterina Pes, Sabina Rossa, Tonino Russo, Alessandra Siragusa.

"Caccia al tesoro per la riforma dell'università", di Roberto Ciccarelli

Per il governo la riforma dell’università deve passare, costi quello che costi. Per il governo la riforma dell’università deve passare, costi quello che costi. Solo che, almeno nella versione licenziata ieri dalla commissione bilancio della Camera, questa riforma non costa nulla. E’ un «provvedimento ordinamentale», il reperimento delle risorse viene affidato alla legge di stabilità che contiene solo 800 milioni per finanziare il fondo ordinario di finanziamento (Ffo), 100 milioni di credito d’imposta a favore della ricerca nelle imprese e altri 100 milioni per il fondo per i prestiti d’onore e le borse di studio. Nessun fondo per i concorsi, come invece era stato annunciato urbi et orbi. Preso atto del taglio di 276 milioni rispetto ad un fabbisogno di 1,76 miliardi di euro, la commissione Bilancio ha respinto la norma che prevedeva l’assunzione dei professori associati e non ha recepito quella che recuperava il taglio degli scatti stipendiali stabilito dalla manovra estiva. Lo scontro in commissione tra Lega, Pdl, Futuro e Libertà e Pd è stato duro: la mozione Pd che chiedeva di fermare …

"La legge Gelmini è peggiorata" di Walter Tocci

IL PD: “non potete approvare la legge sull’università prima che il Senato concluda la sessione di bilancio”. PDL e Lega stravolgono le regole parlamentari e cancellano perfino i miglioramenti già approvati dalla commissione Cultura. Si è appena conclusa una brutta pagina di vita parlamentare. Vi racconto in sintesi i fatti. Alle 13,30 la Camera ha approvato col nostro voto contrario la legge finanziaria, ora denominata di stabilità . Mezz’ora dopo PDL e LEGA hanno imposto la ripresa della discussione del ddl Gelmini in commissione Bilancio, dove si era bloccata qualche settimana fa’. E’ stata una chiara violazione delle regole parlamentari. Infatti, non si possono approvare leggi di spesa durante la sessione di bilancio. Questa si concluderà solo quando anche il Senato avrà approvato il provvedimento finanziario. Di conseguenza il PD in Commissione Bilancio si è battuto perché non si desse corso al parere. Per un soffio non è passata la nostra mozione che ha raccolto 20 voti (partecipazione al 100% dei nostri deputati) contro i 21 voti di PDL e LEGA. Se anche i tre …

"Le buone università ci sono, costruiamo l'eccellenza", di Francesco Coniglione

Su università italiane e università americane ci sono alcuni luoghi comuni da sfatare. Non è vero che la situazione delle nostre sia così nera come si vuole a volte dipingerla. Né è vero che quelle di oltre oceano siano tutte eccellenti. La posizione dell’Italia nei ranking internazionali è del tutto adeguata al suo ruolo di settima potenza industriale del mondo. Se poi vogliamo creare anche da noi sedi di eccellenza, basta permettere la libera circolazione dei ricercatori. E aggiungere un rifinanziamento virtuoso degli degli atenei per i cosiddetti costi indiretti. Lʼarticolo di Giovanni Abramo pone una questione importante: la valutazione del sistema universitario italiano e la necessità di costituire un polo di università di eccellenza o di “world-class universities”. Una giusta esigenza che deve essere inserita in un contesto conoscitivo circa la posizione delle università italiane e il sistema di classificazione di quelle americane, che costituiscono quasi sempre il punto di riferimento paradigmatico. LUOGHI COMUNI DA SFATARE TRA AMERICA E ITALIA Quando si parla di università di serie A e B si opera una semplificazione …