Anno: 2009

“Il patto stupido e la prossima manovra triennale”, di Tito Boeri e Pietro Garibaldi

La Commissione Europea ha aperto una procedura per disavanzo eccessivo contro l’Italia. Certo, siamo in buona compagnia: sono venti gli Stati membri che non hanno rispettato le regole comunitarie sul bilancio. Ma il nostro caso nasconde un doppio paradosso. Imputabile essenzialmente al fatto che la manovra triennale avviata nel 2008 è stata particolarmente attenta a vincoli europei ormai del tutto anacronistici di fronte alla crisi. Senza affrontare i problemi strutturali del paese. Intanto, neanche i conti pubblici sono a posto. La vera manovra triennale sarà la prossima? Il Patto questa volta è davvero stupido. C’è dell’accanimento ragionieristico nella scelta della Commissione Europea di aprire procedure per disavanzo eccessivo nei confronti di 20 (su 27) stati membri. Mercoledì è stata la volta dell’Italia in compagnia di Austria, Belgio, Repubblica Ceca, Germania, Olanda, Portogallo, Slovenia e Slovacchia. L’avvio della procedura serve a infliggere una sanzione politica, segnalando all’opinione pubblica governi che non rispettano le regole comuni. Ma quando sono tutti a violare le regole, la sanzione diventa un semplice adempimento burocratico. Come chiedere a un’intera classe indisciplinata …

“In arrivo una leggina per tagliare la prescrizione del caso Mills”, di Liana Milella

ROMA – Al tappeto dopo il micidiale knock out della Consulta sul lodo Alfano il team giuridico del Cavaliere sbanda, si divide, ma già è al lavoro su nuove sorprese ad personam. Una su tutte: intervenire di nuovo sui tempi di prescrizione, dopo il pesante intervento della Cirielli, nel disperato tentativo di far “morire” subito il processo Mills. Niccolò Ghedini e Angelino Alfano escono azzoppati dalla partita sullo scudo congela-processi, ma ancora a loro due si è rivolto il Cavaliere per esigere, in tempi brevi, una legge che spunti le armi dei magistrati milanesi. «Non voglio governare con l’incubo delle udienze, datevi da fare» gli ha detto liquidandoli. Tacchi indietro, i due si sono messi al lavoro. E adesso, in queste ore, nello studio di Ghedini e nelle stanze di via Arenula, comincia a prendere forma un disegno di legge “leggero” in cui mettere al primo posto i nuovi limiti della prescrizione e poi altre tre “creature” ghediniane, poteri potenziati delle difese a scapito dei giudici, ricusazione più facile delle toghe, stretta nell’utilizzo delle sentenze …

“Alunni e maestri nelle classi come in trincea”, di Ilaria Venturi

In una prima a tempo pieno delle Don Milani i bambini hanno una sola maestra «fissa». L´altra, in maternità, lavora solo al venerdì pomeriggio. Così dal lunedì al giovedì c´è la supplente. Poi siccome la maestra «fissa» è stata messa a fare inglese in altre tre classi, dove mancava l´insegnante specializzata, i piccoli vedono arrivare in aula altre due maestre al martedì e al giovedì pomeriggio. Immaginate le loro facce al loro primo anno di scuola. E quelle dei loro genitori, infuriati. Le maestre allargano le braccia: «E´ un delirio». La scuola è iniziata da un mese. Ma come? «Male», ribattono docenti e famiglie. Sintetizza Romana Veronesi, insegnante alle elementari Scandellara: «La sensazione che proviamo, ogni giorno, è quella di essere in trincea». Dai soldi tirati fuori dai genitori anche per il collegamento Internet – succede alle medie Zanotti e alle elementari Albertazzi – alla girandola di insegnanti in quasi tutte le classi. C´è di tutto, grandi e piccoli disagi causati dai tagli. Non a caso alla rotonda di via Marco Polo l´altro giorno è …

“Alunni con disabilità e livelli essenziali d’istruzione: modalità d’uso”, di Francesco Marcellino*

