Anno: 2010

I ricercatori contro il ddl Gelmini «Apra la carriera se no addio lezioni», di Nino Luca

«Rifiuteremo gli incarichi». Mercoledì porteranno le loro proposte al Miur. In tanti se ne vanno dall’Italia per cercare una speranza di lavoro. Li chiamano «cervelli in fuga» oppure «cacciati». Ma adesso anche i cervelli di quelli che sono rimasti cominciano a «fumare» e a minacciare di fare sciopero. Stiamo parlando dei precari e dei ricercatori dell’università italiana. I primi protestano perché si ritrovano senza prospettive di lavoro e i secondi perché da anni ormai aspettano i concorsi per diventare associati. Aspettando e sperando, entrambe le categorie contestano il disegno di legge del ministro Gelmini sulla riforma accademica, già approvato in prima lettura dal Consiglio dei ministri del 16 marzo. Nell’attuale università i ricercatori (24.138 per l’Istat nel 2008, costituiscono circa il 40% del corpo docente) si occupano anche della didattica che invece dovrebbe essere di competenza dei professori associati e degli ordinari. A proclamare lo stato di agitazione è l’organo di rappresentanza nazionale, il Cnru (coordinamento nazionale Ricercatori universitari): «Invitiamo tutti i ricercatori universitari a non accettare incarichi per affidamento e supplenza per il prossimo …

Francia, sinistra stravince alle Regionali con il 54,3%

La sinistra francese ha conquistato il 54,3% delle preferenze nel ballotaggio delle elezioni regionali contro il 36,1% dell centrodestra e l’8,7% del Front National, secondo il primo exit poll. La regione Alsazia resta al centrodestra: la lista UMP-NC guidata da Philippe Richert ha raccolto il 47,1% dei voti al secondo turno delle regionali in Francia. È una delle poche consolazioni per il centrodestra del presidente Nicolas Sarkozy in un voto che ha visto a livello nazionale l’associazione di socialista ed ecologisti ottenere oltre il 54% dei voti secondo i sondaggi. Sempre secondo gli exit poll dell’istituto OpinionWay-Fiducial in Alsazia la lista di sinistra di Jacques Bigot ha avuto il 38,7% e il Fronte Nazionale di estrema destra il 14,2%. La sinistra ha strappato all’Ump la Corsica, una delle due regioni che il centrodestra controllava ancora sul territorio metropolitano: secondo gli exit poll della Opinionway diffusi subito dopo la chiusura delle urne nel ballottaggio delle regionali francesi, il candidato della sinistra Paul Giacobbi (socialisti, verdi e sinistra radicale) avrebbe ottenuto il 37,09% delle preferenze contro il …

"Solo spot anche sul cancro, intanto la ricerca è in miseria", di Pietro Greco

Nei prossimi tre anni col mio governo vogliamo vincere anche il cancro, che colpisce ogni anno 250.000 italiani e riguarda quasi due milioni di nostri concittadini». La dichiarazione lanciata da Berlusconi dal palco di piazza San Giovanni lascia francamente perplessi. Ha il sapore amaro della boutade che non si arresta neppure di fronte al dolore di milioni di persone. I motivi che rendono del tutto fuori dalla realtà – tragicamente ridicola – l’impegnativa affermazione sono sia di carattere medico sia di carattere organizzativo. I motivi medici è che, ormai lo sappiamo, il cancro non è un mostro unico e immenso, ma un esercito di mostri di diverse forme e dimensioni. Non esiste una singola pallottola d’argento in grado di ucciderli tutti. Esistono diverse pratiche mediche che già consentono di guarire alcuni tumori e di combatterne altri, allungando di molti anni la vita di chi ne è affetto. Purtroppo esistono altri tipi di tumori che risultano ancora indomabili. È molto probabile che per ciascuno occorrerà trovare una soluzione specifica e che difficilmente si troverà una soluzione …

Sanità Usa, la riforma storica di Obama «Siamo un popolo capace di grandi cose»

