Anno: 2010

"Berlusconi batte il non voto", di Federico Geremicca

E così, nonostante l’astensione che avrebbe dovuto penalizzarlo, le inchieste che lo riguardano, l’esclusione della sua lista nella provincia di Roma ed una certa stanchezza nell’azione del governo, Silvio Berlusconi – un po’ a sorpresa rispetto alle ultimissime previsioni – ha largamente vinto anche questa tornata elettorale. Governava in due sole Regioni (rispetto alle 11 del centrosinistra) e da oggi ne amministra sei. Conferma, come da pronostico, Lombardia e Veneto; guadagna, come scontato da settimane, Campania e Calabria; ma soprattutto conquista il Lazio – nonostante l’assenza di liste Pdl nella capitale – ed espugna il Piemonte, che da oggi diventa una Regione a trazione leghista. Il Pd perde ma non frana, confermandosi partito-guida in sette Regioni. All’opposto, il Pdl mette nel carniere quattro nuovi governi regionali, ma ottiene un deludente risultato come partito, arretrando non solo rispetto alle europee di un anno fa ma anche alle elezioni regionali del 2005. E se i risultati dei due maggiori partiti in campo sono in qualche modo in chiaroscuro – e si prestano a esser dunque letti in …

"La Gelmini cancella la Resistenza", di Alessandra Ricciardi

Il consigliere del ministro, Max Bruschi: non è una scelta politica, possiamo precisarlo. Semplicemente non c’è. Nei nuovi programmi di storia che si studieranno dal prossimo anno nei licei non si parla di Resistenza. Così come antifascismo e Liberazione non sono neanche citati. Il buco è al quinto anno, dedicato allo studio dell’epoca contemporanea, dall’analisi delle premesse della I guerra mondiale fino ai nostri giorni. La nuova articolazione, spiegano dal dicastero di viale Trastevere, è stata dettata dalla necessità di evitare che succedesse, come spesso è successo, che non si arrivasse neanche a fare la II guerra mondiale. Troppo poco, ecco perché la commissione per la storia, presieduta da Sergio Belardinelli, ha deciso di assegnare un intero anno di studi al Novecento. Nella formulazione dei temi fondamentali, le indicazioni nazionali precisano che «non potranno essere tralasciati i seguenti nuclei tematici»: l’inizio della società di massa…«il nazismo, la shoah e gli altri genocidi del XX secolo, la seconda guerra mondiale, la guerra fredda (il confronto ideologico tra democrazia e comunismo), l’aspirazione alla costruzione di un sistema …

"La Grande Padania all´orizzonte tra Berlusconi e il fido Tremonti", di Alberto Statera

Da oggi il torvo presagio dell´anonimo sull´elezione di Zaia, che il suo predecessore berlusconiano Giancarlo Galan considera, con molti altri, tra i peggiori ministri dell´Agricoltura che l´Italia repubblicana abbia mai avuto, diventa un dato politico da analizzare senza gli occhiali della finzione letteraria, incrociandolo con il risultato piemontese ottenuto da Roberto Cota contro Mercedes Bresso e con il successo leghista sopra e sotto il Po. In Umbria e persino in Emilia Romagna, tradizionali enclave rosse. «La volpe infida che era pronta a far razzia nel nostro pollaio», come disse una volta Umberto Bossi di Silvio Berlusconi, prima di conquistare la golden share che da due anni esercita sul governo di Roma, ha perso ieri la partita del Lombardo-Veneto, consegnandolo a una valanga di voti e ai primi governatori leghisti nella storia d´Italia. I quali promettono di trasformare le bianche praterie parrocchiali che furono calcate dal moderatismo democristiano dei Rumor e dei Bisaglia, e persino lo strapotere della famiglia capitalistica regnante di Torino, nella trincea avanzata del neofeudalesimo leghista, fatto di localismo e protezionismo, di paure …

Regionali, si va verso il 7 a 6

Dopo una battaglia all’ultimo voto vanno 7 regioni al centrosinistra, con il blocco dell’Italia centrale che conferma il proprio orientamento e il Sud dove spicca l’affermazione di Nichi Vendola in Puglia. Nel Lazio i giochi sono fatti a favore del centrodestra, che al Nord conquisterebbe Piemonte, Lombardia e Veneto e segnala una forte avanzata della Lega. E’ il quadro che esce dalle elezioni regionali mentre lo scrutinio e’ alle battute finali. PIEMONTE – La Regione sembra passare al centrodestra. Il leghista Roberto Cota ha dato filo da torcere a Mercedes Bresso, governatore uscente che si e’ ripresenta per il centrosinistra, ma il distacco si mantiene attorno a un punto. Con Zaia in Veneto, Cota inaugura quindi la stagione dei governatori ‘made in Carroccio’. E in Piemonte la lista del Carroccio incassa oltre il 17%. LOMBARDIA. Roberto Formigoni, centrodestra, si avvia ad affrontare il suo quarto mandato alla guida della giunta lombarda. Con il 56% delle preferenze e uno stacco di circa 23 punti dal suo avversario, Filippo Penati, appoggiato da Pd, Idv e una serie …

