Anno: 2011

"67.000 assunzioni? L'ennesima bufala!", di CPS Roma da orizzontescuola.it

Pubblichiamo un comunicato del Coordinamento precari scuola-roma inviato in redazione (orizzontescuola.it), relativo alle immissioni in ruolo. Secondo quanto leggiamo il MEF avrebbe autorizzato solo 10.000 assunzioni per i docenti e 6500 per il personale ATa, a fronte di una richiesta da parte del MIUR di 30000 docenti e 37000 A.T.A. Se la notizia fosse verificata, contrasterebbe con le dichiarazioni del ministero. Attendiamo conferma/smentita da parte ministeriale/sindacale. “CPS Roma – Il Coordinamento precari scuola di Roma, ricevuto ieri in delegazione (unitamente al Coordinamento delle scuole primarie di Roma) dai dottori De Angelis e Chiappetta, dirigenti del Miur, ha posto delle richieste specifiche sui problemi del precariato, per scoprire che nulla c’è di nuovo sotto il sole: – Sono stati richiesti dal MIUR al MEF 30000 docenti e 37000 A.T.A da immettere in ruolo dal 01/09/2011, per non dover risarcire i precari che si sono appellati alla direttiva europea, la quale riconosce il diritto all’assunzione a tempo indeterminato dopo tre anni di contratti a tempo determinato presso la medesima amministrazione. Ma il MEF ha autorizzato solo 10.000 …

Essere precari nella scuola di oggi. Cronistoria di una “guerra tra poveri”, di Manuela Ghizzoni

Una premessa indispensabile: il governo porta tutta intera la responsabilità della condizione in cui versano oggi i precari della scuola mentre i tentativi di attribuire colpe anche al Pd, che in questi anni si è battuto contro la politica sciagurata della Gelmini, sono strumentali e fuorvianti. Detto ciò, ecco i fatti. Nel 2007 il governo Prodi decide di dare una risposta definitiva al problema del precariato con un piano di 150 mila immissioni in ruolo. Obiettivo: stabilizzare il personale che da anni lavora nella scuola. Funzionale al risultato è la trasformazione delle graduatorie dei precari da “permanenti” a “esaurimento”, consentendo per l’ultima volta il trasferimento in una provincia. Con l’arrivo della Gelmini, lo scenario cambia radicalmente. Nel luglio 2008, la ministra cancella dall’organico 87 mila posti di docenti (di cui il 53% nelle 8 regioni meridionali) e blocca il piano di assunzioni Fioroni. Ai precari viene offerta demagogicamente – per compensare i tagli e le mancate immissioni – la possibilità di inserirsi in ulteriori 3 graduatorie provinciali, ma in “coda”, e quindi in una posizione …

"Italia, poco salario e tante tasse", di Luigi Grassia

L’Italia resta molto in basso, fra i Paesi più industrializzati, nella classifica dei salari netti, ma non riesce neanche ad approfittarne per essere più competitiva, perché si piazza sciaguratamente ai primi posti per il prelievo fiscale (tasse e contributi si mangiano quasi il 47 per cento del lordo) e così a un modesto potere d’acquisto per i lavoratori si associa un alto costo del lavoro per le imprese, la peggior combinazione possibile. L’Ocse associa i 34 Paesi più avanzati dell’Occidente, cioè dell’Europa e del Nord America con l’aggiunta (stiracchiando un po’ la geografia) del Giappone, della Corea del Sud, dell’Australia e della Nuova Zelanda e altri sparsi qui e là. Fra questi trentaquattro il Belpaese nel 2010 si è collocato al 22˚ posto e si tratta già di un miglioramento perché ha approfittato dello sconquasso finanziario di Atene per scavalcare la derelitta Grecia (nel 2009 ci accontentavamo del 23˚ gradino). Dietro di noi ci sono gli altri Stati dell’Occidente più squassati dalla crisi (Islanda e Portogallo, però non la Spagna, che fa meglio di noi …

"12 maggio, III Assemblea della Rete 29 Aprile : uno sguardo indietro", di Piero Graglia*

