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“Promossi i ricercatori, bocciati i laboratori”, di Massimo Bucchi*

Sorpresa, sorpresa! I nuovi dati delle selezioni per i finanziamenti dello «European Research Council» vedono i ricercatori italiani al primo posto assoluto. Si tratta delle nuove «Starting grants», assegnate alle migliori proposte di giovani ricercatori che hanno conseguito il dottorato da un massimo di 10 anni. La lista è il risultato di una competizione serrata tra i ricercatori di tutta Europa e nei Paesi associati, che ha ridotto le proposte da oltre 2500 a un gruppo ristretto di 219. Gli italiani, che già avevano ben figurato nelle selezioni precedenti, sono ora al primo posto con 30 progetti prescelti, davanti a tedeschi, francesi e britannici: un progetto su sette, tra quelli passati al vaglio degli esperti, è quindi firmato da uno studioso del Belpaese. Ma come, si sorprenderà qualcuno, non si ripete da tempo che la nostra ricerca è, di fatto, in agonia, incapace di reggere la competizione internazionale? Dobbiamo allora rivedere da capo stereotipi ormai consolidati? In parte sì e in parte no. Perché i dati che arrivano dallo «European Research Council» contengono una buona …

“L’Ocse, in Italia la laurea è un affare per soli uomini”

Non solo nei posti di lavoro ma fin dai banchi dell’istruzione universitaria le donne italiane devono sudare sette camicie per poi ottenere pari trattamenti di carriera in termini di prospettive di reddito. Lo rivela uno studio dell’Ocse: in Italia – si legge nel rapporto – la laurea è un affare per gli uomini. I vantaggi per le donne dal punto di vista della resa salariale sono inveve limitatissimi. In base ai calcoli dell’organizzazione, un uomo in Italia con una laurea può aspettarsi rispetto a un diplomato un vantaggio salariale durante la carriera superiore a 322mila dollari, mentre per una donna il benificio si ferma a 136mila. Al netto di tasse e contributi sociali, il valore netto della luarea è di 173mila dolari per l’uomo e di soli 25mila per la donna, con la maggiore disparità fra i paesi industrializzati. La media Ocse è di 186mila a livello lordo per un uomo e di 134mila per una donna, con valori netti rispettivamente di 82mila e 51mila dollari. Il rapporto “Education at a glance 2009” presentato dall’Organizzazione …

“Ma quale boicottaggio? La colpa è del ministro”, di Elena Lisa

Rettore del Politecnico di Milano dove si è laureato a pieni voti nel ’63, Giulio Ballio, 69 anni, a meno di uno dallo scadere del suo mandato è nel mirino del ministro Gelmini, che accusa lei e altri colleghi di aggirare la riforma sull’Università. Davvero boicotta la Gelmini? «Non ne ho la minima intenzione. Anzi, per certi versi l’applaudo. Bene ha fatto, per esempio, a semplificare i concorsi. Riducendo l’esame alla valutazione del curriculum e a un colloquio col candidato, la Gelmini ha snellito le selezioni: la prova scritta, finalmente, è stata abolita anche in Italia». Ecco, appunto: una norma nel disegno di legge che il Politecnico di Milano ha puntualmente disatteso. «E’ stata una svista, lo riconosco. Nelle modalità di un concorso, bandito a luglio e scaduto 15 giorni fa, la prova scritta non era stata depennata. Ma ci siamo subito corretti tornando ai parametri imposti dal disegno di legge. E senza polemiche». Però l’Associazione ricercatori precari vi ha scritto anche una lettera ufficiale che fa riferimento al numero di articoli su riviste specializzate …

“Veltroni: Franceschini leale e aperto”, di G.V.