I livelli essenziali di istruzione nel nostro Paese e i diritti realmente esigibili: proviamo a capire cosa possono fare da una parte dirigenti scolastici e insegnanti, dall’altra i genitori degli alunni con disabilità, in questo caldo inizio dell’anno scolastico 2009-2010, contraddistinto da tanta preoccupazione, soprattutto per i numerosi casi di riduzione delle ore di sostegno, per la riduzione o la mancanza dell’assistenza di base e di quella specialistica e anche per i problemi legati alla formazione delle classi Nel mese di giugno scorso, ho realizzato un contributo pubblicato da questa testata (Insegnanti di sostegno «in deroga». le norme e le questioni costituzionali: lo si legga cliccando qui), che analizzava la normativa sull’assegnazione degli insegnanti di sostegno agli alunni con disabilità e i non pochi risvolti costituzionali sull’argomento. Analisi che – e di questo colgo occasione pubblica per ringraziare tutti – ha trovato consensi e confronti con molti operatori (e non) del settore. Analisi che, tra l’altro, temeva l’ondata di un “terribile settembre” per molti familiari di alunni con disabilità. Purtroppo, quello che già si paventava …

“Nessun ateneo italiano tra i primi 150”, di Giulio Benedetti

ROMA — Edizione 2009 della classifica del Times Hi­gher Education Supplement. Zero novità per i nostri atenei. Tra le prime centocinquanta università nessuna è italiana. L’«Alma Mater» di Bologna, unico segnale positivo, sale dal 192? al 174? posto. «La Sa­pienza » di Roma mantiene la posizione 205. Insomma anco­ra una conferma autorevole sulle difficoltà del nostro siste­ma di far crescere al suo inter­no atenei di eccellenza, in gra­do di svettare in cima ai vari ranking seguiti con sempre maggiore attenzione da fami­glie e aziende. «La classifica del Times conferma clamoro­samente quello che abbiamo sempre sostenuto, cioè che il sistema universitario italiano va riformato con urgenza — è il commento del ministro Ma­riastella Gelmini —. Siamo agli ultimi posti nelle classifi­che mondiali. Per questo moti­vo presenteremo a novembre la riforma dell’Università, con l’obiettivo di promuovere la qualità, premiare il merito, abolire gli sprechi e le rendite di posizione». L’elenco stilato dal «Times» fotografa la sfida tra le univer­sità statunitensi e le sempre più aggressive e competitive università britanniche e cine­si. Un’occhiata alla classifica delle prime 100 …

“La filosofia dell’utilizzatore”, di Chiara Saraceno

Il premier che «adora le donne», come ha graziosamente risposto al giornalista spagnolo che lo interrogava sulle sue frequentazioni, perde non solo le staffe, ma ogni senso della buona educazione e del limite appena una donna, una sua collega parlamentare e vicepresidente della camera, si permette di criticarlo. Nella cultura da caserma in cui sembra trovarsi a suo agio quando tratta di donne e con le donne, non gli basta insultarla genericamente come comunista mangiabambini, come fa di consueto con gli oppositori del suo stesso sesso. Non può trattenersi dall´appoggiare il suo disprezzo ad un giudizio estetico. Confermando che per lui – per altro brutto, tinto e rifatto, oltre che piuttosto anziano – le donne si dividono in due categorie: quelle (per lui) guardabili e potenzialmente utilizzabili (se non già utilizzate), la cui intelligenza è eventualmente un optional e comunque non deve velarne il giudizio obbligatoriamente positivo nei suoi confronti, e tutte le altre. Le non convenzionalmente belle e le anziane sono accettabili solo se adoranti. Altrimenti cadono sotto la mannaia del giudizio di non …

“La notte della repubblica”, di Massimo Giannini

Sappiamo bene che la notte della Repubblica berlusconiana è appena agli inizi. E sappiamo altrettanto bene che, con il Cavaliere, a scommettere sul peggio non si sbaglia mai. Ma vorremmo rassicurare il presidente del Consiglio: non c´è bisogno di aspettare il prossimo strappo costituzionale, o la prossima intemperanza verbale, per vedere «di che pasta è fatto», come minaccia lui stesso. L´avevamo capito da un pezzo. Abbiamo avuto una prima conferma due sere fa, subito dopo la sentenza che ha bocciato il Lodo Alfano, con le accuse infamanti contro Giorgio Napolitano. Poi una seconda conferma ieri sera, con il farneticante documento del Pdl che rilancia le accuse incongruenti contro la Consulta. A lasciare basiti non è solo la violenza politicamente distruttiva degli attacchi contro tutti gli organi di garanzia: presidenza della Repubblica, Corte costituzionale, giudici ordinari. Ma è anche e soprattutto la valenza tecnicamente “eversiva” del ragionamento con il quale il premier (purtroppo sempre insieme ai docili maggiorenti del suo partito) sta delegittimando, in un colpo solo, le tre più alte magistrature della Repubblica. Di fronte …