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“Vincono le classi di 30 ore, fallisce la controriforma”, di Simone Collini

È una sonora bocciatura del governo». Anche per questo il 18 ci sarà uno sciopero di tutto il settore della conoscenza. Mimmo Pantaleo non ci gira troppo attorno. Il segretario della Flc-Cgil legge i dati degli scrutini intermedi forniti dal ministero dell’Istruzione e punta il dito soprattutto sulle scelte per le iscrizioni alla prima elementare: «È una sconfessione evidente delle politiche del ministro Gelmini sulla primaria».

Perché dice questo?

«Il 90% delle famiglie ha scelto il tempo prolungato: il 56% le 30 ore e il 34% le 40 ore, cioè il tempo pieno. Questo vuol dire che i moduli e gli orari che finora hanno caratterizzato la scuola primaria rispondono esattamente alla domanda espressa dalle famiglie, che non vogliono rinunciare ai tempi prolungati e al modulo dei tre insegnanti, due cose evidentemente interdipendenti».

Però la Gelmini ha confermato il “maestro unico di riferimento”.

«E allora ha confermato il tentativo di demolire la parte di eccellenza del sistema di istruzione italiano, che è appunto la primaria. Moduli e tempi orari garantivano una qualità di apprendimento molto elevata, tanto è vero che la nostra scuola elementare è tra le migliori d’Europa. La domanda delle famiglie conferma esattamente che l’orientamento è per quel tipo di scuola, e non per quello della Gelmini, che tra l’altro va incontro a una contraddizione evidente».

Quale contraddizione?

«Il governo ha previsto pesanti tagli che colpiranno tantissimi precari e non solo, con migliaia di licenziamenti sia tra il personale docente che tra quello tecnico amministrativo. Ora chiediamo a Berlusconi di rispettare gli impegni presi, cioè di garantire ciò che le famiglie avrebbero chiesto. Appare però difficile che ci possa riuscire, visto che il ministero dell’Istruzione ha fatto gli organici prevedendo classi di 27 ore. Insomma alla luce dei dati comunicati, non credo proprio che si non potrà soddisfare la domanda delle famiglie».

Neanche col maestro unico?

«Guardi, chiariamo un’altra cosa: avremo il maestro prevalente, non unico. Cioè avremo un maestro che farà le 22 ore previste dal contratto e poi avremo i maestri di religione, di inglese e in alcuni casi ci potrà essere anche un quarto maestro».

Quindi cosa cambia rispetto a prima?

«Che prima c’era un team, c’erano le compresenze, c’era una progettazione e dei moduli che garantivano una qualità nell’offerta formativa, mentre oggi avremo tanti insegnanti, ognuno dei quali applicherà il proprio modello pedagogico senza una comunicazione effettiva con gli altri».

Del boom di 5 in condotta che dice?

«Intanto, che nonostante questo la situazione del bullismo nelle scuole non è affatto migliorata. Basta aprire le cronache di questi giorni per rendersene conto. È chiaro che questo strumento non è un deterrente contro il bullismo. È soltanto un atto sanzionatorio puro e semplice, quando la scuola deve avere invece una missione didattica, pedagogica, formativa».

Unità, 2 marzo 2009

2 Commenti

  1. Annamaria dice

    Ognuno di noi deve, per quanto concerne la Scuola, fare la propria parte.
    Almeno prendere posizione, visto che i media certamente non sono capaci di fare “informazione”, ma solo un copia-incolla di quagliariello e bocchino, con una spruzzata di capezzone, la russa e un pizzico di uno dell’opposizione “a caso”.

    Il messaggio auspicato da Sonia è legittimo,ma ormai pressochè impossibile: non si possono più trovare i canali di un tempo, come, per esempio, una trasmissione con POCHI e COMPETENTI interlocutori ed un Giornalista capace di fare la prima e anche la SECONDA domanda.

    Bisogna quindi tornare non dico al ciclostile, ma certamente a mezzi di comunicazione più “interpersonali”, quando non tecnologici.
    L’informazione, senza la tv, è per forza parcellizzata, ma proprio per questo si deve ritornare al territorio ed ad un dialogo con la Gente (non la ggggente tout court): per questo spero che i Dirigenti carpigiani facciano presto sapere COME si presenteranno le future classi 1°, che dovranno (si spera) corrispondere ai desiderata dei carpigiani.

    Quando però dicevo che ognuno deve fare la propria parte è che ogni elemento COSTITUISCE la Scuola e ne deve rispondere personalmente: le Famiglie sono state investite di un ruolo potentissimo, che travalica ogni progetto educativo.
    Sarebbe interessante analizzare il “Come è andata”?

    Il personale Docente ha il compito di applicare una riforma che non sottintende un’Idea Pedagogica (ormai l’hanno capito tutti, spero), ma una necessità economica. Come assolverà a questo compito? Raggiungerà gli stessi risultati precedenti? E la mannaia di Brunetta riuscirà a cacciare (come sono certi i supporters del PdL) i nullafacenti scolastici, ormai “scoperti” perchè soli nella classe?

    Il personale NON Docente vedrà probabilmente modificato il proprio mansionario, se non vi saranno ulteriori appalti in sostituzione dei pensionamenti. Siete d’accordo? Va bene così?

    I Dirigenti Scolastici avranno tutto il personale ed i fondi necessari? Mi pare che le supplenze, quest’anno, abbiano avuto notevoli ritardi nei pagamenti…

    Quello che manca a questa riforma (che riforma non è) è la coscienza di avere messo in grave difficoltà i docenti della primaria, che si troveranno con classi sempre più numerose e sempre più complesse e, se me lo permettete, con genitori spesso non all’altezza di una situazione educativa.

    Aspetto i numeri, poi mi divertirò… forse.

  2. sonia dice

    Fate in modo che anche a tutti i cittadini /e (che non sono in rete) arrivi chiarissimo il messaggio ma soprattutto i risultati della “dura opposizione” ….per ora non scorgiamo granchè …

    grazie
    una mamma e bidella precarissima preoccupata…..

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