Anno: 2010

Il PD alla Perugia-Assisi. In marcia per la pace

“E’ proprio vero: c’è troppa violenza in giro. La preoccupazione attorno alla quale questo 2010 il Tavolo della Pace sta orientando la storica marcia Perugia Assisi non può non coinvolgere anche il Partito democratico. Per questo – non è una novità ma l’impegno va costantemente rinnovato – anche quest’anno il Pd aderisce alla Marcia e moltissimi suoi esponenti percorreranno insieme a tante altre persone quella strada che simbolicamente Aldo Capitini volle, nel lontano 1961, trasformare nell’affermazione dei principi del pacifismo e della non violenza. All’epoca era la guerra fredda a scuotere le coscienze dei cittadini di buona volontà. Oggi ancora guerre e violenze ci chiamano alla mobilitazione. Guerre lontane geograficamente e violenze che percorrono anche la nostra società, che ci sono vicine. L’impegno del Partito democratico non può che essere con la Marcia Perugia Assisi. C’è troppa violenza, troppa indifferenza verso gli altri, verso i deboli: il Pd ha nel suo Dna, nelle sue culture politiche questi valori. Per questo saremo con voi”.Con queste parole Pier Luigi Bersani ha annunciato l’adesione del Pd alla Marcia …

"La religione a scuola fa media: che errore", di Pierluigi Battista

Il verdetto del Consiglio di Stato danneggia gli studenti che non la scelgono. Rendere implicitamente obbligatorio il facoltativo. Trasformare una libera scelta in una convenienza. Gratificare chi opta per l’ora di religione di una condizione di vantaggio rispetto a chi, per le più diverse ragioni, decide di non avvalersene. La sentenza del Consiglio di Stato che stabilisce l’importanza determinante dell’insegnante di religione «ai fini dell’attribuzione del credito scolastico» intacca un principio d’eguaglianza e introduce un criterio di esclusione per chi quel «credito» non può (o non vuole) accumularlo. C’era un modo migliore per rinfocolare le annose polemiche sull’ora di religione a scuola? Per riaprire l’interminabile contesa sulla rilevanza della religione nella scuola pubblica? La conoscenza della religione cristiana ha un ruolo importantissimo nel nostro patrimonio culturale: ridurla a pratica burocratica da sbrigare per un curriculum scolastico non è però la via maestra per valorizzarla. La sentenza del Consiglio di Stato ricorre a un escamotage, applicando gli stessi parametri ai corsi «alternativi». Ma tutti sanno che quei corsi sono assenti nella grande maggioranza delle scuole. Con …

Idratazione e alimentazione diventano obbligatorie

BIOTESTAMENTO Via libera in Commissione Affari sociali al ddl. Della Vedova (Pdl): «Testo massimalista». Non c’è pace per il disegno di legge sul testamento biologico, approvato ieri dalla Commissione affari sociali della Camera «peggiorato rispetto al testo del Senato», per utilizzare le parole di un deputato del Popolo delle Libertà, Benedetto Della Vedova. Che ha spiegato: «E’ un ddl massimalista sul piano ideologico, fragile su quello normativo e perfino più contraddittorio del precedente». Il motivo è presto detto. Nel nuovo testo licenziato ieri – e che entro giugno dovrebbe arrivare nell’aula di Montecitorio dopo aver passato il vaglio delle Commissioni Bilancio e Affari costituzionali – viene esplicitamente affermato che l’idratazione e l’alimentazione artificiali non potranno far parte del biotestamento. Il testo prevede che tali trattamenti sanitari potranno essere sospesi non più soltanto per i pazienti in stato di coma vegetativo permanente, ma anche «in casi eccezionali», in situazione di fine vita. Si tratta tuttavia di «casi» estremi, e cioè quando il paziente non è più in grado di assimilare acqua e sostanze nutritive, o quando …

«La crisi è devastante, l'Europa non si rende ancora conto della gravità», intervista a Jacques Attali di Stefano Miliani

