Tutti gli articoli relativi a: università | ricerca

"Festa della ricerca pubblica oggi Si mobilitano Isae, Ispesl e Inseam", di Roberto Ciccarelli

Stralciati gli enti culturali dalla manovra, si riapre il capitolo degli enti di ricerca. La manovra finanziaria sopprime l’Istituto di studi e analisi Economica (Isae), l’Istituto nazionale di studi di architettura navale (Insean), l’Istituto superiore per la Prevenzione e la sicurezza del Lavoro (Ispesl), l’Ente italiano della montagna (Eim). Contrariamente alle bozze circolate, l’Istituto degli affari sociali (Ias) confluirà nell’Istituto per la formazione dei lavoratori (Isfol), anch’esso entrato per qualche ora nel mirino di Tremonti, poi miracolosamente salvato. Come gli altri enti che gravitano attorno al Cnr: Inaf, Ice e Ogs. Grande è lo stato di agitazione in piazza indipendenza a Roma, dove oggi pomeriggio gli enti di ricerca si sono dati appuntamento per una «festa» di protesta. Qui ha sede l’Isae, l’istituto che si occupa della previsione e dell’elaborazione degli indicatori del clima di fiducia delle famiglie e delle imprese italiane. Ci lavorano 100 persone tra ricercatori, tecnologi e amministrativi, più 15 precari. Il suo costo è di circa 10 milioni di euro. L’abrogazione e la sua confluenza nel Ministero dell’Economia comporterà un risparmio …

La manovra 2010 e gli effetti nei comparti pubblici della conoscenza

Vi proponiamo una sintesi del dossier Flc Cgil. Contratti collettivi nazionali · Salta, senza possibilità di recupero, il rinnovo per gli anni 2010-2012. · I contratti per il biennio 2008/2009 ancora da sottoscrivere o già sottoscritti per lo stesso periodo dopo l’entrata in vigore della manovra non possono determinare aumenti retributivi superiori al 3,2%. Nel caso di aumenti superiori a tale limite si procede al recupero. Congelamento degli stipendi · Per il personale ata e docente della scuola gli anni 2010,2011,2012 non sono utili ai fini della maturazione delle posizioni stipendiali né degli incrementi retributivi · Per gli anni 2010, 2011, 2012 e 2013 il trattamento economico complessivo dei singoli dipendenti, anche di qualifica dirigenziale, ivi compreso il trattamento accessorio, non può superare il trattamento in godimento nell’anno 2009. Questa misura è iniqua ed ha effetti pesantissimi su tutti i settori della conoscenza sia per quanto riguarda lo stipendio in godimento sia per la futura pensione. · Per i docenti universitari e i ricercatori il blocco supera abbondantemente il 10% annuo e colpisce soprattutto i …

"La ricerca italiana? Come la tela di Penelope" , di Umberto Guidoni*

Nella sua accorata lettera al Presidente Napolitano, Tommaso Maccacaro rivendica con fierezza il ruolo dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) – di cui è presidente – nell’ambito della scienza italiana ed internazionale e sottolinea l’importanza di finanziare la ricerca per rilanciare il paese proprio in un momento di crisi: «… Non siamo considerati per ciò che produciamo ma solo per quanto costiamo, in un esercizio aritmetico di “più” e “meno” che prescinde dal valore e dal merito come se fossimo solo una spesa e non un investimento… ». Il disprezzo di questo governo per la scienza è sotto gli occhi di tutti, non dobbiamo meravigliarci troppo che un commercialista, che conosce la partita doppia assai più che l’astrofisica, voglia tagliare con la scure le spese che considera superflue. Ecco, quindi, la decisione di inserire l’Istituto Nazionale di Astrofisica tra gli enti inutili e di accorparlo al Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), per risparmiare risorse ed aumentare l’efficienza. Quante volte abbiamo sentito questo ritornello da questa maggioranza fustigatrice degli sprechi e dei carrozzoni clientelari. Peccato che solo …