Approvato alla Camera il provvedimento che estende l’assistenza medica a 32 milioni di cittadini. Una svolta storica, per gli Stati Uniti. Barack Obama è riuscito nell’impresa mancata per oltre un secolo dai suoi predecessori. La riforma del sistema sanitario nazionale è adesso una realtà. La Camera Rappresentanti Usa ha adottato il testo, nella versione approvata dal Senato il 24 dicembre, con una maggioranza di 219 voti contro 212, tre voti più dei 216 necessari. I repubblicani hanno votato compatti per il no. Dopo un anno di scontri politici, colpi di scena e intense mediazioni, per il presidente americano si tratta di una straordinaria vittoria politica: ampliare la copertura sanitaria degli americani era la sfida più ambiziosa del suo programma politico e di fatto risulta la più ampia iniziativa di riforma sociale degli ultimi 50 anni negli Stati Uniti. IL RUOLO DELLA PELOSI – Le ultime ore prima e durante la seduta della Camera sono state decisive per trovare i numeri necessari all’approvazione. E determinante è stato soprattutto il ruolo della speaker del Congresso, Nancy Pelosi. …

"Maddalena, la beffa della maxi Ici per le strutture G8 pagherà la Regione", di Pier Giorgio Pinna

Un esborso da 400mila euro l´anno: la società che si è aggiudicata la gestione dell´ex arsenale ne verserà appena 60 mila La proprietà dell´area è passata dallo Stato alla amministrazione sarda. Si nasconde una nuova beffa dietro il G8 mancato nell´arcipelago: dovrà essere la Regione Sardegna a pagare i 400mila euro all´anno di Ici per l´ex arsenale militare trasformato in centro conferenze ed hotel extralusso, non la Mita Resort che se ne è aggiudicata la gestione da qui al 2050 per 60mila euro annui. Motivo: il complesso residenziale che da queste parti avrebbe dovuto rappresentare il volano di un moderno turismo è passato dallo Stato all´amministrazione sarda. E, dato che nel bando di gara predisposto dalla Protezione civile guidata da Bertolaso non si prevedono accordi differenti, l´imposta come avviene sempre per qualsiasi immobile dovrà essere versata al Comune della Maddalena dai proprietari, ossia dalla Regione. Riepilogando. Con denaro pubblico di Stato e Regione sono stati spesi circa 100 dei 320 milioni stanziati nell´arcipelago in vista del summit tra i Grandi per ristrutturare l´arsenale. Il gruppo …

"Popolo senz’anima Unito solo dal culto del capo", di Beppe Sebaste

È il Giornale di Feltri sottobraccio il mio passepartout, con la gigantografia di Berlusconi e una grafica anni Sessanta che chiama “tutti in piazza” a caratteri cubitali. E li vedo, i frammenti di questo popolo che si mette in piazza, che mi piove incontro a grappoli scendendo verso San Giovanni la via Appia Nuova, mentre io vado incontro al corteo. Guardo l’umanità di questo popolo che non riesce ad essere comunità, frammentato e un po’ alla deriva, pur unito dalle parole d’ordine. Non è disagio che provo. Ho sentito, per questa umanità sparpagliata avvolta nelle bandiere di «Berlusconi Presidente», annodate dietro come immensi bavaglini, per questo popolo degli ipermercati e delle tv commerciali, facce non belle, non solcate da pensieri o da dubbi, un’immensa tristezza. Uomini che scherzano come italiani in gita, donne dal volto imbronciato, anziani sperduti con la bandiera in mano avvolta nell’asta. Prima, a San Giovanni, ho visto i primi indolenti corpi seduti alla bell’e meglio di fronte al megapalco, l’aria di chi aspetta che inizi lo spettacolo. E, prima ancora, al …

No alle mafie, 150mila in piazza "La politica si impegni di più", di Oriana Liso

La manifestazione di Libera. Don Ciotti: “Più rispetto delle regole da parte di tutti”. In novanta si sono alternati ai microfoni sul palco, davanti a una piazza Duomo pienissima e colorata. A turno hanno scandito più di 900 nomi, quelli delle vittime di tutte le mafie. Dopo quindici anni la giornata organizzata da “Libera” e dal suo fondatore don Luigi Ciotti approda a Milano, e porta nelle vie della città 150mila persone – tanti, tantissimi i ragazzi – arrivate da tutta Italia. Tra di loro, cinquecento parenti di persone morte ammazzate da Cosa nostra, dalla camorra, dalla ‘Ndrangheta – e c´era anche il figlio della giornalista russa Anna Politkovskaja – con le foto stampate su manifesti e magliette, per non dimenticare i loro cari e per chiedere alla politica e alla giustizia di andare avanti. “Ricordate i morti, ma ricordateli vivi”, c´era scritto sulle magliette di alcuni ragazzi. E proprio in una manifestazione senza bandiere di partito, ma dove tante sono state le presenze di politici – del centrosinistra, quasi del tutto assente la maggioranza …