Finché c’è vita c’è speranza, per dirla alla Alberto Sordi. Ciononostante anche se non tutto è perduto siamo messi male e non ce ne rendiamo conto come dovremmo. A partire da noi europei, cittadini, governanti, élites, almeno a leggere Sopravvivere alla crisi dell’intellettuale francese Jacques Attali. Il quale, se deve indicare un film che rispecchi il suo pensiero sul nostro oggi fosco e turbolento, indica Blade Runner , capolavoro di Ridley Scott tratto da un romanzo di Philip K. Dick che immagina un futuro cupo, devastato nell’ambiente e nelle relazioni umane, e che solo nella prima versione tagliata e piegata al mercato prefigura una possibile speranza. Di Attali l’editore Fazi ha appena dato alle stampe il suo saggio-pamphlet Sopravvivere alla crisi . Conferenziere, giornalista, considerato una delle menti più brillanti d’Europa, già primo presidente della Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo, già alla guida della Commissione per la liberazione della crescita nel governo Sarkozy e al contempo direttore della Ong per il microcredito nei paesi in via di sviluppo Planet Finance, questo intellettuale …

"Solo con le intercettazioni si può vincere la guerra contro gli evasori", di Oreste Pivetta

Se le parlo da ufficiale, le dico che il paese è sano. Rappresentando l’istituzione non posso darle risposte troppo brutte… In confidenza le direi che quasi tutti gli operatori economici evadono il fisco, che non evade solo chi non è capace. Il paese è sano? Un corno. L’evasione fa paura…». Grazie. Lo dice uno che al fisco non ha rubato neanche un centesimo e ammira la Guardia di Finanza come si può ammirare l’angelo vendicatore e sterminatore. L’ufficiale delle Fiamme gialle che mi parla, due lauree, una in scienze politiche, un’altra in giurisprudenza, un master alla Bocconi, scuole di specializzazione, indagini dagli esiti clamorosi (ci sono Berlusconi e Mediaset nel suo libro nero), mi racconta il suo mestiere. Si spiega subito e trascrivo: «Le verifiche fiscali vengono effettuate in presenza di elementi che già si hanno agli atti, perché quando si inizia una verifica cosiddetta di iniziativa senza avere elementi in mano è difficile che si riesca a individuare qualche cosa che vada al di là delle semplici irregolarità formali». Non c’è il cadavere in …

"L'agonia della scuola italiana", di Fausto Pacciato

La scuola italiana è povera in canna. Il governo ha smesso di considerarla, come hanno sempre fatto anche i governi precedenti, un sistema migliorabile tramite adeguati cambiamenti. Negli anni scorsi almeno andava in scena il finto dibattito tra maggioranza e opposizione sulle riforme. Adesso si rinuncia anche alla commedia e si va al sodo. A colpi di machete, viene tagliato non solo il tagliabile ma anche lo stretto necessario, dagli edifici che vanno in malora ai posti di lavoro. Docenti che perdono l’insegnamento, personale sussidiario decimato, clima di precarizzazione nell’unico scopo confessato senza pudore: un risparmio selvaggio su ciò che rimane del sistema educativo, su tutto ciò che ha a che fare con la Cultura. Al Veneto il trattamento non viene certo evitato e anche qui i dirigenti scolastici cominciano a rivolgersi alle famiglie per farsi aiutare, per tenere in piedi la baracca che rischia di non poter più fornire un servizio nei confini della decenza. In questa opera di sistematica demolizione (la crisi economica non sta scatenando la stessa follia in altri Paese europei) …

Nucleare velleitario

Nessuna ideologia. Il no del Pd sul ritorno al nucleare ha motivazioni ben radicate nelle coscienze delle persone e su dati scientifici che l’approssimazione del governo continua a trascurare. La risposta di Bersani alla lettera degli scienziati. Non si è fatta attendere la risposta di Pier Luigi Bersani alla richiesta da parte di Umberto Veronesi, Margherita Hack e altri scienziati ed intelletuali circa la posizione di chiusura del Pd sul ritorno al nucleare. Una risposta politica che ha voluto ribadire come il Pd non sia un partito che si oppone al miglioramento tecnologico e scientifico, né tanto meno, sia legato ad ideali utopici e approssimativi circa lo sviluppo e il buon utilizzo delle risorse energetiche. Per il segretario Bersani “il nostro no alla proposta del governo sul nucleare non ha assolutamente niente di ideologico. E’ un appello amichevole, ma noi contestiamo le velleità di un piano che non si occupa di alcuni argomenti centrali come la dipendenza tecnologica, le condizioni di sicurezza, la gestione degli esiti del vecchio nucleare, il decomissioning, le scorie, che mette …