Tutti gli articoli relativi a: università | ricerca

Polverini in curva Nord

Se la Lazio va in serie B, la candidata alla Regione rischia di non avere voti dagli ultras biancocelesti. Così Alemanno è costretto a scuotere Lotito per salvare il salvabile. Può il calcio orientare le elezioni regionali? Sembrerebbe una boutade di basso livello ma, a sorpresa, quando c’è di mezzo Roma e le elezioni del governatore del Lazio, la risposta è sicuramente sì. Le vicissitudini di una stagione nera per la Lazio stanno condizionando i voti per Renata Polverini: la polemica intorno al presidente della Lazio, Claudio Lotito ha fatto scomodare il sindaco Alemanno e, pare, lo stesso Presidente della Camera, Gianfranco Fini. La minaccia dei supporter biancocelesti è: se la politica non fa nulla per il bene della Lazio, noi non andremo a votare. Ieri Formello è stato il luogo di una vera guerriglia urbana. Tifosi e facinorosi, esasperati dal silenzio-assenza della dirigenza della Lazio sulle sorti della squadra sempre più vicina alla serie B, sono passati dalle parole ai fatti. Tra i 500 e i 1000 ultras hanno attaccato i cancelli del centro …

Emergenza ricerca

Meloni e Fassina: con la crisi stanno venendo al pettine tutti i nodi di un sistema che scoraggia gli investimenti delle imprese. Il governo presenti in Parlamento una strategia di politica industriale. Pubblichiamo l’intervento di Marco Meloni, responsabile Università e Ricerca della segreteria nazionale Pd, e Stefano Fassina, responsabile Economia e Lavoro della segreteria nazionale Pd. A questo punto in discussione non c’è solo la perdita di competitività dell’economia italiana. A questo punto quella della ricerca in Italia è una vera e propria emergenza, che incrocia ed esaspera gli effetti della crisi economica sull’impresa e sul lavoro. Sono 25 i tavoli di crisi aperti al ministero dello Sviluppo Economico che coinvolgono decine, centinaia o migliaia di ricercatori. Se un numero ormai impressionante di grandi gruppi industriali ad alta tecnologia – ultima in ordine di tempo Glaxo – decide di dismettere i propri investimenti in Italia è perché con la crisi stanno venendo al pettine tutti i nodi di un sistema che scoraggia gli investimenti delle imprese: assenza di politica industriale, lentezza esasperante della burocrazia, incertezza …

"L'Università torna un lusso per pochi", di Andrea Rossi

E’ stata una sbornia d’inizio millennio, drogata dall’esplosione delle lauree brevi e dal proliferare degli atenei sotto casa. È durata poco. E adesso il mito delle «élite per merito» sembra destinato a restare tale. Altro che avvicinarci alla media Ocse per tasso di universitari e laureati; abbiamo ricominciato a distanziarci. E l’Università sta diventando affare per pochi. Sempre meno e sempre più ricchi. E l’alta formazione di massa? Si sta lentamente affievolendo, stritolata tra disillusione, crisi economica e tagli ai finanziamenti. La tendenza sembra consolidarsi da qualche anno, quando – dopo il boom a cavallo del 2000 – le immatricolazioni hanno inesorabilmente cominciato a scendere. In cinque anni abbiamo perso 40 mila matricole: erano 324 mila del 2005; 286 mila a ottobre 2009. Il calo demografico, si dirà. E invece no. O, almeno, non solo. Cinque anni fa 56 ragazzi di 19 anni su cento (il 73 per cento dei diplomati) si iscrivevano all’università. Oggi siamo sprofondati in basso: all’ultimo anno accademico si sono iscritti il 47 per cento dei ragazzi dei 19enni e nemmeno …

"Ricerca, appello con 1.341 firme,ci sono anche Cabibbo e la Hack", di Valentina Arcovivo