Ripensare tutto l’insieme delle proteste che, dal 2008 fino al 2010 hanno attraversato il mondo della scuola e dell’Università provoca, sia detto senza retorica, una certa tristezza. Si tratta infatti di un grande movimento, frastagliato, frammentato in mille pezzi, seppur deciso e convincente, che non ha prodotto grandi risultati effettivi nei confronti del governo e di chi, in questi anni, ha orgogliosamente rivendicato un piano di smantellamento del sistema scolastico nel suo significato più ampio. Tuttavia nel tempo si sono inseguite analisi più o meno ben costruite sugli eventi del 14 dicembre a Roma; si è discusso e ci si è interrogati sulla crisi di una generazione, si è parlato e si è scritto sul disagio giovanile. Pochi però ricordano una semplice realtà: tutto è nato non da un disagio giovanile, bensì da un disagio maturo, si potrebbe dire plurigenerazionale: quello dei ricercatori universitari, di età compresa tra i 25 e i 45 anni riguardo al destino dell’università pubblica e al progetto di riforma che ha preso corpo e si è definito tra il 2008 …

Bersani risponde alle e-mail giunte sul tema delle graduatorie

Partito Democratico – Chiara la posizione del PD: cancellazione dei tagli, stabilizzazione di chi lavora su posti vacanti, copertura degli spezzoni d’orario, il passaggio all’organico funzionale. Sulla vicenda della stabilizzazione dei precari della scuola il Partito Democratico ha sempre avuto una linea chiara. Da sempre abbiamo chiesto la cancellazione della terza tranche di tagli, la stabilizzazione di chi lavora su posti vacanti e la copertura degli spezzoni d’orario, il passaggio all’organico funzionale. La Lega, dopo aver approvato prima il massacro della scuola e poi l’idiozia della riapertura e chiusura delle graduatorie, che come era prevedibile è stato cancellato dalla sentenza della Corte Costituzionale, pensa oggi di aizzare i precari del Nord contro i precari di altre regioni. Non cadiamo nella trappola: dove era la Lega quando, nel 2008, il governo Berlusconi ha cancellato ben 87 mila posti di docenti dagli organici della scuola? I diritti dei precari si salvaguardano solo immettendoli in ruolo: per questo motivo le annunciate 67.000 stabilizzazioni di docenti e Ata nel triennio non sono neppure sufficienti a garantire il turn-over dei …

“Distratti dallo show”, di Concita De Gregorio

Ci sono giorni in cui si resta ammutoliti. Viene da ridere, poi da piangere, poi da non crederci. Magari è una questione di dosaggi, si sente dire da qualcuno: sarà un nuovo farmaco, un elisir di lunga vita con effetti collaterali. Spettatori di una decadenza psicofisica pirotecnica, tutti a commentare l’ultima come se non ci riguardasse come se fosse una soap, sentiamo cosa spara oggi. Tutti a farsi scandire il tempo dallo show, distratti a vita dai suoi numeri. In fondo persino nel giorno in cui dice che vuole portare i sacchi di immondizia in procura, che vuole più poteri di Napolitano e che i leader della sinistra non si lavano – così, tutto insieme, in sequenza, la riforma costituzionale Bersani puzzolente i giudici che sono un cancro e la sapete l’ultima sui negri, mancano solo le corna le puzzette a ritmo di swing e una tarantella coi rutti – ecco persino in un giorno così, anzi soprattutto davanti all’evidenza patetica di una maschera grottesca, quello che davvero stringe il cuore e fa montare la …

"Strategie e furori elettorali", di Michele Ainis

Riassumendo: i pm di Milano sono un cancro, quelli di Napoli una discarica. I parlamentari sono altrettanti perditempo, ma l’ozio in questo caso produce un doppio effetto: quelli di destra diventano alienati, perché hanno lasciato fior di professioni per servire il Palazzo; quelli di sinistra si trasformano in alieni. Gli alieni di sinistra puzzano, avendo litigato col sapone. Ma stonano anche il Csm, il capo dello Stato, la Consulta. O comunque sa di congiura questo loro accanimento contro la volontà del popolo sovrano, espressa dal megafono del leader. E allora basta con le lungaggini procedurali in Parlamento. Basta con le pignolerie costituzionali. Basta con questa Corte che abroga le leggi (in realtà le annulla, presidente). E già che ci siamo, basta pure con l’altro presidente: è sufficiente quello del Consiglio, l’altro ormai è di troppo. Vabbé, siamo in campagna elettorale, e si è aperta una gara a chi la spara più grossa. Vabbé, la paura fa novanta, e c’è il rischio che il voto non vada bene. Ma il guaio è che in Italia la …