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"Bene la Gelmini quando ci copia, ora ci segua anche su ricercatori, studenti e risorse", di Marco Meloni

Il fatto che, seppure con qualche mese di ritardo, il ministro Gelmini riprenda la proposta del Partito Democratico sul ricambio generazionale nell’università che il governo aveva bocciato in commissione al Senato, è positivo. Viceversa sono del tutto fuori luogo le sue polemiche sulle civilissime forme di protesta dei ricercatori, che si stanno limitando a svolgere i compiti previsti per loro dalle norme vigenti. Il danno agli studenti lo fa la sua proposta di legge che non prevede nessuna risorsa per promuovere il diritto allo studio dei meritevoli ancorché privi di mezzi, come afferma la Costituzione. Al governo e alla maggioranza diamo un consiglio: leggano le nostre proposte su studenti, ricercatori e risorse, abbiano l’umiltà di tornare sui loro passi e di accoglierle, così da modificare in modo significativo una legge finora pessima. In effetti, nell’intervista rilasciata oggi al Corriere della Sera la Gelmini riprende integralmente la nostra proposta di adeguare al resto d’Europa l’età di pensionamento dei docenti universitari, utilizzando tutte le risorse liberate per assumere nuovi docenti e consentendo alle università di fruire delle …

Ricerca e green economy: quale futuro?

Tema di grande attualità quello al centro del dibattito in programma stasera alla festa nazionale del Pd sulla green economy in svolgimento a Carpi (Mo). Si parlerà di Innovazione e ricerca, Università, impresa e dintorni assieme a Patrizio Bianchi, docente di economia e assessore regionale al Lavoro e alla Formazione; Manuela Ghizzoni, parlamentare capogruppo Pd in commissione Istruzione e Cultura della Camera ; Giuliano Poletti, presidente nazionale di Legacoop; Simona Caselli, responsabile Università e ricerca del Pd . Coordina Giuseppe Schena sindaco di Soliera (mo).

Università, Pd: governo le vuole soffocare, lo conferma assestamento di Bilancio Ghizzoni: per 2011 il taglio è di oltre 1 miliardo 400 milioni

“L’assestamento di bilancio è la conferma che il Governo vuole far morire le università di asfissia. Non è infatti stato destinato neanche un euro in conto capitale all’istruzione universitaria sebbene le continue decurtazioni rendano ormai il fondo di finanziamento ordinario (Ffo) sufficiente solo a coprire gli stipendi del personale degli atenei. Per non parlare dell’irrigidimento delle risorse descritto anche dalla Corte dei Conti che impedisce alle università di assolvere alla funzione di alta formazione necessaria allo sviluppo del paese. E se il quadro è già oggi preoccupante, per l’anno prossimo c’è da mettersi le mani nei capelli: la previsione è infatti di 1 miliardo e 400 milioni in meno rispetto alle disponibilità attuali, che sono già del tutto insufficienti. Davanti a questi dati e all’ulteriore attacco contenuto nella manovra economica rammarica, ma purtroppo non stupisce, il silenzio assenso del ministro Gelmini”. Lo dichiara la capogruppo del Pd nella commissione Cultura, Manuela Ghizzoni. ****** Cultura, Pd: assestamento di bilancio conferma collasso, Bondi ci porta al Medioevo De Biasi: con 0,03% del Pil siamo fanalino di coda …

"Più merito e sinergie la "fabbrica dei prof" cerca il rinnovamento", di Giuseppe Roma

L´annuale guida dell´università anche quest´anno non manca di fornire approfondite indicazioni su ciascun ateneo e facoltà, utili per chi abbia necessità o interesse a orientarsi nella complessa offerta di alta formazione esistente in Italia. Dalle numerose indagini e analisi effettuate, emerge anche una visione sintetica dell´evoluzione recente dell´università italiana, un´istituzione che ha sempre più bisogno di essere compresa per com´è realmente, piuttosto che costituire per alcuni una specie di sacro totem da cui dipende la ripresa dello sviluppo economico nazionale, e per altri una specie di carrozzone burocratico a bassa produttività. Proprio l´anno trascorso ci dice che sono visibili gli effetti positivi di quei continui processi di revisione interna, operanti in modo differenziato per territori e discipline, che lentamente stanno facendo affermare nel sistema universitario principi, strategie e iniziative molto più virtuose che nel passato. Vince il relativismo pragmatico di chi, pur in una situazione difficile da molti punti di vista (risorse, poteri, occupazione intellettuale, eccetera), aggiusta via via il tiro, prendendo la giusta direzione del rinnovamento. Meno successo ottiene l´assolutismo dogmatico delle grandi affermazioni …

"La prima notte degli esami", di Raffaello Masci

L’Università di Roma «La Sapienza» è deserta, in questo torrido, afoso pomeriggio estivo. Ma non nei dintorni della facoltà di Lettere: nelle aiuole, sotto l’ombra degli alberi, undici tavoli con altrettanti docenti stanno tenendo esami (tecnicamente «esoneri», cioè parte di un esame): letteratura italiana contemporanea, storia del teatro, storia della lingua italiana, eccetera. Drappelli di studenti, silenziosi e attenti, stazionano davanti ad ogni commissione, in attesa del turno. E’ così, con gli esami all’aperto che si protrarranno fino a domani, e con quelli notturni che si terranno stasera dalle 21 alle 24, che i 200 docenti della prestigiosa facoltà romana, vogliono innalzare un ennesimo, disperato, forse addirittura velleitario (ma non inutile) «grido di dolore», nei confronti dei tagli che la manovra e la riforma Gelmini impongono all’area del sapere, all’università e alla ricerca in particolare, e – in questo ambito – alle facoltà umanistiche, nello specifico. Ogni cinque docenti che lasciano l’attività, ha deciso il governo, ne sarà assunto solo uno. «Il problema più grave – dice il preside Franco Piperno – è la dispersione …

Università. Meloni (PD), “non è la manovra la sede per discutere le pensioni”

“Il ddl di riforma dell’Università entrerà in Aula al Senato tra una settimana. E’ quella la sede per discutere del sistema universitario, di studenti, reclutamento e carriere dei docenti, del loro stato giuridico. Per questo l’introduzione nella manovra di una norma che interviene in via di eccezione sul pensionamento di una specifica e ristretta categoria di docenti, riportandone sostanzialmente l’età a 75 anni, non è condivisibile”. Lo dichiara Marco Meloni, segreteria del Partito Democratico, responsabile Ricerca e Università. “Il rischio – spiega Meloni – è che, fra l’altro, si apra una breccia in una direzione opposta a quella di cui c’è bisogno. In sede di discussione del ddl Gelmini il PD confermerà la sua proposta di allineare l’età di pensionamento alla media dei paesi europei, dando comunque la possibilità a tutte le università di fruire delle attività di ricerca e didattica dei docenti attivi con specifici contratti”. “La principale preoccupazione del Parlamento – prosegue Meloni – deve essere però un’altra: dare una risposta ai giovani ricercatori, strutturati e precari, con l’abolizione del blocco del turn-over …