«L'ultima di Tremonti: chiudere gli enti di ricerca», di Pietro Greco

Il decreto che il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha portato al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, per cercare di evitare all’Italia l’epilogo della Grecia è piuttosto vasto e articolato. È un libro di 150 pagine, i cui contenuti sono stati fortemente criticati sia dalla CGIL sia dai partiti del centrosinistra. In quelle 150 pagine, elaborate dal Ministro dell’Economia Giulio Tremonti e ai suoi collaboratori, ci sono varie tabelle. Una riguarda l’elenco degli enti inutili che vanno soppressi. Questo lungo elenco contiene, a sua volta, una piccola tabella che riguarda gli Enti di ricerca pubblica vigilati dal MIUR, ovvero del Ministero dell’Istruzione, dell’università e della ricerca diretto, pro tempore, del Ministro Mariastella Gelmini. In questa piccola tabella sono elencati, in apposita colonna, gli Enti pubblici di ricerca che vengono soppressi. Si tratta, nell’ordine: della Stazione Zoologica “A. Dohrn”; dell’Istituto nazionale di ricerca metrologica (INRIM); dell’Istituto Nazionale di Alta Matematica “F. Severi” (INDAM); dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF); dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS); dell’Istituto di studi giuridici internazionali. Che ne sarà di …

Sulla chiusura ISAE e trasferimento di “funzioni” e personale al MEF, di Fernando Di Nicola*

La manovra varata dal Governo per contenere la spesa pubblica e correggere i saldi di finanza pubblica prevede, “Al fine di razionalizzare e semplificare le funzioni di analisi e studio in materia di politica economica”, la chiusura dell’ISAE (Istituto di studi ed analisi economica1), con trasferimento delle “funzioni” e del personale al Ministero dell’economia e delle finanze. Successivi decreti di natura non regolamentare (non soggetti ad ulteriore valutazione da parte del Parlamento) fisserebbero le “risorse umane, strumentali e finanziarie riallocate presso il Ministero nonché, limitatamente ai ricercatori e ai tecnologi, anche presso gli enti e le istituzioni di ricerca”. Gli stessi decreti fisserebbero una “tabella di corrispondenza” tra le qualifiche di provenienza (tra le quali spiccano quelle di ricercatore nei vari livelli) e quelle di destinazione (Ministero). Conviene innanzitutto interrogarsi sull’utilità, per il Governo come per la collettività, dell’esistenza di valutazioni e previsioni indipendenti e di natura scientifica nel campo della politica economica. Audizioni parlamentari e valutazioni su specifici argomenti o su provvedimenti governativi, previsioni macro e microeconomiche, progettazione di interventi di politica economica e …

"Chi vuole lo scontro generazionale?", di Chiara Carrozza

Mario Pirani polemizza violentemente contro il documento sull’Università approvato dalla recente assemblea nazionale del PD: approvato peraltro, accusa subito Pirani, senza discussione alcuna da un consesso chiamato ad esprimere solo un sì o un no. Per la verità il documento, prima di essere proposto all’assemblea plenaria, era stato discusso il giorno precedente in una commissione aperta, per molte ore e fino a notte, con numerosi interventi e con l’espressione di varie opinioni e sfumature: costituisce d’altronde non una conclusione, bensì la base per un confronto che adesso proseguirà nei circoli di partito, nelle sedi universitarie, nel nostro forum. Ma oltre a dare questa rappresentazione distorta del nostro modo di lavorare, Pirani riduce la lettura di un documento ampio e assai articolato sui temi della ricerca e del diritto allo studio al solo punto che si compiace di definire della «rottamazione» dei «baroni» al compimento dei 65 anni («rottamazione»e baroni», sia detto fra parentesi, sono termini che appartengono sia per forma che per concetto al gergo qui adottato da Pirani: e in nessun modo né luogo …

"Con i tagli salta la ricerca, facoltà a rischio chiusura", di Benedetto Vecchi

I boatos sulla manovra economica hanno fatto irruzione ieri durante la presentazione del rapporto di AlmaLaurea sui laureati italiani dopo dieci anni di varo della riforma chiamata del 3+2. Per il presidente della Conferenza dei rettori Enrico Decleva il fondo ordinario destinato alle università italiane non sarà toccato. Gli fa eco, poco dopo, Andrea Lenzi del Cun, l’organo di autogoverno delle università, che chiede di mantenere alto il livello di attenzione, perché poco o nulla si conosce dei fondi destinati invece alla ricerca scientifica. Se ci dovesse essere una riduzione, sostiene Lenzi, molte facoltà scientifiche sarebbero a rischio, perché verrebbero meno i fondi per garantire il normale svolgimento dell’attività di ricerca. Il clima generale è però all’insegna di un moderato ottimismo della ragione, perché i dati riguardanti i «figli della riforma» inducono a guardare con speranza il futuro dell’università, almeno dal punto di vista dei risultati. È da oltre dieci anni, infatti, che AlmaLaurea fa un lavoro di monitoraggio su come sta cambiando l’«offerta formativa», il gradimento che ha presso gli studenti e quali esiti …