Tutti gli articoli relativi a: università | ricerca

“Il Parlamento ferito”, di Antonello Soro

Nel consuntivo di questa brutta settimana della politica italiana la pagina più negativa, che non intendiamo affatto archiviare, riguarda il tema delle garanzie stracciate. Lo strappo alle regole parlamentari e costituzionali, compiuto per approvare il «lodo Alfano» in pochi giorni, ha ferito gravemente le prerogative del Parlamento. Davanti alle tante emergenze, economiche e sociali, con cui il Paese deve misurarsi, il governo e la sua maggioranza hanno preferito risolvere i problemi giudiziari del premier: e per agire più in fretta hanno travolto ogni regola. Particolarmente gravi sono apparse le scelte del presidente della Camera che ha assecondato questo disegno, rinunciando ad esercitare quel ruolo di garanzia che avrebbe dovuto invece svolgere secondo i principi del nostro ordinamento. I tempi ristrettissimi per l’esame del provvedimento imposti dalla Presidenza della Camera, malgrado le ferme e motivate contestazioni dell’opposizione, non hanno consentito l’esercizio regolare della fase istruttoria del procedimento legislativo, disciplinata dall’articolo 72 della Costituzione, e propedeutica alla successiva decisione da parte dell’Assemblea. Otto ore di lavoro effettive in Commissione per un provvedimento di questo rilievo, dai profili …

“Tremonti e il decreto «affossa università»”, di Pietro Greco

Tagli al Fondo di finanziamento ordinario delle università di 1 miliardo e 443 milioni da qui al 2013. Sostanziale blocco del turn-over: per ogni 10 docenti in uscita solo 2 potranno essere sostituiti. Possibilità per gli atenei di trasformarsi in fondazioni di diritto privato. Per la CRUI, la Conferenza dei rettori delle università italiane, non c’è dubbio: «La prospettiva che emerge chiaramente dalla manovra è quella di un sostanziale, progressivo e irreversibile disimpegno dello Stato dalle sue storiche responsabilità di finanziatore del sistema universitario nazionale». La manovra che si accinge a realizzare la più radicale riforma dell’università mai effettuata nel nostro Paese e a rivoltare come un calzino il sistema italiano dell’alta educazione è il decreto-legge n. 112 elaborato dal Ministro dell’economia Giulio Tremonti e approvato il 25 giugno 2008 nel famoso Consiglio dei Ministri durato 9 minuti. Il decreto di Tremonti potrebbe essere ribattezzato «affossa università pubblica» per almeno tre diverse considerazioni. La prima riguarda, appunto, il taglio al Fondo di finanziamento ordinario con cui lo Stato trasferisce i soldi alle università. Questo Fondo …

On. Ghizzoni: “Insoddisfatti per il mancato inserimento degli abilitati in strumento musicale nelle graduatorie”

Il capogruppo del Pd della commissione Cultura della Camera, Manuela Ghizzoni, esprime “profonda insoddisfazione” per la risposta del governo “all’annosa questione del mancato inserimento degli abilitati in strumento musicale nelle graduatorie per l’insegnamento”. Il sottosegretario Pizza, afferma la deputata del Pd, “si e’ fatto scudo della occultata riforma della scuola contenuta nella manovra estiva, che oltre a tagliare risorse e posti di lavoro, interviene pesantemente sull’assetto ordinamentale, organizzativo e didattico del sistema scolastico, anche attraverso l’accorpamento delle classi di concorso, per esprimere dubbi sulla possibilita’ di risolvere positivamente la situazione iniqua vissuta dai docenti di strumento musicale”. Insomma, prosegue Ghizzoni, la “cura da cavallo” imposta alla scuola da Gelmini e Tremonti “avra’ ripercussioni pesanti sull’insegnamento della musica, mentre i docenti non potranno che aspirare ad una condizione di eterno precariato”. La convinzione di Ghizzoni e’ che la strada da seguire sia la “riproposizione della norma” prevista dal precedente governo, che “permetteva l’inclusione nelle graduatorie permanenti dei docenti ammessi a partecipare al corso di abilitazione in strumento musicale del biennio 2007/2009”. Per questo il Pd ha …

“Un autogol prevedibile che ridimensiona la «vera opposizione»”, di Massimo Franco