Boom del grillini in Emilia Romagna: il candidato under 30 sfiora il 7%

Dopo l’astensionismo, piccola grande vittoria della cosiddetta “antipolitica” capitanata da Beppe Grillo: snobbato dai politici di razza, lontano da televisioni e giornali, il comico ha fatto a modo suo ed è sceso in piazza, quella reale e quella virtuale. I media non hanno prestato particolare attenzione al suo Movimento a cinque stelle ma in queste ore si profila un colpaccio. In Emilia è addirittura boom per il suo candidato Giovanni Favia, nato nel 1981, che vola al 7%. «Sono soddisfatto ma sinceramente ce lo aspettavamo perchè ai nostri banchetti la gente si fermava e chiedeva mentre quelli del Pd e Pdl erano mezzi vuoti». Così Giovanni Favia, candidato alla presidenza della Regione Emilia Romagna per il Movimento 5 stelle-lista Grillo, commenta l’exploit elettorale che lo vede al 6,9% quando sono state scrutinate 3.698 sezioni su 4.513. «Il vero voto di protesta è quel 10% che non è andato a votare» prosegue Favia, precisando che «la gente ha visto che noi non siamo l’antipolitica, ma vogliamo fare la politica vera e lo possiamo fare anche all’opposizione». …

Elezioni 2010, dalle 15 urne chiuse (aggiornamento in tempo reale)

Circa 41 milioni di italiani sono stati chiamati a rinnovare 13 amministrazioni regionali, quattro provinciali e 460 comunali. In forte calo l’affluenza, un dato che preoccupa entrambi gli schieramenti politici 21:54 Spoglio reale: Emma Bonino aò 50.03%, Polverini 49.40% Spoglio reale: quando lo scrutinio nel Lazio ha superato i due terzi, meno di un punto separa Emma Bonino da Renata Polverini.I dati del Viminale relativi a 3.461 sezioni su 5.266 assegnano a Emma Bonino il 50,03% e a Renata Polverini il 49,40%. 21:51 Migliavacca (Pd): “Avanziamo di 2-3 punti rispetto europee 2009” Maurizio Migliavacca (Pd): “Il Pd avanza sensibilmente rispetto alle europee del 2009, di 2-3 punti”. 21:48 Finocchiaro: “La vittoria delle Lega stravolge equilibri nel Pdl” Anna Finocchiaro (Pd): “La stravittoria della Lega stravolge l’equilibrio tra Pdl e Lega. Poi ha definito “soddisfacente” il risultato del Pd, che ha finora conquista sette regioni. “Se poi ne arrivano altre due – ha concluso – sarà ancora più soddisfacente”. 21:46 Liguria: Biasotti telefona a Burlando: “Auguri, presidente” Sandro Biasotti, candidato del centro destra in Liguria, ha …

"Macchè lamentosi, a chiedere soldi siamo costretti", di Maristella Iervasi

Per una scuola come la mia, con ottocento studenti frequentanti, se fossimo in Svezia riceveremmo 4milioni e 700mila euro». Ma siamo in Italia e l’istruzione pubblica è ridotta a Cenerentola. Al liceo Classico “Socrate” di Roma, nel popolare quartiere della Garbatella, la dirigente – professoressa Gabriella de Angelis – è costretta suo malgrado a chiedere un contributo di cento euro alle famiglie per tirare avanti. Una “tassa” per il funzionamento che altrove è di 150euro l’anno e da volontaria sta sempre di più diventando un “obolo” obbligatorio. Il motivo di tutto questo? Le casse vuote delle scuole e la perenne “sofferenza” degli istituti scolastici che avanzano dallo Stato crediti per milioni di euro che il governo continua a negare. I fondi arrivano solo per le private, la pubblica è stata messa in mutande. Ma la Gelmini, “maestra unica” dell’Istruzione, bacchetta i presidi e fare promesse che suonano come propaganda. Come l’ultimo “verbo” diffuso dalle colonne del Messaggero: «I presidi con troppa leggerezza chiedono contributi alle famiglie.Sono contraria, va evitata questa prassi lamentosa. La scuola è …