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“Si lavora di più si guadagna di meno”, di Nicola Cacace

Non avevamo bisogno dell’ennesima conferma dell’Ocse per sapere che l’Italia ha salari da fame, del 20% inferiori alla media e con orari più lunghi. Al recente convegno di Confindustria dal titolo suggestivo «più produttività e meno povertà», il dottor Torrini della Banca d’Italia ha avanzato il sospetto che il valore aggiunto sia sottostimato, quindi sia sottostimata la produttività e sovrastimata la quota dei salari sul Prodotto Interno Lordo. Nessuno degli autorevoli relatori ha ripreso il tema, importante per capire meglio i fattori della crisi italiana. L’Italia è tra i pochi Paesi ad alto costo di energia elettrica dove da anni l’intensità energetica rispetto al Pil aumenta, essendo i consumi di energia cresciuti nel quinquennio 2002-2007 a tassi doppi del Pil. Poiché la quota lavoro sul Pil è calcolata direttamente mentre la quota capitale solo come residuo, risulta evidente che con un Pil sottostimato la quota lavoro sul Pil risulti più grande. Questo significa che la riduzione della quota lavoro sul Pil documentata dai dati ufficiali dal 1993 al 2002 è continuata anche dopo sino al …

«Il valzer della paura», di Barbara Spinelli

Anche se il silenzio è vasto, sulle misure di sicurezza adottate in fretta da Berlusconi, c’è stato chi ha provato sgomento grande, apprendendo che il ministro dell’Interno Maroni aveva messo all’ordine del giorno, come provvedimento risolutivo, le impronte digitali imposte ai bambini Rom: hanno protestato insegnanti impegnati in difficili tentativi di inserzione, e pensatori, storici, politici d’opposizione. Ma le parole più nette, più indipendenti, meno nebbiose son venute dall’interno della Chiesa. Aveva cominciato l’arcivescovo di Milano Tettamanzi, denunciando gli sgomberi dei campi Rom in aprile («Si è scesi sotto il rispetto dei diritti umani»). Poi hanno parlato sacerdoti, vescovi, la Fondazione Migrantes. Infine è giunto l’editoriale di Famiglia Cristiana: un periodico che vende più copie di tutti i giornali (3 milioni di lettori) ed è presente in ogni chiesa. L’editoriale del direttore, Antonio Sciortino, non usa eufemismi. Parla di «misure indecenti», di un governo per cui «la dignità dell’uomo vale zero». Enumera verità giuridiche elementari: l’accattonaggio non è reato, la patria potestà tolta quando i genitori Rom sono poveri o in condizioni difficili viola la …

A proposito delle feste del Partito Democratico

La scorsa settimana ho partecipato all’inaugurazione della festa del Partito Democratico dell’Unione Terre d’Argine (Carpi, Campogalliano, Novi e Soliera) e ieri sera ho preso parte all’ iniziativa “Il governo dei territori, l’opposizione nel Paese: il profilo del Partito Democratico” insieme al Presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti e al Segretario provinciale del Partito Democratico Stefano Bonaccini. Ho avuto così l’occasione per riflettere nuovamente sul dibattito – a volte stucchevole, perché svolto solo attraverso una prospettiva meramente nominalistica: Feste de l’Unità o Feste democratiche? – avviato l’anno scorso a livello locale, e rilanciato quest’anno in sede nazionale, sul ruolo delle feste di partito, ritenute da alcuni un’ingombrante eredità novecentesca. Ebbene, tra gli amici e i compagni attivi negli stands delle feste del Pd invece ho trovato entusiasmo e voglia di partecipare e contribuire, attraverso iniziative di questo tipo, al radicamento e alla crescita del Partito democratico. Un entusiasmo che rappresenta per il Pd una risorsa fondamentale, soprattutto adesso che attraversiamo una fase politica certamente non felicissima. Naturalmente il Partito Democratico non può e non deve …

Le nostre controproposte alla manovra economica del Governo Berlusconi

Le richieste del PD sono state illustrate dal ministro dell’Economia del Governo ombra, Pierluigi Bersani, e dal consigliere economico, Stefano Fassina. “Di fronte ai dati sulle condizioni economiche delle famiglie – dice il PD – sull’andamento della finanza pubblica e sulle previsioni macroeconomiche chiediamo al Governo (anche formalmente, attraverso la risoluzione per l’approvazione del DPEF) di: portare l’inflazione programmata ad un livello sostanzialmente coerente con il mandato della BCE; ridurre la pressione fiscale nei confronti dei percettori di redditi di lavoro e di pensione attraverso l’innalzamento delle detrazioni dall’imposta sul reddito delle persone fisiche o un assegno o maggiorazione della pensione per i contribuenti incapienti (in alternativa all’elemosina attraverso la carta per la spesa, che dato le risorse per essa previste -200 milioni di euro solo per il 2008 equivarrebbe a poco più di due euro al mese per i pensionati al di sotto di mille euro di pensione). Innalzare le detrazioni fiscali sui redditi da lavoro e da pensione per un importo medio di 250 euro, vorrebbe dire compensare un punto di inflazione per …

