Anno: 2011

"Il Pd chiama, il governo si spacca", di Rudy Francesco Calvo

I democratici non cambiano idea: con l’Onu per cacciare Gheddafi, ma l’esecutivo non c’è. Mentre il governo oscilla tra le posizioni interventiste del ministro La Russa e lo scetticismo della Lega, il Partito democratico prova a tenere ferma la barra sul rispetto assoluto della risoluzione approvata dal consiglio di sicurezza dell’Onu. La quale, ricorda Pier Luigi Bersani, «non prevede un intervento armato per abbattere Gheddafi, ma un intervento per impedire che Gheddafi colpisca la sua gente». È questa la posizione che i dem auspicano che sia assunta dall’Italia. «Da lì in poi – aggiunge il segretario – ci sarà il compito della politica e della diplomazia» per «favorire un processo pacifico di transizione e cambiamento, come è avvenuto negli altri paesi del Nord Africa». Per il momento, comunque, Massimo D’Alema ricorda che «da quando è in azione la missione internazionale il numero dei morti è diminuito, non è aumentato, perché si è impedito a Gheddafi di sparare contro la popolazione». Il Pd chiederà oggi alla conferenza dei capigruppo di Montecitorio di fissare un voto in …

"Il processo breve di re lanterna", di Franco Cordero

Vanno in scena trucchi berlusconiani. Sui tribunali e corti d´Italia pende la minaccia d´una mutazione mai vista nella monstrorum historia. I processi durano troppo. Vero, e in larga misura dipende da procedure perverse: ormai il capolavoro difensivo sta nello schivare la decisione sul merito (se esista o no un colpevole), finché la prescrizione inghiotta reato, pena, processo; già accorciati pro domino, i termini aspettano un secondo taglio. Gl´intenditori sanno quale sia l´antidoto: tempi stretti, economia verbale, contraddittorio serio, disciplina dell´udienza, ossia garantismo accusatorio; ma bisogna rimettere le mani nel codice estirpando antichi vizi; argomento malvisto dai dulcamara Pdl, nel cui quadro mentale la procedura è arte del perditempo leguleio (ad esempio, togliere al giudice il vaglio d´ammissibilità e rilevanza della prova, sicché l´imputato ricco, astutamente assistito, ingolfi il dibattimento d´oziose messinscene istruttorie allungandolo finché vuole). Ed ecco il rimedio sovrano: imporre termini perentori, correlativi alle varie fasi (dall´imputazione all´accusa o non doversi procedere, dibattimento, appello, procedimento in cassazione, eventuale sèguito); scaduto uno dei quali, voilà, il processo svanisca, anche fossero state emesse condanne all´ergastolo, magari …

"Le lattughe di Cernobyl", di Guido Ceronetti

Chi ha ricordi ricorda. Fummo rassicurati subito. Il prof. Colombo che dirigeva l’Ente nucleare, dichiarò subito che l’Italia, certo per i suoi meriti angelici, non sarebbe stata toccata dalla nube radioattiva. Così annunciavano le testate. Poi sì, sarebbe stata toccata, ma appena con deflorazione evangelica, qualche minima ricaduta in Veneto, guardarsi dai funghi sarebbe stato uno scrupolo sufficiente. La fortunata penisola fu invece trattata con rudezza dalla celebre nube, che generò leucemie e tumori e provocò nella gente una violenta rivolta contro il piano perfettamente delirante del prof. Felice Ippolito, che avrebbe disseminato centrali nucleari come gustose noccioline un po’ dovunque. (L’atomo, in verità, non fu mai popolare in Italia). Le diete subirono variazioni travolgenti. Il nostro ministero di allora della Sanità dettò regole drastiche. Comparvero sui banchi dei piccoli e grandi mercati ortofrutticoli soltanto ortaggi cresciuti sottoterra, indubitabili: non vedevi che mucchi di carote, cipolle, patate, rape. Una barba! Ma lo spettro del reattore quattro di Cernobil era là, guatava ogni nostro movimento e boccone. Il Giappone ufficiale e quello macrobiotico proposero il consumo …

Libia, sia Berlusconi a riferire in Parlamento Finocchiaro e Franceschini chiedono il voto del Parlamento sulla missione.

