“I tagli antisprechi della Gelmini rischiano di uccidere l’Università”, di Paolo Bagnoli
Se l’anno prossimo il ministero taglierà circa 700 milioni di euro alle università non ci sarà bisogno, come si ostina a dire il ministro, di eliminare gli sprechi; con un’operazione sola se ne andrà praticamente tutto; sprechi compresi naturalmente. A quel punto, morta e sepolta l’università pubblica, sarà un risparmio generalizzato ed il settore, nolente o piacente, sarà costretto a privatizzarsi. Ma chi rileverà una situazione tanto onerosa? Al ministro Gelmini bisogna riconoscere il pregio, rispetto ai suoi colleghi di governo, di parlare poco. Quando lo fa, come in Parlamento, ove ogni tanto qualche cosa bisogna dire, appare tirata, impacciata, quasi si trovasse a disagio. Nelle occasioni in cui parla, tuttavia, batte sempre sul solito motivo: tagliare gli sprechi. E’ coerente, però. Al presidente della repubblica, che ha chiesto di non procedere ad una riduzione indiscriminata delle risorse, ha ripetuto l’amato ritornello. La questione continua ad essere altra. Sicuramente, come in ogni dove italiano, anche nelle università ci sono sprechi ed un malo utilizzo delle risorse; sicuramente, occorre rivedere il meccanismo dei corsi poiché il …
