Anno: 2009

“Gli occhi del governo su polizia e pm”, di Giuseppe D’Avanzo

Ci sono molti modi per dare avvio a una riforma della giustizia. La si può discutere in pubblico come accade ancora in questi giorni o inaugurare in silenzio nuovi, possibili controlli del governo sull’ordine giudiziario a dispetto di ogni autonomia e indipendenza togata. Si manipola qualche inciso nei codici, si sposta una virgola di un articolo di legge e il pubblico ministero può perdere la direzione delle indagini e della polizia giudiziaria (lo si è già visto). O – nome di una necessaria rivoluzione tecnologica – si possono sottrarre addirittura la “proprietà” e le informazioni dei fascicoli processuali al pubblico ministero e al giudice delle indagini preliminari. È quel che può avvenire, nei prossimi giorni, quando entrerà nella sua fase di sperimentazione (nel primo trimestre a Napoli, nel secondo a Nola e Torre Annunziata, entro il quarto a Milano e Monza) il protocollo d’intesa firmato il 26 novembre 2008 tra il ministro per l’innovazione (Renato Brunetta) e della giustizia (Angelino Alfano). L’articolo 7 del protocollo prevede la “trasmissione telematica delle notizie di reato tra le …

Veltroni: «Il governo ha fallito, ma se il Pd si divide non vinceremo mai», di Bruno Miserendino

«Faccio ancora una volta un appello al Pd e ai suoi dirigenti: occupiamoci dell’Italia, siamo al paradosso di una destra che attacca il Pd e del Pd che attacca se stesso, per di più nel momento più drammatico, dal punto di vista sociale, della nostra storia più recente». Lo dice Walter Veltroni in un’intervista che comparirà domenica su l’Unità. «A volte mi sento Penelope», ammette il segretario. Nessuno, dice, abboccherà agli ami lanciati da Cesa e Casini: «Le persone a cui ineducatamente l’Udc si è rivolta sono tra i fondatori del Pd». Veltroni vede «un governo inerte, che da tre mesi non produce più nulla». Fermo sull’economia, senza ruolo e senza iniziativa sulla crisi mediorientale. «Si sono mossi tutti i premier, Berlusconi si occupa delle elezioni in Sardegna. È in perenne campagna elettorale, all’Italia serve un premier non un candidato premier». A Fini che sulla giustizia ha fatto proposte alternative a quelle del governo, Veltroni dice: «È la strada giusta, noi siamo pronti». Segretario, è cominciato l’anno ma il vecchio virus non sembra debellato. Anzi, …

Il grande bluff. Crolla il castello di carte del governo sulla percezione di sicurezza

Una recente indagine condotta dall’Espresso illustra come il problema della sicurezza, cavallo di Troia del governo Berlusconi, non è stato affatto risolto e che, anzi, i dati dimostrano come i risultati tanto sbandierati dalla destra sono un clamoroso bluff. La ricerca condotta da Gianluca di Feo ha evidenziato un aumento del numero degli stupri, delle rapine nei negozi e degli sbarchi di clandestini sulle coste italiane. Allora come è possibile che l’opinione pubblica non sappia nulla? Molto semplice, è perché nessun organo di stampa, soprattutto la televisione, ne parla! Nessuno ad esempio dice che il flusso di miglioramento della lotta contro il crimine è iniziato durante il governo Prodi e che i dati sbandierati dal governo sono parziali perché riferiti solo al periodo 2007, uno tra gli anni peggiori della nostra Repubblica per numero di crimini come conseguenza del famigerato indulto. A maggior ragione, non si mette in risalto che sono aumentati il numero degli sbarchi dei clandestini (36mila nel 2008) e delle violenze contro le donne che sono stati al centro delle recenti campagne …

Volantini su Gaza: «Inizia la terza fase»

GAZA – L’esercito israeliano ha lanciato volantini su Gaza avvertendo i residenti nella Striscia che «la terza fase della guerra al terrorismo (Hamas) sta per iniziare». Si estenderà quindi l’offensiva di terra anche nelle aree urbane, autorizzata giovedi dal gabinetto di guerra israeliano. ONU – Le Nazioni Unite hanno annunciato la ripresa della distribuzione di aiuti umanitari nella Striscia di Gaza, dopo aver ricevuto assicurazioni sulla sicurezza da parte di Israele. L’agenzia dell’Onu per i rifugiati palestinesi (Unrwa) aveva sospeso da giovedì scorso le sue operazioni a Gaza dopo che uno dei suoi convogli era stato colpito da proiettili d’artiglieria israeliani e un autista palestinese era rimasto ucciso. Il Comitato internazionale della Croce Rossa ha ridotto venerdì le sue attività a Gaza dopo che uno dei suoi veicoli è stato bersaglio di tiri, apparentemente israeliani. L’Alto commissario dell’Onu per i diritti umani vuole un’indagine «credibile, trasparente e indipendente» sulla strage del 4 gennaio a Zeitoun, dove l’esercito israeliano avrebbe bombardato una casa dove si trovavano 110 civili, di cui molti bambini, uccidendo trenta persone. Secondo …

