Anno: 2011

Presidio del PD contro il processo breve.

Oggi alle ore 18.00 davanti Montecitorio saranno presenti Bersani, Bindi, Letta e Finocchiaro per dire basta con le amnistie personali, con le prescrizioni brevi, con le bugie, con le intimidazioni alla magistratura. Basta con l’umiliazione del Parlamento costretto ad approvare in fretta e furia leggi e leggine per salvare Silvio Berlusconi dai processi Basta con le amnistie personali, con le prescrizioni brevi, con le bugie, con le intimidazioni alla magistratura. Basta con l’umiliazione del Parlamento, costretto ad approvare in fretta e furia leggi e leggine per salvare Silvio Berlusconi dai processi e a far finta di credere, per di più con il sigillo di un voto di fiducia, che Ruby sia la nipote di Mubarak. Oggi pomeriggio, alle ore 18, il Partito Democratico organizza davanti a Montecitorio un presidio contro le forzature del Pdl, della Lega di Bossi, Calderoli e Maroni e dei cosiddetti responsabili che questa mattina alla Camera hanno imposto lo stravolgimento dei lavori parlamentari per parlare di processo breve e prescrizione breve. Saranno presenti il segretario nazionale Pier Luigi Bersani, il presidente …

Processo breve, blitz di Pdl e Lega Bagarre in Aula. Il Pd: "Vergogna"

La maggioranza chiede e ottiene di invertire l’ordine del giorno per dare un via libera immediato alla legge che sta a cuore al premier. Insorge l’opposizione. Franceschini: “Approfittano della tragedia di Lampedusa per coprire questo fatto gravissimo. Liberano i criminali”. Alle 18 sit in con Bersani davanti alla Camera. Alfano: “Indignazione programmata”. Blitz della maggioranza sul processo breve. Pdl e Lega hanno chiesto e ottenuto l’inversione dell’ordine del giorno dell’Assemblea scavalcando quindi la discussione sulla legge comunitaria e accelerando sulla legge che sta a cuore 1 al premier Berlusconi. Grida di “vergogna, vergogna” dai banchi dell’opposizione che valuta ogni forma possibile di ostruzionismo. Non a caso dai banchi del Pd è partita la richiesta a Fini di evitare il contingentamento dei tempi. Che Mossami Donandi dell’Idv circostanzia così: “C’è la possibilità su ogni emendamento di fare intervenire per 30 secondi metà dei deputati di ciascun gruppo in dissenso dal gruppo stesso”. IL COMMENTO DI EZIO MAURO 2 Durissimo l’intervento del capogruppo democratico Dario Franceschini: “Questa è l’ultima delle vergogne, se non avete la forza morale …

"Tre lavoratori su quattro? Precari", di Cesare Damiano

Ormai l’allarme sociale è altissimo e investe soprattutto i giovani. Il fallimento del governo è totale. Ora bisogna voltare pagina. Meno lavoro e sempre più precario. Le conseguenze sul piano occupazionale della grande crisi di questi anni diventano di giorno in giorno più allarmanti e rischiano di condizionare in modo pesante il futuro del nostro paese. Nel biennio 2009-2010 oltre il 76 per cento delle assunzioni è stato fatto con contratti a termine. Tradotto, significa che ogni quattro lavoratori tre sono precari. Con tutte le conseguenze del caso, sul piano economico, sociale e umano. L’ultima conferma in ordine di tempo è data da uno studio presentato nel secondo «Rapporto UIL sulle comunicazioni obbligatorie», basato non su sondaggi ma sui dati concreti delle assunzioni e delle cessazioni dei rapporti di lavoro. Nei due anni presi in considerazione, dei 14,3 milioni di rapporti di lavoro instaurati 11 milioni sono precari. Il 66,3 per cento è costituito da contratti a termine, l’8,6 per cento da contratti di collaborazione a progetto. I cosiddetti contratti standard – cioè i rapporti …

Lampedusa, PD: “Se sono capaci gestiscano il problema. Altrimenti se ne vadano a casa”

