Anno: 2011

Il solito attacco ai giudici

Un Berlusconi senza argomenti non abbandona la scelta di attaccare le istituzioni. Si sente perseguitato e nasconde la vera vittima: il Paese abbandonato a sé stesso. Fiano: “E’ la favola del lupo che incolpa l’agnello di aver inquinato l’acqua. La Procura di Milano sappia che finché agirà nel solco della Costituzione, come noi siamo convinti che abbia fatto, ci troverà a difenderne l’operato” pubblicato il 20 gennaio 2011 , 157 letture Giudici giudici corte Il copione è lo stesso. Una replica di uno spettacolo brutto con il finale sempre scontato e noioso. Berlusconi in difficoltà per i vizi privati che inorridiscono il Paese risponde gettando fango sulle istituzioni e i giudici. Lui viene indagato e, unico in Italia, si rifiuta di presentarsi davanti ai Pm perché si reputa la vittima di complotti politici ai suoi danni. Berlusconi lancia nell’etere messaggi ai “promotori delle libertà”; da qui viene traghettato sui media azzerbinati; infine dal video rimbalza la notizia che il povero Silvio non può presentarsi davanti a “giudici che non hanno competenza né funzionale né territoriale …

"Inseguire i Paesi emergenti tagliando gli stipendi è sbagliato meglio qualità e innovazione", di Fabio Gambaro

La base della crisi. Il silenzio delle vittime. Da quando è iniziata la crisi ha sempre prevalso il silenzio delle vittime, questa volta le vittime non sono state zitte. «Nonostante la sconfitta oggettiva di chi si è opposto all´accordo su Mirafiori, quel 46% di voti contrari è un importante segnale della resistenza del mondo operaio italiano». Alain Touraine giudica i risultati del referendum alla Fiat di Torino, che «nella situazione di decomposizione politica del paese mostrano la vitalità dei lavoratori e la loro capacità di mobilitarsi. «Il celebre sociologo francese, autore di molti saggi tra cui “La globalità e la fine del sociale” e “Après la crise” (appena uscito in Francia da Seuil), lo sottolinea, dal suo ufficio alla prestigiosa École des Hautes Études en Sciences Sociales: «Il no di quasi la metà dei lavoratori sarà anche un appello disperato, come sostiene qualcuno, ma mostra che è possibile provare a difendere gli interessi dei lavoratori, anche sullo sfondo di un contesto estremamente sfavorevole e con il rischio reale di perdere il posto di lavoro. In …

Federalismo tradito

Pd: Il decreto sul Federalismo municipale è ‘farlocco’ ed indebolisce economicamente i Comuni. Si torna indietro di venti anni. Serve confronto in Parlamento. Anche l’Anci boccia il decreto Calderoli. Se non si cambiano rapidamente alcuni contenuti centrali del decreto sul fisco municipale, licenziato dal ministro Calderoli e ora all’attenzione della Commissione Bicamerale si rischia di consegnare all’Italia un federalismo ‘farlocco’ dove gli enti più in difficoltà saranno quelli più vicini ai cittadini ed i Comuni saranno nettamente più indeboliti. Si sottolinea inoltre che la celerità con quale La Lega vuole far approvare il decreto, non facilita certamente un buon servizio alle Regioni e per finalità di pura speculazione politica, la Lega farà tornare il Paese indietro di venti anni. Anche l’Anci ha bocciato il provvedimento perché come già ha fatto notare il Partito Democratico, quello proposto dalla Lega non è un vero federalismo, in quanto non crea una reale autonomia impositiva e produce ulteriore confusione nelle pratiche burocratiche, aumentando le difficoltà degli amministratori. “È paradossale che un provvedimento così rilevante come quello del federalismo municipale, …

"Tutte le donnine del capo: così l’Italia è tornata a «Drive In»", di Luigi Manconi

