Anno: 2010

Il Governo del (potrebbe) fare (un decreto interpretativo) – (Newsletter n° 3 – marzo 2010)

Il decreto interpretativo per salvare le liste il Governo l’ha fatto. E adesso? Si potrebbe fare un decreto interpretativo sulla crisi solo apparente e sulla disoccupazione inesistente; si potrebbe fare un decreto interpretativo sui problemi dei ricercatori e i tagli all’università italiana; si potrebbe fare un decreto interpretativo che dimostri che i bilanci delle scuole non sono in rosso e che  l’istruzione non rischia di andare letteralmente a rotoli; si potrebbe fare un decreto interpretativo per assegnare la vittoria delle elezioni in Francia alla destra; si potrebbe fare un decreto interpretativo che spieghi che la mafia non esiste; si potrebbe fare un decreto interpretativo per gli abitanti de l’Aquila che si sentono abbandonati (ingrati); si potrebbe fare un decreto interpretativo per allargare le piazze quando organizza le sue manifestazioni e restringerle quando le promuove l’opposizione; si potrebbe fare un decreto interpretativo su cosa ha fatto il Governo per contrastare la crisi economica e spiegare ai lavoratori e alle famiglie che non hanno bisogno di nulla; si potrebbe fare un decreto interpretativo sul nostro democratico sistema …

Organici scuola, oltre al danno la beffa

Comunicato stampa di Domenico Pantaleo, Segretario generale Federazione Lavoratori della Conoscenza CGIL. E’ drammatica la situazione fotografata del decreto, a firma Gelmini/Tremonti, che avrebbe dovuto evitare l’aumento degli alunni per classe nelle scuole italiane non a norma o in situazioni critiche dal punto di vista edilizio. Il condizionale è d’obbligo in questo caso: infatti il decreto è stato firmato nel mese di settembre, a scuola avviata con le classi già costituite. Quasi 12.000 scuole, e il dato è incompleto, su oltre 42.000 punti di erogazione del servizio hanno caratteristiche strutturali tali da non poter “sopportare” l’aumento degli alunni per classe. La situazione di queste scuole non è sicuramente cambiata dal mese di settembre fino ad oggi, quindi La FLC chiede al Ministro e al Governo di assumersi le proprie responsabilità e quindi non applicare i nuovi parametri degli alunni per classe per il prossimo anno scolastico. Scelte diverse sarebbero irresponsabili e incomprensibili alla luce di quella che è una vera e propria emergenza nazionale. www.flcgil.it

"Quando vince l'irrazionale", di Umberto Galimberti

Il consenso dovrebbe fondarsi sull´argomentazione la competenza, il dubbio e il dialogo. Se invece dipende dalla fascinazione della parola e della retorica, allora diventa acritico e incondizionato. Amore e odio sono sentimenti, e come tali appartengono alla dimensione pre-razionale e non di rado irrazionale dell´uomo. Prima di giungere all´età della ragione i bambini amano e odiano e, dopo aver raggiunto l´età della ragione, capita a ciascuno di noi di amare e di odiare senza un valido sostegno della ragione, che a quel punto risulta offuscata e impotente a governare pensieri e condotte. Platone, per inaugurare la democrazia nella sua città ideale, riteneva che dovessero essere allontanati retori e sofisti, perché costoro, per ottenere consenso, ricorrevano non a solidi argomenti, ma alla mozione degli affetti e alla cattura dell´anima attraverso la fascinazione della parola. Lo dice con chiarezza il sofista Gorgia: «I divini incantesimi compiuti con le parole possiedono una potenza che blandisce l´anima, persuadendola e trascinandola con il loro fascino» (Elogio di Elena § 14). E Platone, consapevole di questo rischio, ammonisce il giovane che …