La piazza che doveva segnare l`apoteosi dell`opposizione di Antonio Di Pietro gli ha regalato un brutto autogol. Il tentativo di concentrare strali e insulti su Silvio Berlusconi è fallito miseramente. I reduci dei «girotondi» hanno affiancato, fino a sostituirlo, il bersaglio del premier con il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e papa Benedetto XVI, oltre che Walter Veltroni. E l`epilogo della manifestazione di ieri è un rosario di dissociazioni imbarazzate dagli attacchi arrivati dal palco alle istituzioni politiche e religiose; ed un applauso tardivo per farli dimenticare. Ma era un finale parzialmente prevedibile dagli organizzatori, chiamati a governare un magma di malumori per definizione incontrollabili: al punto che c`è da chiedersi se il capo dell`Idv si sia illuso o abbia in qualche modo soffiato sul fuoco, tranne poi prendere le distanze dagli eccessi più volgari. Il saldo è comunque disastroso. La scelta del Pd veltroniano, che ha preferito non aderire alla manifestazione, si è rivelata a posteriori azzeccata: anche se probabilmente era stata osservata con apprensione; e considerata rischiosa e foriera di una competizione elettorale …

Espropriano la Camera

“Il governo non ritira l’emendamento blocca-processi e vuole espropriare le funzioni proprie del Parlamento. Il presidente della Camera Fini, al posto di opporvisi, avalla e favorisce. Una decisione priva di qualsiasi precedente nella storia repubblicana” Walter Veltroni L’Aula di Montecitorio voterà il lodo Alfano giovedì, prima del decreto sicurezza. Ed è molto probabile che la norma ‘blocca-processi’ contenuta nel decreto venga modificata profondamente se non addirittura ritirata. Sul fronte della giustizia è comunque sempre alta la tensione tra maggioranza e opposizione. PD e Idv sono fermi nel chiedere l’immediato ritiro della norma così detta salva-premier (o blocca-processi, appunto), come pre-condizione per esaminare nel dettaglio il lodo Alfano. Le mosse della maggioranza vanno in tutt’altra direzione. La norma non è stata ritirata dal decreto sicurezza e quanto al lodo Alfano stiamo assistendo ad una inaccettabile accelerazione. In segno di protesta per il mancato ritiro della norma, i parlamentari del PD hanno abbandonato due volte nel giro di 24 ore i lavori delle commissioni riunite Affari costituzionali e Giustizia. “Abbiamo evitato di partecipare alla discussione generale – …

“La bufala delle razze umane”, di Pietro Greco

Le razze umane non esistono. Sono un mito. Un mito pericoloso. Ogni uomo è geneticamente diverso da ogni altro. Ma l’umanità non è costituita da piccoli e grandi gruppi diversi per struttura genetica. È piuttosto una rete estesa di persone geneticamente e culturalmente collegate in maniera dinamica tra loro. E quell’aggettivo, dinamico, è da sottolineare. Perché di fatto, nessun popolo nel corso dei secoli può essere considerato isolato geneticamente. E in particolare, è un mito senza fondamento che sessanta milioni di nativi dell’Italia discendano da famiglie che abitano la penisola da almeno mille anni. Il “meticciato” genetico e culturale è una caratteristica dell’Italia come dell’intera umanità. Di più, è un bene. Sia sul piano strettamente biologico, sia sul piano culturale. È questo, in estrema sintesi, il contenuto del «manifesto antirazzista» che un gruppo di scienziati italiani – tra i primi firmatari Rita levi Montalcini, Enrico Alleva, Guido Barbujani, Laura Dalla Ragione, Elena Gagliasso Luoni, Massimo Livi Bacci, Alberto Piazza, Agostino Pirella, Frencesco Remotti, Filippo Tempia, Flavia Zucco – presenterà il prossimo 10 luglio a San …

Lodo e processi rinviati strappo all’uguaglianza

Cento costituzionalisti in campo contro il lodo-Alfano che sospende i processi delle quattro più alte cariche istituzionali e contro la norma blocca-processi. Il documento è intitolato “In difesa della Costituzione” ed è firmato da ordinari di diritto costituzionale e discipline equivalenti: tra essi gli ex presidenti della Consulta Valerio Onida, Gustavo Zagrebelsky e Leopoldo Elia. A coordinare la raccolta di firme è stato Alessandro Pace, presidente dell’Associazione italiana costituzionalisti. I sottoscritti professori ordinari di diritto costituzionale e di discipline equivalenti, vivamente preoccupati per le recenti iniziative legislative intese: 1) a bloccare per un anno i procedimenti penali in corso per fatti commessi prima del 30 giugno 2002, con esclusione dei reati puniti con la pena della reclusione superiore a dieci anni; 2) a reintrodurre nel nostro ordinamento l’immunità temporanea per reati comuni commessi dal Presidente della Repubblica, dal Presidente del Consiglio dei Ministri e dai Presidenti di Camera e Senato anche prima dell’assunzione della carica, già prevista dall’art. 1 comma 2 della legge n. 140 del 2003, dichiarato illegittimo dalla Corte costituzionale con la sentenza …