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Università, il Pd: “Il governo mente, non ci sono risorse in più”

L’on. Manuela Ghizzoni: “Velleitario parlare di un emendamento per ulteriori assunzioni di personale perché ci sono appena le risorse per pagare gli stipendi del personale di ruolo”. L’on. Manuela Ghizzoni del Pd smentisce, cifre alla mano, che ci siano risorse in più per l’Università, come annunciato dal governo. Ecco la sua nota. «Nei giorni scorsi la propaganda del Governo ha comunicato al Paese che, grazie al maxiemendamento della settimana scorsa, sono stati dati un miliardo in più all’università e risorse al disegno di legge Gelmini. E’ una menzogna, non c’è alcun miliardo in più a favore dell’università e non ci sono risorse per la presunta riforma. Anzi, al netto degli 800 milioni che sono stati iscritti nel maxiemendamento, il Fondo di finanziamento ordinario per il prossimo anno 2011 registra ancora un segno meno, meno 276 milioni, dato che il disegno di legge di stabilità varato dal Consiglio dei Ministri il 15 ottobre aveva previsto un taglio su questo fondo di un miliardo e 76 milioni di euro. Si fa presto a raggiungere questa cifra, basta …

Ma quale miliardo in più per l'Università? Meno 276 milioni

Intevento dell’on Ghizzoni alla Camera dei Deputati per illustrare emendamento a sua firma a incremento del Fondo di finanziamento ordinario per l’università Signor Presidente, approfitto dell’illustrazione del nostro emendamento soprattutto per fare chiarezza sulla reale disponibilità del Fondo di finanziamento ordinario per l’università. Nei giorni scorsi la propaganda del Governo ha comunicato al Paese – non nego – con una certa efficacia che, grazie al maxiemendamento della settimana scorsa, sono stati dati un miliardo in più all’università e risorse al disegno di legge Gelmini. Questa è una menzogna, non corrisponde a verità, non c’è alcun miliardo in più a favore dell’università e non ci sono risorse per la presunta riforma. Anzi, al netto degli 800 milioni che sono stati iscritti nel maxiemendamento, il Fondo di finanziamento ordinario per il prossimo anno 2011 registra ancora un segno meno, meno 276 milioni, dato che il disegno di legge di stabilità varato dal Consiglio dei Ministri il 15 ottobre aveva previsto un taglio su questo fondo di un miliardo e 76 milioni di euro. Si fa presto a …

Università, Pd: non ci sono condizioni politiche e economiche per esame ddl Gelmini

Ghizzoni: chiediamo rinvio ma la maggioranza mercanteggia sulla pelle degli atenei. “Oggi la commissione bilancio ha detto chiaramente che non ci sono le coperture finanziarie per le modifiche apportate dalla commissione cultura al ddl Gelmini. Una maggioranza responsabile avrebbe fermato i lavori ed evitato di portare in aula un provvedimento che fa danni e che interviene solo fittiziamente sui problemi dei nostri atenei. Come abbiamo visto in commissione la maggioranza è divisa e vota contro voglia quello che potremmo ribattezzare come un mezzo mandato al relatore. La verità è che oltre ai problemi economici non ci sono le condizioni politiche per discutere serenamente un provvedimento dagli impatti così dirompenti. E’ grave che il parlamento sia mortificato su un tema così rilevante per il paese. Senso di responsabilità imporrebbe un rinvio della discussione in aula e che il governo si aprisse al dialogo con le opposizioni e alle ragioni di chi sta protestando”. Così la capogruppo del Pd nella commissione Cultura della Camera, Manuela Ghizzoni.

Manuela Ghizzoni commenta lo sciopero del 17 novembre e le proteste degli studenti

“Non ci possiamo rassegnare al declino a cui ci costringe questo Governo: dobbiamo ridare speranza e futuro al mondo della conoscenza e della scuola” Ieri si è svolto lo sciopero generale per tutti i settori della conoscenza proclamato dalla FLC-CGIL e centinaia di studenti sono scesi in Piazza per protestare contro la Gelmini. Le proteste sono legittime e del tutto condivisibili. Non possiamo rassegnarci al declino a cui ci costringe questo Governo. Il mondo della conoscenza, della cultura e del sapere è stato utilizzato per fare cassa dal Governo, che ha impoverito il sistema educativo e della conoscenza. Dietro al bisogno di innovazione e di riforme del nostro sistema della conoscenza, è stata nascosta e giustificata una mera operazione di riduzione di risorse, che non fa fare al nostro Paese un passo in avanti nella competizione globale e toglie fiducia e speranza nel futuro ai nostri giovani. C’è una domanda di fondo alla quale il Governo non ha mai voluto rispondere: i capitoli di spesa che riguardano la scuola, il sapere, la ricerca, la formazione …

