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“Università, i rischi dell’autarchia”, di Luciano Modica

Dopo tre o quattro annunci in un anno ieri il progetto di riforma universitaria del ministro Gelmini è stato finalmente approvato dal governo. Gelmini ha puntato in alto. Articoli e commi per oltre diecimila parole che toccano molti dei nervi scoperti del nostro sistema universitario: dalla governance degli atenei ai concorsi, dallo stato giuridico dei docenti al diritto allo studio e ai premi per il merito degli studenti. Sarebbe auspicabile che il parlamento affrontasse con un dibattito molto attento questa gran messe di argomenti ma certo c’è da temere che i tempi di approvazione non saranno affatto rapidi. Anche perché il nervo più irritato di tutti, quello che riguarda le risorse finanziarie del sistema, è pudicamente sottaciuto. L’università italiana, la meno finanziata d’Europa secondo i dati Ocse, dovrà misurarsi tra due mesi con quel drastico taglio del 50% delle spese di funzionamento (al netto degli stipendi) che ha portato Francesco Giavazzi a prevedere che la maggior parte delle università chiuderà. In questa situazione porre l’intero sistema universitario in fibrillazione riformatrice è rischioso oltre che ingiusto: …

“Le mani dei manager sugli atenei. Ecco la riforma targata Gelmini”, di Maristella Iervasi

Ricercatori solo a tempo, nel limbo l’attuale precariato. Senato accademico svuotato di poteri effettivi e studenti “infilati” ovunque, ma solo come operazione di facciata. Test di accesso persino per le borse di studio per il merito, un fondo a cura dell’Economia e non dal Miur. Riscrittura degli Statuti, pena il commissariamento e ore dei prof certificate e verificate. Ecco la riforma della Gelmini. Meno democrazia e più potere al Cda con l’ingresso delle aziende private e ai rettori. E la protesta dell’Onda è già dietro l’angolo. Un disegno di legge di riforma in 15 articoli che dopo il via libera del Consiglio dei ministri comincerà il suo iter al Senato, affinché il ddl Aprea sull’istruzione in fondazione possa avere una corsia privilegiata. NUOVI STATUTI O COMMISSARIAMENTO Entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge le università statali dovranno modificare i propri statuti, rispettanto vincoli e criteri: ridurre le facoltà, massimo 12 negli Atenei più grandi e i dipartimenti. Le università vicine possono federarsi. E ancora: personale esterno nei nuclei di valutazione, snellire i componenti del …

Università riforma: Ghizzoni (PD), norme per fuga cervelli

‘Lo attendiamo in Parlamento, ma questo ddl contiene delle vere e proprie polpette avvelenate, come l’abolizione del ruolo dei ricercatori’. Cosi’ la capogruppo del Pd nella commissione Cultura della Camera, Manuela Ghizzoni commenta la riforma dell’universita’ illustrata stamattina dal ministro Mariastella Gelmini. ‘Nove mesi di gestazione hanno partorito un testo molto articolato che contiene di tutto un po’ e che approfondiremo nelle competenti sedi parlamentari. E’ in ogni caso gravissima l’abolizione del ruolo dei ricercatori, che e’ un vero e proprio colpo di mano nei confronti di giovani di talento a cui il governo paga un biglietto di sola andata per l’estero. Vi e’ inoltre una limitazione dell’autonomia delle universita’ sancita dalla costituzione e una sottovalutazione dell’attivita’ di ricerca svolta dagli atenei. Infine, la Gelmini tradisce completamente i propri impegni e non fornisce risorse aggiuntive. Aveva detto meno di un anno fa che le riforme sarebbero state scambiate con le risorse; ebbene, nel ddl non c’e’ uno straccio di risorsa. Ancora una volta – conclude – il ministro dimostra di essere sotto la tutela del …

“Pari opportunità, l’Italia scende in classifica”

Lungi dall’essere pari, le opportunità per le donne in Italia sono un terreno sempre più accidentato, soprattutto nel lavoro. Nel rapporto 2009 sul “Gender gap” del World Economic Forum, la penisola scende al 72esimo posto su 134 paesi dal 67esimo del 2008 e dopo l’84esimo del 2007. L’italia è superata anche da Vietnam, Romania e Paraguay, precede appena la Tanzania, è terzultima in Europa. A pesare è «la persistenza di indici negativi sulla partecipazione delle donne alla vita economica», in primis la disparità di salari e redditi rispetto agli uomini. «I paesi che non capitalizzano sulla metà delle loro risorse umane minano la loro competitività», ammonisce il rapporto. La classifica stilata dal Wef, l’istituzione che organizza il forum di Davos, copre il 93% della popolazione mondiale, assegnando ai paesi scandinavi il podio delle pari opportunità tra donne e uomini. Al primo posto si piazza l’Islanda (quarta nel 2008), davanti a Finlandia, Norvegia e Svezia. Seguono Nuova Zelanda, Sudafrica, Danimarca e Irlanda. Sorprendente il Lesotho al decimo posto (dal 16esimo), davanti quindi a tutti i big …