E’ convocata per oggi alle 12,30 la conferenza dei capigruppo di Montecitorio. Sul tavolo le richieste di Pd, Terzo Polo e Lega di fissare un voto del Parlamento sull’intervento militare in Libia. Richiesta ribadita da Anna Finocchiaro e Dario Franceschini oggi in una nota congiunta: “Lo sviluppo della crisi libica e la portata dell’intervento promosso dalle Nazioni Unite e al quale l’Italia partecipa pienamente, richiedono un urgente passaggio nelle aule parlamentari di conferma del voto delle Commissioni di venerdi che ha autorizzato il governo a intraprendere tutte le misure necessarie a dare attuazione alle risoluzioni Onu. E’ necessario che il Parlamento nel suo plenum possa confermare il sostegno alla posizione del nostro Paese con una piena assunzione di responsabilità”. “La richiesta di un nuovo passaggio nelle aule parlamentari da parte del governo segue un preciso impegno concordato con i ministri Frattini e La Russa durante la seduta di venerdi’ scorso nelle commissioni Esteri e Difesa” ricorda Lapo Pistelli, responsabile Relazioni internazionali del Pd, che conclude: “Data la delicatezza della situazione e i molti distinguo all’interno …

Acqua, in Italia cresce il consumo ma quasi la metà si perde per strada

Il rapporto dell’Istituto di statistica per la Giornata mondiale dedicata all’oro blu. In alcune regioni del Mezzogiorno, per assicurare una fornitura di 100 litri bisogna immetterne 180: la differenza va sprecata per le condizioni disastrate delle condotte. Con 152 metri cubi “prelevati” pro capite nel 2008 e un consumo per abitante di 92,5 metri cubi, l’Italia è uno dei campioni europei nel consumo di acqua a uso potabile. Negli ultimi dieci anni, prelievi e uso sono cresciuti dell’1,2%, soprattutto nelle regioni del Nord (Trentino, Alto Adige e Valle d’Aosta in testa), mentre il consumo cala al Sud con la Puglia che ha il valore più basso d’acqua erogata per abitante. Sono i dati forniti dall’Istat in occasione della Giornata mondiale dell’acqua istituita dall’Onu e celebrata il 22 marzo. Considerando i consumi pro capite nei 27 Paesi dell’Unione europea per il periodo 1996-2007, l’Italia presenta valori superiori alla media europea (92,5 metri cubi pro capite annuo contro 85). In particolare, i consumi medi in Italia sono inferiori rispetto a Spagna (100) e Regno Unito (110), ma …

Europa – Italia, un progetto alternativo per la crescita Presentato il contributo del Pd al Programma nazionale di riforme.

Due obiettivi: crescita del tasso di occupazione femminile al 60% in 10 anni (3 milioni di donne occupate in più) e l’innalzamento della specializzazione produttiva dell’Italia. Bersani: “Nel governo nessuno si occupa in questo momento di lavoro, di redditi, di servizi”. Fassina: “Facciamo proposte alternative alla politica economica del governo, per risanare le finanze pubbliche e rilanciare la crescita senza patrimoniali”. 92 pagine di proposte per far ripartire l’Italia: è il contributo del PD per il Programma Nazionale di Riforme che il governo dovrà presentare in aprile alla Commissione europea. Contributo che sentiamo come un dovere verso l’Italia perché, come ha detto Bersani “nessuno si occupa in questo momento di lavoro, di redditi, di servizi. Questioni che non da oggi sono senza presidio. Come partito di opposizione c’è sembrato giusto avanzare una proposta per il Piano nazionale di Riforme, anche perché i documenti del governo sono stati sin qui assolutamente insufficienti, ed è un problema, perché l’Italia arriva da un decennio di scivolamento, da una crisi dopo la quale rimonta meno degli altri”. Come se …

“Andate in piazza e chiedete cultura”, di Maria Giulia Minetti

Andrea Jonasson, vedova Strehler, nominata Grande Ufficiale “Fate come in Germania, la crisi c’è ma nessun teatro ha chiuso”. «E a Vienna per incoraggiare i giovani se la sala non è piena vendono i biglietti a 7 euro». Può anche darsi che ce ne siano in giro di più emozionati, più felici e stupiti di essere stati così onorati dallo Stato, ma sembra assai improbabile. Grande Ufficiale al merito della Repubblica è un titolo che difficilmente un’artista del palcoscenico si aspetta (pure Commendatore, del resto, anche se Mariangela Melato lo divenne, nel 2003), e dunque Andrea Jonasson, italiana d’adozione, tedesca di nascita e crescita, s’è davvero commossa ricevendolo. Titolo non raro, va detto, e generosamente distribuito sono migliaia i Grand. Uff. che popolano l’elenco degli insigniti dal 1951, anno d’istituzione dell’Ordine, a oggi -, ma a rendere speciale, o almeno fuori del comune, quello attribuito a Jonasson è il giorno in cui l’ha avuto, lo scorso 10 marzo. Per legge, le onorificenze vengono concesse il 2 giugno (fondazione della Repubblica) e il 27 dicembre (promulgazione …