L’ex segretario ospite a Sky: il Pd può diventare una grande forza riformista. Marino: primarie vere con un confronto diretto fra i diversi programmi. Secondo Walter Veltroni «ci sono tutte le condizioni per rilanciare il Pd, a patto però che si resti sulla linea di creare una grande partito riformista». Critiche a Bersani: non capisco la sua linea. «Ci sono tutte le condizioni per rilanciare il Pd. A patto però che si resti sulla linea di costruire un grande partito riformista». Walter Veltroni ne è convinto. L’ex segretario ha parlato ieri a tutto compo nel corso di un programma a Sky con Beppe Severgnini. Il rilancio è possibile ha detto ancora Veltroni ma ci vuole tempo e pazienza. «In nessun paese i leader vengono valutati a quattro mesi, da noi c’è un’idea bulimica della politica, quella per cui conta il risultato immediato». Una linea dannosa, tanto più in Italia, secondo l’ex sindaco di Roma, perchè qui «serve una grande battaglia culturale». Nessun dubbio sul «passo indietro senza sbattere la porta» che lo ha portato a …

“Concorsi, aggirata la riforma”, di Flavia Amabile

L’ira dei ricercatori: ‘Ma quale meritocrazia? Dalla Gelmini solo promesse’ Però alla fine rettosauri e baroni la spuntano sempre. Da un anno il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini parla di merito, di lotta alle rendite di potere. Lo scorso dicembre è riuscita a modificare le norme per le selezioni, promettendo migliaia di posti da ricercatore in più e tanta meritocrazia. In realtà non ha ancora nemmeno avviato le procedure per formare le commissioni dei concorsi dal 2008 in poi. «Da due anni le selezioni sono bloccate», denuncia l’Apri, l’Associazione precari della ricerca italiani. Le regole ignorate Non del tutto. Alcune sono partite, l’Apri le ha esaminate e stilato una classifica per nulla lusinghiera: su 26 atenei dove stanno per avere il via i concorsi da ricercatore solo 12 sono promossi per aver rispettato le regole della riforma Gelmini. Gli altri hanno fatto di testa loro. Nella sua legge il ministro aveva previsto il sorteggio delle commissioni tra rose di eletti e eliminato le prove scritte ed orali, in passato usate spesso dai commissari per favorire alcuni …

«Atenei “virtuosi” miseria e disordine nelle Università», di Giulio Peruzzi

Da tempo i politici italiani ci hanno abituato al fatto che gli interventi estivi a tutto servono fuorché a innescare pacate riflessioni. Si cerca la visibilità pubblica, si sondano gli umori, sempre pronti a fare marcia indietro qualora il responso non sia quello atteso. E questa estate del 2009 non fa eccezione, nonostante le preoccupazioni legate alla crisi economica mondiale. Per quanto riguarda il settore della formazione e della ricerca, si è fatto un gran parlare della necessità di introdurre i dialetti nell’insegnamento scolastico, si sono presentate (e corrette a posteriori) improbabili graduatorie tra la formazione e la ricerca del nord rispetto a quella del sud facendo d’ogni erba un fascio, si è discusso del valore dei crediti dell’ora di religione negli scrutini scolastici salvo poi emanare regolamenti in contrasto con una sentenza del Tar del Lazio. Senza scordare il fuoco di paglia innescato da due atti della ministra Gelmini: distribuire una piccola percentuale del fondo di finanziamento ordinario (Ffo) alle università più virtuose, ed emanare il regolamento dell’Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario …

«Bastano tre pubblicazioni per l’assunzione: così metà degli Atenei ha tradito la riforma», di Anna Maria Sersale

I concorsi per ricercatori? La negazione del merito. Gli atenei abbassano l’asticella e nei nuovi bandi di concorso chiedono un numero esiguo di pubblicazioni scientifiche. Molti si limitano a chiederne tre, quattro o cinque. Mettendo un limite verso l’alto, anziché verso il basso. In pratica viene aggirata la legge. Il sistema varato a novembre per combattere il nepotismo e dare chance ai più bravi stabilisce che la produzione scientifica sia l’unico metro di giudizio (oltre alla valutazione del curriculum). Dunque, dovevano sparire prove scritte e orali che per anni hanno consentito di truccare gli esami. C’era da augurarsi una interpretazione rigorosa di questa legge che avrebbe dovuto garantire criteri meritocratici. Invece, le lobby accademiche ancora una volta hanno forzato i meccanismi del reclutamento. Nei 170 concorsi banditi da 27 università nei mesi scorsi il 50% degli atenei ha tradito la riforma. Con un comportamento eticamente discutibile hanno fissato limitazioni al numero massimo di pubblicazioni presentabili dai candidati e ripristinato prove di idoneità sulla base di titoli non conformi alle nuove regole o previsto la valutazione …