Prof. Decleva, presidente Conferenza dei rettori delle Università Italiane: “La Manovra va modificata o il destino dell’università è segnato”

Per la parte riservata all’Università, la Manovra finanziaria del Governo richiede “una sostanziale revisione”, senza la quale “la sua portata risulterebbe dirompente e non sopportabile ” Riunita ieri in Assemblea straordinaria, la Conferenza dei Rettori ha votato all’unanimità il documento allegato. Ribadendo la volontà di contribuire alla riqualificazione della spesa, alla valorizzazione della qualità e del merito, alla piena attuazione di un sistema efficace di valutazione, alla chiara individuazione degli obiettivi ai quali collegare risorse e investimenti. “Ma è proprio quanto verrebbe compromesso e reso impossibile dalla Manovra così com’è ora”, afferma il Presidente della CRUI, Enrico Decleva, raccogliendo le forti preoccupazioni espresse dall’Assemblea. “Il nostro sistema universitario è già largamente sottofinanziato rispetto agli standard europei. Ci viene chiesto di sommare l’aumento inevitabile delle spese obbligatorie ai tagli che vengono ora previsti in crescita per cinque anni. L’università non reggerà l’impatto. Una situazione che determinerà inevitabilmente aumenti delle entrate proprie. Ivi comprese le contribuzioni studentesche. Ma che in ogni caso porterà inevitabilmente l’intero sistema universitario pubblico al dissesto”. “Inoltre, la limitazione delle assunzioni di personale …

“Non solo veline”, di Luca Ricolfi

La luna di miele fra l’Italia e il governo sta volgendo al termine. Non c’è bisogno di fare sondaggi per accorgersene: chi ha votato a sinistra pensa di aver fatto l’unica cosa possibile, mentre molti elettori di destra non nascondono la loro delusione e i loro dubbi. Eletto per occuparsi di noi, Berlusconi sembra preoccuparsi solo di sé: prima Rete 4, poi le intercettazioni, poi il processo Mills, poi il disegno di legge salva-premier, poi di nuovo le intercettazioni, i giornalisti, i magistrati. Però non è così. Mentre noi ci godiamo il calcio e il reality delle attricette raccomandate il governo sta lavorando alacremente, e quel che sta facendo in questo periodo avrà conseguenze durature sulla nostra vita. Il governo ha approvato un decreto sulla sicurezza e un decreto fiscale, ha presentato il Documento di programmazione economico-finanziaria (Dpef), si appresta a varare anticipatamente la legge finanziaria. Inoltre ha deciso che questa volta la manovra non riguarderà solo l’anno a venire (2009), ma inciderà direttamente anche sugli anni successivi. Che cosa ci riservano tutte queste iniziative? …

“Lavoro in Italia,molta flexi e poca security”, di Carlo Clericetti

ROMA – La presentazione del Rapporto sullo Stato sociale è quasi l’unico appuntamento, ormai istituzionale, dove ogni anno invece di parlare di tagli e riduzione delle prestazioni pubbliche si cerca di fare il punto sulla situazione del welfare in Italia, nei suoi diversi aspetti. Curato da Roberto Pizzuti, economista della Sapienza di Roma, è sostenuto dal Dipartimento di economia pubblica della stessa università e dal Criss (Centro di ricerca interuniversitario sullo Stato sociale). Il sottotitolo scelto scelto quest’anno è “Il tendenziale slittamento dei rischi sociali dalla collettività all’individuo”. In parole più semplici, ciò che si vuol mettere in evidenza è che negli ultimi anni, in tutti i paesi economicamente avanzati, tra le classi dirigenti e la maggior parte degli economisti sembra prevalere la teoria che una serie di compiti che lo Stato si era progressivamente assunto nel corso del secolo passato, e che hanno costruito i sistemi di sicurezza sociale quali noi li conosciamo, debbano invece essere affidati ai privati, o come gestione o addirittura come responsabilità individuale. L’esempio più evidente di questo processo è …