Università, lettera aperta al Rettore Tomasi

In occasione del voto di fiducia alla Camera sul decreto 180 sull’Università, l’on. Manuela Ghizzoni, capogruppo del Pd nella commissione Istruzione della Camera, e l’on. del Pd Ivano Miglioli, componente della commissione Lavoro, hanno inviato una lettera aperta al Rettore dell’Università di Modena e Reggio Emilia, Aldo Tomasi. Egregio Rettore, Con l’ennesima fiducia posta dal Governo, è stato approvato il decreto 180 sull’università. Il Partito Democratico non ha fatto mancare le sue proposte, per restituire all’università il ruolo di volano dell’innovazione e del progresso sociale, economico del Paese. Purtroppo, Governo e maggioranza hanno voluto “blindare” il provvedimento. La Camera ha approvato quindi in via definitiva un testo imperfetto, modesto nei contenuti, miope e che non affronta i problemi di fondo del sistema universitario italiano. Il nostro auspicio è che gli atenei, e tra questi quello di Modena e Reggio Emilia che Lei dirige, utilizzino la nuova normativa per assumere personale di ruolo e contrastare il precariato, invece di stipulare contratti a tempo determinato come consente il Governo (i cosiddetti “ricercatori contrattisti” introdotti dalla contestata legge …

Obama: “Il mio attacco a più punte contro il tracollo dell’America”, di John Hardwood

Alla vigilia del suo discorso sull’economia, il presidente eletto degli Stati Uniti ha rilasciato un’intervista a John Hardwood per il New York Times e la CNBC. Eccone il testo integrale. Pare che il suo pacchetto di incentivi all’economia si aggiri intorno ai 775 miliardi di dollari. “È così”. Il rischio è fare troppo poco… Perché dunque fermarsi a una cifra come 775 miliardi di dollari? Perché non arrivare a quell’1,2 trilioni di dollari che gli economisti hanno raccomandato? Forse perché crede che una cifra così sia troppo politicamente carica di significato? O pensa che spendere di più sarebbe più un finanziamento più che un incentivo? O crede di aver individuato la cifra esatta che serve? “Penso che sia importante tener presente che ogni economista, conservatore o liberal che sia, a questo punto concorda sul fatto che dobbiamo predisporre un piano di recupero sostanziale, che ci aiuti a ridare slancio alla nostra economia, che sul breve periodo ci costerà caro, ma sarebbe estremamente più costoso veder l’economia avvitarsi su se stessa a vuoto come sta accadendo …

Istruzione, l’Eurostat boccia l’Italia “Quasi ultima per spesa nella Ue”

Con una spesa per l’istruzione pari al 4,4% del Pil, l’Italia è sestultima nella Ue, prima solo di Spagna, Grecia, Slovacchia, Repubblica Ceca e Romania. Dati rilevati da Eurostat , l’istituto statistico della commissione Europea, secondo i quali nel 2005 la spesa pubblica degli stati membri della UE per l’istruzione è pari, in totale, al 5% del pil. Il dato rilevato da Eurostat considera tutti i livelli di spesa pubblica, locali, regionali e nazionali, e comprende non soltanto le istituzioni scolastiche e universitarie ma anche le altre istituzioni che garantiscono il funzionamento del sistema educativo nazionale: ministeri e dipartimenti della pubblica istruzione, servizi, ricerca. Questi rilevamenti confermano, per alcuni versi, le polemiche seguite alle dichiarazioni del ministro Gelmini sulla spesa per l’istruzione in Italia. Nell’ottobre scorso, nel pieno delle contestazioni, il ministro dell’istruzione spiegava, dati alla mano, che il problema della scuola italiana è che si spende troppo e male. “Non è vero che in Italia si spenda poco per l’istruzione- dichiarava il ministro- anzi siamo tra i primi d’Europa”. Ma stando agli ultimi dati, …