Anno: 2010

Decreto Legge Incentivi: che bluff!

Pochi fondi, per pochi settori, per pochi mesi: ecco come il governo risponde alla crisi economica. Bersani: “Fanno pasticci. E’ come con le liste, siamo in mano a gente che non maneggia gli attrezzi del mestiere” Incentivi in salsa Scajola-Berlusconi, ovvero pochi e per pochi. Alla crisi economica il consiglio dei Ministri risponde con qualche spicciolo e tanto buonumore: il tutto condensato in un decreto, un altro decreto. “Un fondo da 300 milioni per incentivare lo sviluppo e aiutare i settori in crisi” annunciava pomposamente il ministro dello Sviluppo Economico Scajola una settimana fa, peccato che tanto entusiasmo non sia accompagnato da una reale conoscenza della situazione in cui versano, da ormai due anni, imprese e famiglie. Il fondo fornisce sconti per l’acquisto di cucine, forni, lavastoviglie, motocicli, ma solo fino ad esaurimento delle risorse. Al raggiungimento della soglia dei 300 milioni di euro, tutto tornerà come prima: niente ammortizzatori, niente investimenti, ognuno pensi per se! Ma non è tutto. Per scorgere le magagne nel nuovo decreto non c’è bisogno di aspettare l’esaurimento dei fondi. …

Onda Libera

“Rai per una notte” fa il pieno di ascolti mentre TG1 e TG5 sono multati dall’AgCom per non aver rispettato la par condicio ai danni del PD. Bersani: “Questo dimostra che la censura oggi è un’assurdità, un boomerang”. Per via di una falsa par condicio Santoro fa più del 10% di share ma senza la Rai, che viene multata (assieme a Mediaset) per lo squilibrio a danno del PD nella penultima settimana di campagna elettorale. “L’uso che Minzolini, Masi e Berlusconi hanno fatto della televisione pubblicata, pagata coi soldi di tutti, è un uso criminoso”. 8 anni dopo l’editto bulgaro, che di fatto estromise Santoro, Biagi e Luttazzi dalla Rai, è proprio il comico romagnolo a togliersi il sassolino dalla scarpa, e il Pala Dozza di Bologna gli tributa uno scrosciante applauso. È successo anche questo a “Rai per una notte”, la serata organizzata da Michele Santoro e dalla FNSI, contro il regolamento RAI che ha sospeso per tutto il periodo elettorale le trasmissioni di approfondimento giornalistico. Simile a una puntata di Anno Zero, ma …

«Obbligo di istruzione nell'apprendistato. 126 mila ragioni per essere contrari», di Fabrizio Dacrema e Anna Teselli

La nuova legge in materia di lavoro, nota per l’introduzione di norme sull’arbitrato che aggirano l’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori, rende anche possibile assolvere l’obbligo di istruzione nei percorsi di apprendistato. I sostenitori di questa norma, il Ministro Sacconi in testa, la giustificano come una chance data a quei 126.000 ragazzi in età compresa tra i 14 e i 17 anni (5,4%, per la precisione 125.853 su un totale di 2.326.298) che nell’anno scolastico e formativo 2008/09, secondo l’ultimo Rapporto Isfol, risultano fuori da ogni tipo di percorso di istruzione e formazione. Questi ragazzi, sulla base delle leggi vigenti, dovrebbero assolvere all’obbligo di istruzione fino a 16 anni e per questa ragione non potrebbero lavorare (anche l’età minima per l’accesso al lavoro è stata innalzata a 16 anni dalla stessa legge che ha innalzato l’obbligo di istruzione): da 16 a 18 anni dovrebbero invece essere inseriti in un percorso formativo. Siamo di fronte ad un problema grave di dispersione scolastica e formativa che vede il nostro paese fortemente in ritardo rispetto agli standard europei, …

“Bene la Sicar ma il governo continua a negare la crisi”

Soddisfazione dell’on. Ghizzoni per l’esito della vertenza ma preoccupazione per il futuro La deputata carpigiana Manuela Ghizzoni, che in più di un’occasione è intervenuta nel corso della vertenza della Sicar, incontrando anche proprietà e lavoratori in lotta, esprime la propria soddisfazione per la conclusione della vicenda ma sottolinea le preoccupazioni per il futuro. “Finalmente – dichiara la parlamentare del Pd – e grazie al ‘Patto per attraversare la crisi’ siglato nella primavera del 2009 tra Regione Emilia-Romagna, Associazioni d’Impresa e Sindacati, è stato possibile trovare una prima soluzione positiva alla complessa vicenda della Sicar di Carpi con la previsione della Cigs per altri sei mesi, la mobilità con incentivi e altre misure accolte con favore dai lavoratori. Resta la preoccupazione per il futuro – aggiunge Ghizzoni – perché molte imprese, come accaduto per la Sicar , stanno raggiungendo il termine di utilizzo degli ammortizzatori e il ricorso a quelli in deroga della Regione è ancora l’unica strada possibile per continuare a garantire tutele ai lavoratori. Penso ad esempio alla Steton e alle altre aziende del …

"Il pericolo", di Mario Pirani

Correva l´anno 1952 e Roma venne chiamata ad eleggere il suo Consiglio comunale. Erano elezioni normali. La guerra era finita da sette anni, nel 1947 si era ricominciato a votare. La Costituzione era stata approvata con l´unità di tutti i partiti antifascisti, che nel 1948 si erano divisi e contrapposti: a sinistra i comunisti e i socialisti, al centro-destra la Dc e i partiti laici minori (social-democratici, repubblicani e liberali). Tra questi due schieramenti, divisi anche sul piano internazionale, gli uni con l´Urss, gli altri, orientati dall´America e dal Patto Atlantico, si svolgeva il confronto. Un confronto anche asperrimo ma che mai superò i limiti della convivenza democratica. All´estrema destra, fuori di quello che si chiamava l´«arco costituzionale», i monarchici e l´Msi che allora si richiamava apertamente al fascismo repubblichino di Salò avevano un diritto di tribuna in Parlamento e nel Paese, ma non potevano aspirare a tornare al governo poiché rappresentavano esplicitamente quei valori politici, o, meglio, quei disvalori (tirannia, guerra, monarchia, razzismo) , da cui gli italiani si erano liberati solo qualche anno …

Regionali, Parlano i candidati del centrosinistra

Pubblichiamo di seguito, regione per regione, le interviste realizzate da l’Unità ai candidati governatori del centrosinistra Emilia-Romagna – Vasco Errani: «Coesione sociale e innovazione, così sfidiamo la crisi», di Gigi Marcucci Noi non vogliamo vincere a tavolino. Mi auguro, come è successo per la Polverini, che il Tar possa risolvere la questione sorta anche in Lombardia, nel pieno rispetto delle regole». Vasco Errani, presidente della Regione Emilia-Romagna e candidato dal centrosinistra alla terza riconferma, segue sul Televideo l’evoluzione del pasticcio elettorale sorto con la presentazione delle liste. Respinge l’ipotesi di barattare le elezioni a Bologna, necessarie dopo le dimissioni del sindaco Flavio Delbono, travolto da un’inchiesta giudiziaria, con lo stravolgimento delle norme. «Bologna è un’altra storia: bisogna decidere se con un atto di responsabilità di tutte le forze politiche, si decide di dare ai cittadini la possibilità di eleggere il loro sindaco». Niente a che fare con la questione delle liste, dove ci sono «regole e scadenze» che evidentemente non sono state rispettate. Poi Errani torna alla sua campagna elettorale, ai tentativi d’assalto alla «regione …