Il grido di allarme degli scienziati, ben condensato in un documento ufficiale, è partito ieri mattina con destinazione la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e altre autorità nel settore scientifico. «Aiutateci a salvare la ricerca di base nel nostro paese». Il grido di allarme degli scienziati, ben condensato in un documento ufficiale, è partito ieri mattina con destinazione la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e altre autorità nel settore scientifico. Dopo un primo appello lanciato una decina di giorni fa sulle pagine de Il Messaggero, i firmatari del documento hanno raggiunto quota 1.341. Nella lista ci sono molti ricercatori italiani che lavorano in condizioni di estrema precarietà e tanti cervelli scappati a malincuore dall’Italia per portare avanti i propri progetti. Tra i nomi presenti, inoltre, spiccano personalità scientifiche prestigiose come quella di Nicola Cabibbo, presidente della Ponteficia Accademia delle Scienze, e l’astronoma Margherita Hack. Lo scopo del documento è quello di invitare le autorità, dicono i ricercatori, a porre rimedio alla …

"Università, la cultura e il sapere al primo posto", di Rosy Bindi

Ringrazio gli autorevoli professori per le parole di stima che mi hanno rivolto sul manifesto del 20 gennaio scorso e con le quali mi sollecitano a entrare nel dibattito sulla riforma dell’università. Lo faccio con un ritardo di cui spero sarò perdonata. Dico subito che condivido le loro preoccupazioni. Temo anch’io un’ulteriore involuzione di un sistema universitario che appare sfiduciato, persino rassegnato sulle proprie possibilità di riscatto. La crisi dell’Università è forse l’indizio più evidente della più generale crisi delle classi dirigenti italiane. Le responsabilità vanno cercate anche nel centrosinistra che nella metà degli anni Novanta ha condotto un coraggioso tentativo di ripensare la nostra l’università nell’orizzonte internazionale ma si è anch’esso impantanato in una logica meramente normativa che ha finito per esasperare le burocrazie e l’autoreferenzialità degli atenei. Il paradosso è che in questo contesto, reso ancor più difficile da una cronica scarsità di risorse, il Ddl Gelmini può apparire a molti come l’ultima occasione per uscire dal pantano. In realtà, con il suo elefantiaco apparato di norme, non fa che esasperare un approccio …

"Per un punto il giovane se ne andò all'estero", di Fabio Beltram

Da molti anni, nel mondo della ricerca italiana, lo spazio per i giovani va sempre più riducendosi. Per questo era ed è una buona idea il bando Firb Futuro in Ricerca del dicembre 2008. Il programma è destinato a favorire «sia il ricambio generazionale sia il sostegno alle eccellenze scientifiche emergenti, destinando adeguate risorse al finanziamento di progetti di ricerca fondamentale», risorse riservate a giovani ricercatori anche non strutturati. Un segnale positivo ai trentenni che – non solo nel mondo della ricerca – stanno pagando il conto di tante scelte sbagliate degli ultimi decenni. Il bando al riguardo assicurava che la procedura di valutazione si sarebbe conclusa ad agosto 2009. Termini ragionevoli, specificati per venire incontro alla necessità di una risposta rapida dei proponenti non strutturati che proprio da questi progetti avrebbero dovuto ricavare il loro sostentamento. Era essenziale scegliere bene: grave sarebbe stato infatti l’impatto di scelte sbagliate con la possibile perdita per il paese del contributo di giovani meritevoli, che si potrebbero veder costretti ad abbandonare definitivamente il mondo della ricerca, almeno italiana. …

Passa alla Camera un emendamento PD (Ghizzoni), troppe assenze nel centrodestra

Cammino stentato e con qualche incidente di percorso per il disegno di legge sul lavoro. Nel corso della giornata di ieri sono stati esaminati nell’Aula di Montecitorio e approvati ventisette dei cinquantadue articoli: il provvedimento, che è stato modificato dalla Camera (ad esempio sulla questione dell’apprendistato) in ogni caso dovrà tornare al vaglio del Senato. Tuttavia, ieri il governo e la maggioranza sono stati anche battuti abbastanza sonoramente – con 222 sì e 214 no – su di un emendamento del Pd, su cui era stato espresso parere contrario. Si tratta della 36esima volta che la maggioranza va sotto a Montecitorio in questa legislatura: colpa di massicce assenze nelle file del centrodestra. L’emendamento, presentato da Manuela Ghizzoni, prevede che le risorse delle università rese disponibili dai pensionamenti vengano utilizzate per assumere ricercatori a tempo indeterminato e non per attivare i contratti di ricerca introdotti dalla legge Moratti nel 2005: «abbiamo ottenuto – dice Ghizzoni – che a fronte dei pensionamenti vi siano “posti sicuri” bocciando in questo modo anche la linea del ministro Gelmini». Autocritica …