"L'audace taglio del solito Tremonti", di Pietro Greco

Fondi e burocrazia. Così muore l’università. I ricercatori italiani sono scesi di nuovo in piazza ieri aRoma per protestare contro il nuovo attacco del governo Berlusconi all’autonomia della scienza. Il ministro Gelmini ha infatti ha sottratto la gestione degli Enti pubblici di ricerca ai presidenti o ai direttori – in genere scienziati di chiara fama – per affidarla a direttori amministrativi, nominati senza vincolo dal ministro, che avranno l’ultima parola persino nella formulazione degli indirizzi scientifici degli Enti. Il rischio è che la ricerca italiana, già priva di risorse, sia gestita con un approccio burocratico e, insieme, politico. Sarebbe la sua fine. A proposito di risorse. Da qualche giorno il ministro Giulio Tremonti va sostenendo che, con i provvedimenti contenuti nella legge di stabilità in votazione al Parlamento, aumenterà gli investimenti per l’università nel 2011 di un miliardo di euro. Si tratta, né più e né meno, di una grossa bufala. Propinata con destrezza. Come infatti ha prontamente rilevato Walter Tocci, deputato del Pd ed esperto di politica della ricerca e dell’alta formazione, la verità …

"La generazione 2.0 vive anche in piazza", di Fabrizia Bagozzi

Non era il davvero troppo facile Bunga Bunga (presente ma tutto sommato in modica quantità), ma futuro il termine più citato ieri dai 200mila studenti medi e universitari che hanno manifestato ieri in tutta Italia. E che il ministro dell’istruzione Gelmini ha liquidato come mantenitori dello status quo che «ripropongono vecchi slogan». Il variegato plotone in età scolare che ha popolato per un giorno le piazze italiane (e, al netto degli estremismi dei soliti quattro gatti che cercano di monopolizzare l’attenzione, in modo pacifico) chiedeva non già investimento nella scuola pubblica – parolaccia – ma almeno non disinvestimento, un minimo di garanzie di formazione, opportunità e merito. Tromboni immobilisti. E per di più (il copyright è del ministro della gioventù Meloni) manipolati da «sindacati, baroni e partiti». Se tutto questo è un déjà vu – mai comunque più del grembiulino e del cinque in condotta – forse è solo perché roba che risale al paleozoico è ancora lì, irrisolta. A dispetto delle famose “tre i” berlusconiane (ricordate? Quella sì sembra un’altra era geologica), inglese internet, …

Il Pd con gli studenti in piazza in 100 città italiane. Firma la nostra proposta

Giornata di mobilitazione contro i tagli della manovra economica, per una scuola pubblica libera, partecipata e di qualità. In piazza anche Fausto Raciti, segretario dei giovani democratici. Agli studenti italiani la riforma Gelmini non piace, così hanno manifestato in 100 piazze del Paese, uniti dal pacifico grido: “Il futuro è adesso, riconquistiamolo!”, sull’onda di un movimento mondiale per il diritto allo studio. Un movimento che si sta diffondendo a macchia d’olio in varie capitali europee. Fra le principali piazze italiane: Venezia, Padova, Torino, Milano, Bologna, Firenze, Roma, Ancona, Napoli, Lecce, Palermo, Catania, Bari, Reggio Calabria, colmedi giovani studenti, circa 200000, con l’obiettivo di collaborare tutti insieme per formulare proposte atte a riformare l’istruzione pubblica e rilanciare la ricerca, ottenere fondi per l’Università e la Scuola pubblica da investire nell’edilizia scolastica e sulle borse di studio. Le manifestazioni di oggi sono scaturite da mesi di proteste, assemblee, sit-in, cortei ma soprattutto occupazioni e autogestioni di scuole ed università, contro i tagli del ministro Gelmini, contenuti nella Manovra economica di Tremonti. L’esasperazione ha raggiunto il culmine dopo …