"La scuola e i soldi chiesti ai genitori", di Lorenzo Salvia

«Non chiedere soldi alle famiglie? Senza il loro aiuto dovremmo chiudere oggi». Giuseppe Strada è il preside dell’Istituto tecnico Pacioli di Crema. I suoi 1.600 studenti pagano un «contributo volontario» di 140 euro l’anno. A cosa serve? «A tutto. A tenere in piedi i laboratori, all’acquisto di carta, di gesso, di tutto il materiale didattico… I fondi che arrivano dal ministero bastano solo per la carta igienica. A patto di farne un uso oculato». Quella del preside di Crema non è una voce fuori dal coro. Il ministro della Pubblica istruzione, Mariastella Gelmini, dice che le scuole non «dovrebbero chiedere contributi alle famiglie». Anzi, parla di prassi «un po’ lamentosa, in pochi casi giustificata» e promette dal prossimo anno 10 milioni di euro per le spese correnti. Fatti i conti, sarebbero mille euro l’anno per ogni istituto. «E noi che ci facciamo?», sbotta Mario Rusconi, preside del liceo Newton di Roma. Nella sua scuola il «contributo volontario» pagato dai genitori è di 100 euro l’anno, 120 per i generosi. «Pochi mesi fa— racconta— abbiamo aperto …

Per l’informazione libera e plurale

Si può essere per l’informazione libera, autonoma, plurale oggi in Italia? Si può dire basta a bavagli e censure quando i talk show sono oscurati dalla tv pubblica sulla quale Berlusconi invade ogni spazio? E’ sempre più difficile rompere il muro di gomma dell’informazione omologata ma è un dovere dei democratici, che sono a fianco del mondo dell’informazione libera, come ha ribadito oggi il segretario del PD, Pier Luigi Bersani, in un incontro con alcuni dei maggiori giornalisti italiani, trasmesso in diretta da YouDem. Un modo per ricordare che in Italia da anni esiste un duopolio tv che fa capo a una sola persona, Berlusconi. Sulla campagna per le regionali pesa il silenzio della RAI. La tv pubblica si è nascosta dietro il regolamento sulla par condicio bocciato dall’AgCom. E il leader del Pd incalza: “Il meccanismo e’ semplice: zittire la voce del sociale, prima che la politica, e poi occupare i Tg con telefonate, con incursioni a gamba tesa e modificando l’impalcatura della informazione. Tutto questo è una vergogna – ha detto ancora Bersani …

"Superiori, un riordino indigesto", di Franco Labella

Spicchi d’aglio: la politica scolastica e il ministro Gelmini. Perchè l’aglio? Insaporisce i cibi, ha anche proprietà curative ma può risultare leggermente indigesto: proprio come la controriforma del duo-Tremonti-Gelmini. Il professor Franco Labella è un insegnante di Diritto ed Economia in un liceo linguistico di Napoli. Contro riordino gelminiano e l’eliminazione del Diritto dalle scuole superiori italiane, il prof un anno fa, un appello in rete a cui hanno aderito oltre 2.000 persone e che è stato firmato, tra gli altri, da docenti universitari come i professori Stefano Ceccanti, Alessandro Pace e Stefano Rodotà, artisti dal forte impegno civile come Moni Ovadia ed esponenti della società civile impegnati nella difesa della legalità e nella lotta alla criminalità organizzata come Rita Borsellino, Don Tonino Palmese e Giovanni Impastato. Inoltre, nel marzo del 2009 Labella ha fondato il Coordinamento nazionale dei docenti di Diritto e Economia, che raccoglie oltre 150 docenti di 17 regioni e di cui è attualmente è il Coordinatore nazionale. Gli Spicchi, però, sono opera del solo prof. Labella e non coinvolgono il Coordinamento …

"La sfida del lavoro ignorata dal governo", di Massimo Riva

A fine 2009 ben 2.145.000 persone erano alla ricerca di occupazione: circa 370mila in più rispetto all´anno precedente. E ciò perché – certifica l´Istat – il numero degli occupati è sceso a poco meno di 23 milioni con un calo di 428mila unità. In termini crudi significa che una porzione sempre più consistente della società italiana sta perdendo la principale fonte di sopravvivenza insieme a quella pienezza dello stato di cittadino che è sancita nel primo articolo della Carta costituzionale. Altro, dunque, che le guasconate governative sul peggio della crisi ormai alle spalle. Come avevano previsto tutti gli osservatori dotati di normale buon senso, proprio ora con i primi e fragili segnali di ripresa ecco arrivare i peggiori contraccolpi sul fronte dell´occupazione. Licenziano le imprese che la difficile congiuntura economica ha messo ai margini del mercato e costretto alla chiusura, ma licenziano anche quelle che per reggere alla sfida stanno comunque ridimensionando il perimetro della loro produzione e di conseguenza anche i posti di lavoro. Ad aggravare il quadro va soggiunto che in una prima …