università | ricerca

"In missione per conto di Dio", di Marco Catteneo*

Dal tempo della vivace polemica scatenata dal suo convegno che celebrava la fine della teoria dell’evoluzione darwiniana, mi ero ripromesso di non parlare più del professor Roberto De Mattei. Negli ultimi tempi, poi, mi limitavo a registrare la progressione aritmetica della petizione che ne chiede le dimissioni dalla vicepresidenza del CNR, arrivata ormai a quasi 15.000 firme.

Ma i suoi recenti interventi su Radio Maria mi impongono di infrangere il fioretto. Perché nel suo ultimo intervento il professor De Mattei ha rincarato la dose, dimostrando di essere non solo inadatto a ricoprire il ruolo di vicepresidente del maggior ente pubblico di ricerca italiano, ma anche uno storico mediocre.

Lasciando perdere il tormentone sui terremoti punitivi, da Messina al Giappone (a proposito, sull’Aquila niente da dire?), e attendendo con impazienza una spiegazione dell’eruzione del Krakatoa del 1883, mi ha particolarmente colpito l’affermazione secondo cui Varsavia, durante la seconda guerra mondiale, sarebbe stata distrutta “per i peccati che in essa si commettevano”.

Sfogliando poche pagine di libri di storia che al professor De Mattei non dovrebbero essere sfuggiti ho scoperto con una certa sorpresa che Varsavia fu distrutta prima, in parte, nel 1939, durante l’assedio dei nazisti, e poi definitivamente dagli stessi soldati del Terzo Reich nel 1944, quando le truppe sovietiche si avvicinavano alla città, passando per lo sterminio degli ebrei polacchi.

Se devo prendere alla lettera lo storico De Mattei, devo pensare – e mi fa orrore – che il Dio cristiano, immensamente buono, si sia servito di Hitler, Goering e Himmler per punire una città, Varsavia, e i suoi peccaminosi abitanti.
Se devo prendere alla lettera lo storico De Mattei, devo anche pensare che il Dio cristiano sia soggetto agli stessi capricciosi umori delle divinità pagane elleniche, che come loro intervenga quotidianamente nei fatti umani mettendo zizzania e levandosi lo sfizio di devastare individui e comunità con un certo sadico compiacimento. Perché ci saranno pure stati degli innocenti, a Messina come a Fukushima e a Varsavia, o no?

Sul fronte dell’ortodossia religiosa, il professor De Mattei è già stato sconfessato dall’intervento di padre Raniero Cantalamessa (nomen omen), predicatore della Casa Pontificia.

Sul fronte scientifico, finora ha trovato chi lo ha difeso, invocando a sproposito la libertà di opinione. E, d’altra parte, ha più volte precisato che i suoi interventi a Radio Maria non sono tenuti nella veste di vicepresidente del CNR.

Ma il professor De Mattei, con il suo collegio di avvocati autonominati, dovrebbe precisare anche il contrario, ovvero che la sua presenza al CNR non si svolge nella veste del predicatore di Radio Maria. In particolare, che le sue scelte in Consiglio d’amministrazione del Consiglio Nazionale delle Ricerche siano scevre dal pregiudizio fondamentalista (letteralmente, “che si rifà ai fondamenti originali delle sacre scritture”) quando si discute di finanziare ricerche sull’origine dei terremoti, sull’evoluzione biologica, sulla genetica.

Professor De Mattei, nessuno le vuol tappare la bocca. Semplicemente, se ne faccia una ragione, a qualche suo concittadino sarebbe gradito sapere quali principi improntano le sue decisioni nell’indirizzare la ricerca scientifica.

*Direttore de Le scienze, Mente e Cervello e National Geographic

http://cattaneo-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/

1 Commento

  1. Vittorio B. dice

    Lascio anche a Lei commento che ho indirizzato direttamente a Cattaneo sul sito originale. Buona lettura.

    Bè, caro Cattaneo, che dire, mi ha fatto venire voglia di ascoltare integralmente l’ultimo intervento di De Mattei sul sito di Radio Maria.
    Innanzitutto avrà sicuramente afferrato che De Mattei rivendica il diritto di parlare “ex cathedra” CNR, ma da credente ai microfoni di radio religiosa, in piena libertà.
    Qui è indiscutibile.
    E visto che stavolta Lei incentra la sua critica a De Mattei sulla storicità degli eventi da lui citati e sul deformato senso religioso di un Dio spietato, mi fa piacere ricordare che:

    1- De Mattei è preciso e nomina a chiare lettere quel peccato che Cristo rivelò proprio in quegli anni a Faustina Kowalska essere causa della distruzione di Varsavia. Oggi quel peccato è acquisito come “diritto”, ma rientra tra quei pochi peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio perché inflitto contro la creatura più somigliante a Cristo stesso per innocenza e incapacità di difendersi.
    Non siamo dunque vaghi, nominiamolo quel peccato che venne rivelato dal Principale alla Kowalska…
    2- Lei scrive “devo pensare – e mi fa orrore – che il Dio cristiano, immensamente buono, si sia servito di Hitler, Goering e Himmler per punire una città”. Concordo con Lei: non potremmo mai dire che quei criminali fossero al servizio di Dio. Piuttosto in casi come questo –la Scrittura è piena di esempi- Dio priva della propria protezione, abbandona determinati popoli al loro destino, ai loro oppressori, unicamente a causa delle loro gravi condotte. Ovviamente non per un castigo eterno, ma per un bene maggiore: per farli incamminare verso la redenzione nella consapevolezza delle proprie colpe.
    Del resto quale padre è disposto ad accarezzare un figlio quando compie qualcosa di grave?
    Oggigiorno invece i nostri figli hanno sempre ragione, e vediamo come diventano crescendo. Ma questo è un altro discorso (quasi…).
    Perciò De Mattei afferma che “non sono castighi ma purificazioni per il bene delle anime” e “tra questi beni può esserci lo slancio di solidarietà, la carità per i sopravvissuti, le preghiere a loro beneficio, ecc…”.
    3- E’ stato poi attento a quanto de Mattei ha detto circa la distruzione di Messina col terremoto? In quegli anni, proprio qualche ora prima del sisma avvennero processioni blasfeme contro Cristo, in particolare la parodia del Natale sacrilega messa in scena dal circolo eretico Giordano Bruno locale: proprio costoro invocarono burlescamente niente meno che un terremoto per chiedere la prova dell’esistenza di Cristo, beffandosi di Lui senza riguardi. E purtroppo furono esauditi! L’unica realtà che si salvò da quella catastrofe fu l’allora soprannominato “quartiere generale della carità”, ovvero le povere case del quartiere Avignone, dove tutti gli orfanelli dell’opera pia di padre Di Francia rimasero illesi.
    4- Infine –stavolta ricordo io- l’esempio più eloquente di anticipazione di rovina che Cristo offre è la distruzione del tempio in Gerusalemme (Lc 21,5-19). Sì, è stata operata dai romani, popolo pagano e non certo a servizio di Dio, ma per un motivo ben preciso: dopo che “tutto si è compiuto”, ossia incarnazione di Dio, Sua crocefissione, morte e risurrezione, ebbene in Israele permaneva quell’ebraismo “di dura cervice”, riluttante a Cristo, capace di arrivare a perseguitare tutti gli apostoli e i battezzati.
    Dunque quel tempio di pietra non aveva più ragion d’essere, poiché l’unico vero tempio da adorare, da quel momento, è il corpo risorto di Cristo (Gv 2,19)
    Bene, è l’esempio di come Dio parla, concedendo prima o poi la rovina di imperi, culture dai gravi disordini morali, false dottrine che Lo hanno abbandonato, che hanno rinunciato alla Sua amicizia. Tutto ciò unicamente per il bene dell’uomo: il suo ravvedimento, il recupero della Sua amicizia.
    Tremendo riconosco, ma in ultimo benefico.
    Certo, noi europei ormai culturalmente emancipati da Dio, ci stracciamo le vesti nel pensare che Egli conceda catastrofi come quella in Giappone. Ha avuto invece occasione di vedere lo stato d’animo dei sopravvissuti al sisma e allo tsunami? Noterà 2 atteggiamenti: pianto e… preghiera. I giapponesi pregano dopo quanto successo. Noi? Non dico altro.

    Prima di concludere mi preme ricordare che De Mattei durante la precedente puntata non imputava nessun peccato personale al popolo giapponese come causa della devastazione che ha subito.
    Semplicemente ha ricordato la dottrina del peccato originale, secondo la quale tutta l’umanità risente da sempre di queste e altre catastrofi, quali conseguenze di quell’atto deliberatamente compiuto in origine: rifiuto di Dio, totale autodeterminazione umana della propria vita morale.
    La conferma a questo? Ha presente la scossa di terremoto contestuale alla morte inflitta a Cristo narrata in Matteo? Stessa dinamica: tentativo di uccidere Dio. Tentativo impossibile da compiere, ma i segni a esso annesso sono più che eloquenti.

    Ma mi piace concludere con una frase sublime e densa di speranza che de Mattei cita:
    “Avete paura di Dio? Salvatevi tra le sue braccia” (S.Agostino).
    E ancora: “Salvatevi in Dio tra le braccia materne di Maria”

    Perciò la ringrazio, caro Cattaneo, per avermi dato lo spunto di ascoltare per intero l’intervento di De Mattei.
    Come egli ricorda, “occorre trovare le risposte: la fede infatti NON NEGA le cause scientifiche delle catastrofi. Semplicemente ne cerca le spiegazioni morali”.

I commenti sono chiusi.