“Ma nell´indifferenza generale negli atenei cresce il razzismo”, di Paola Coppola e Marco Pasqua

ROMA – Lancia un appello al mondo accademico, perché «si ribelli» e intervenga «a tutela degli studenti». Riccardo Pacifici, presidente della Comunità ebraica romana, ha già preannunciato che denuncerà il professore negazionista e i suoi siti, ma chiede anche ai colleghi di agire per «evitare che certe persone possano entrare in contatto con gli studenti». Al telefono da Israele dice: «Il corpo docente non volti la faccia, prenda atto del problema e ci aiuti affinché l´Italia si doti di leggi che rendano reato il negazionismo». Il caso di Caracciolo è tutt´altro che isolato: per Pacifici negli atenei italiani esisterebbe una «vera e propria rete negazionista», che unisce «alcuni docenti e studenti». La definisce una “joint venture” nel nome dell´odio per Israele e gli ebrei, alimentata, tra le altre cose, dalle esternazioni del presidente iraniano. Una rete antisemita che ha trovato nel web un alleato. Già nell´ottobre dello scorso anno, l´esponente della comunità ebraica aveva consegnato alla polizia postale un dossier, nel quale era riportato un nutrito elenco di siti con contenuti antisemiti e negazionisti. Le …

“Montalto di Castro, la vittima: «I miei violentatori liberi e non pentiti»”, di Alessandro Capponi

ROMA — «Vogliono conti­nuare a rovinarmi la vita?». È difficile rispondere a questa ra­gazza che a quindici anni, era il marzo 2007, fu violentata da ot­to coetanei, in una pineta, per tre ore, e che adesso scopre ­dopo la decisione del tribunale dei minori di accogliere la «messa in prova» degli accusa­ti – che la prossima udienza si terrà nel 2012, cioè cinque an­ni dopo l’aggressione. «Ma io non avevo neanche capito, l’al­tro giorno: credevo che la mes­sa in prova fosse finita, non che dovesse ancora comincia­re. Invece quest’inferno va avanti, e durerà ancora a lun­go. Sono stravolta, distrutta. Ogni vol­ta che c’è il proces­so sto peggio: non mangio, non dor­mo e quando m’ad­dormento ho gli in­cubi. Non voglio più andare neanche dallo psicologo, a cosa serve ripetere sempre le stesse cose?». Per gli aggressori ha poche parole, ma significative, pesanti come tut­to quello che è accaduto: «Non credo nel loro pentimento. Non mi sono arrivate né lettere né parole di scuse, niente. Han­no anche cercato di spingere un ragazzo a dire che ero con­senziente. …

“Riforma a metà, Torino taglia, Milano raddoppia”, di Flavia Amabile

Le università devono dimagrire. Sono già diminuiti del 20% i corsi di laurea ma ancora non basta, il ministro dell’Istruzione Gelmini chiederà nelle prossime settimane con un decreto agli atenei di accorparsi. Bisogna rientrare nei conti e le conseguenze saranno particolarmente evidenti a Torino dove il Politecnico intende chiudere tutte le sedi decentrate. Questa settimana ci sarà ancora un incontro in Regione e poi il Senato Accademico dovrebbe dare l’annuncio. Le sedi sono cinque, e per il Piemonte è un vero e proprio terremoto. La scorsa settimana i collettivi studenteschi hanno occupato il rettorato per diverse ore ed è difficile prevedere che cosa accadrà quando sarà chiaro che nulla si potrà fare contro la chiusura. Perché è vero che nelle cinque sedi a rischio c’è Verrès in Val d’Aosta dove c’è un corso di sette studenti, ma è anche vero che la scure del Senato Accademico si sta per abbattere sulla facoltà di ingegneria di Vercelli dove gli studenti sono 900, suddivisi tra gli studi tradizionali di ingegneria civile o meccanica ma anche quelli di …