Vergognosa la ricetta del ministro Bossi per risolvere l’emergenza degli sbarchi sull’isola: “immigrati? Fora da i ball”. Bersani:”Se il governo la pensa come lui faccia da solo, non si può tenere il piede in due scarpe”. Come gettare benzina sul fuoco? Basta chiederlo al ministro Umberto Bossi, primo firmatario della legge che disciplina la situazione degli stranieri in Italia tutt’ora in vigore: “immigrati? Fora da i ball” con tanto di gesto e fischio di accompagnamento sonoro. La posizione della Lega è quella classica: fare dell’emergenza un motivo per aumentare il consenso populista della paura. A Bossi non interessa risolvere il problema degli sbarchi a Lampedusa ma serve solo ad incendiare gli animi dei propri elettori a colpi di frasi ad effetto. La colpa è sempre di qualcuno e mai della Lega. Questa volta la responsabilità è dell’Europa che non vuole condividere la gestione dell’emergenza degli sbarchi. L’eventuale soluzione dei problemi è quella “prenderli dall’isola e rimandarli a casa loro”. Se il governo, come Bossi, dice ‘fora dai ball’, faccia da solo”. Lo dice il segretario …

"Tagli al sostegno, la resa del ministero", di Flavia Amabile

Seconda bocciatura in pochi giorni per il ministero dell’Istruzione: i tagli alle ore destinate al sostegno vanno cancellati, gli studenti disabili hanno diritto all’insegnamento pieno. E ora il ministero avverte: «Le richieste di sostegno di 30-32 ore, che comprendono servizi extra didattici, non sono giustificate, in quei casi facciamo ricorso e ci opponiamo», precisa Luciano Chiappetta, direttore generale del personale del Miur. Le due bocciature infatti riguardano invece i tagli alle 18 ore di insegnamento settimanali. L’ultima è stata resa nota ieri: vanno sempre garantiti l’insegnante di sostegno e l’operatore socio sanitario a un minore valutato come disabile «con connotazione di gravità» ha decretato il Tar della Campania, su ricorso dell’ufficio legale della Cisl di Napoli e dichiarato incostituzionale l’articolo 2 della Finanziaria del 2007 che fissava il limite massimo del numero degli insegnanti di sostegno ed escludeva la possibilità di assumere docenti in deroga nel caso in cui in una classe vi fossero studenti affetti da disabilità grave. Il Tar ha decretato la necessità dell’assistenza richiesta e anche stabilito un risarcimento spese a favore …

"L'Italia nella stretta del patto di stabilità", di Tito Boeri

I dettagli, come dicono gli inglesi, sono cruciali, diabolici. E ci sono alcuni dettagli delle conclusioni del vertice europeo di Bruxelles del 24-25 marzo che sembrano essere passati in secondo piano soprattutto da noi, il paese toccato più da vicino da queste scelte. Il Patto di Stabilità e Crescita è stato resuscitato e reso più stringente e più forte di prima. Più stringente perché impone sentieri di rientro del debito e non più solo di contenimento del disavanzo maturato di anno in anno. Più forte perché si inverte l´onere della prova. Sin qui per varare sanzioni contro chi non lo rispettava, la Commissione aveva bisogno dell´approvazione del Consiglio a maggioranza qualificata. D´ora in poi dovranno essere i due terzi dei rappresentanti dei governi nazionali ad opporsi ad un´eventuale sanzione comminata dalla Commissione. E non si tratta di sanzioni modeste: contemplano, fin dall´apertura delle procedure di infrazione, il congelamento in depositi infruttiferi dello 0,2 per cento del Pil. Particolarmente rilevanti sono per noi le decisioni prese sui tempi con cui verranno messe in atto le nuove …

"Docenti, tornano i concorsi. Ecco il piano del Ministero", di Alessandra Migliozzi

Aggiornamento delle graduatorie, ma senza spostamenti degli insegnanti in province diverse dalla propria. Un pacchetto di assunzioni (potrebbero essere 60mila fra docenti e Ata) fatte sui posti vacanti. Ma anche, dopo oltre dieci anni di assenza, il ritorno dei concorsi nella scuola. Sono i tre livelli su cui sta lavorando il ministero dell’Istruzione per mettere mano alla questione precari e reclutamento. Le sentenze dei tribunali scattate nelle ultime settimane, che hanno dato ragione a docenti mai stabilizzati dopo anni di insegnamento, aprono la strada ad una accelerazione per trovare soluzioni che evitino valanghe di ricorsi e risarcimenti. Un’ipotesi che preoccupa il ministero del Tesoro. Ieri è partita una maxi class-action guidata dal Codacons che ha diffidato i ministri Brunetta e Gelmini e che chiede la stabilizzazione per 40mila precari e un risarcimento da 30mila euro per ciascuno. Al ministero si lavora. Anche con un occhio ai concorsi che, «devono ripartire» perché ci sono materie (quelle tecniche e scientifiche) per le quali, soprattutto al Nord, non ci sono più docenti in graduatoria e si ricorre a …