«Loro tre e 28 ragazze. Tutte ragazze che poi alla fine erano senza reggipetto e con solo le mutandine strette». Così Carlo Ferrigno ex prefetto di Napoli a proposito di una serata nella Villa di Arcore. Sociologicamente parlando. Chiunque abbia frequentato quell’autentico “romanzo di formazione”, che è stato per molti Drive In (1983-1988), con la sua estetica esuberante e scollacciata, procace e onanista, riconoscerà nella descrizione dell’ex prefetto un’autentica “scena madre”. O meglio: una vera e propria “scena primaria”, nell’accezione freudiana di evento psichico originario. Quelle ragazze “solo con le mutandine strette” sono la perfetta riproduzione della fantasia erotica offerta da Italia 1 (ci pensate: quasi trent’anni fa) agli italiani famelici di spensieratezza e di sesso. Per un verso, fa un po’ impressione che quella rappresentazione abbia richiesto quasi tre decenni per togliersi “il reggipetto” e diventare – pressoché inalterato nelle forme, più esile nelle misure: non più 90 60 90 – bene di consumo, certamente ancora elitario, e materia di chiacchiericcio telefonico; per altro verso, colpisce la capacità di Berlusconi di rispondere puntualmente ai …

Battisti, Pd: Gelmini e Bondi riferiscano alla Camera su boicottaggio libri

Ghizzoni e De Biasi: siamo a censura antidemocratica. “Vietare la lettura di un testo non servirà a sbloccare l’estradizione di Cesare Battisti. Si tratta di una scelta che conferma l’attitudine censoria di forze politiche per le quali il confronto di idee é temibile e pericoloso in sè. Ma i ministri Gelmini e Bondi nulla hanno da eccepire sulle intenzioni degli assessori Speranzon e Donazzan di epurare biblioteche civiche e scolastiche di libri scritti da autori non graditi?”. Se lo chiedono retoricamente le deputate De Biasi e Ghizzoni, che hanno presentato una interrogazione ai due ministri sulla proposta degli assessori veneti di mettere al bando i libri degli autori che nel 2004 sottoscrissero un appello in favore di Battisti. Nell’interrogazione, oltre a ribadire il giudizio fortemente negativo per la mancata estradizione dell’ex terrorista Battisti – come già espresso dalla mozione approvata dalla Camera dei Deputati – le due deputate PD esprimono forte preoccupazione per una iniziativa di vera e propria censura che in modo strisciante tenta di equiparare l’omicidio alle opinioni che, seppur criticabili, sono legittime …

"Disabili, il 30% delle scuole ha barriere architettoniche", di Paolo Ferrario

Migliora l’integrazione degli alunni disabili nelle scuole pubbliche italiane (statali e non statali), ma resta ancora tanto lavoro da fare, soprattutto sul versante dell’abbattimento delle barriere architettoniche. È questo il quadro che emerge dall’indagine presentata ieri dall’Istat, che ha preso in esame la situazione delle scuole elementari e medie inferiori nel biennio 2008/2009 e 2009/2010. In Italia, la scuola pubblica raccoglie circa il 97% degli alunni con disabilità che, in termini assoluti, alle elementari e medie inferiori sono poco più di 130mila: 73mila circa nella scuola primaria e 59mila circa in quella secondaria di primo grado. Nella scuola elementare la popolazione scolastica con disabilità ha un’età media intorno ai 9,7 anni e ben il 33% degli alunni frequentanti ha un’età superiore ai 10 anni. Nella scuola secondaria di primo grado l’età media della popolazione con disabilità è pari a 13,5 anni, con una percentuale di alunni con età superiore ai 15 anni pari al 20%. «Questi dati – osservano i ricercatori dell’Istat – evidenziano un elevato livello di ripetenza nella popolazione con disabilità, fenomeno negativo …

"Il mondo della cultura lotta insieme alla Fnsi contro i tagli del governo" di Luca Del Frà

Presso la sede della Fnsi a Roma il mondo della cultura, minacciata dai tagli del governo, annuncia una settimana di mobilitazione tra teatro, musica, danza e informazione. A rischio 4000 persone tra le aziende dei media. «La Costituzione italiana non è afona a proposito di cultura e informazione: ne garantisce la libertà, l’esistenza e la pluralità. I politici e governi hanno certo la possibilità di scelta negli indirizzi ma, al contrario dei regimi totalitari, hanno degli obblighi e non possono disinteressarsene o fare come gli pare». Gaetano Azzariti, professore di Diritto costituzionale alla Sapienza, ha sintetizzato così le motivazioni ideali della protesta che ieri ha visto riunirsi associazioni e movimenti di tutto il mondo della cultura presso la sede della Fnsi. Un fatto unico in Europa e probabilmente nel mondo: giornalisti, attori, musicisti e danzatori, professori e ricercatori universitari, sceneggiatori e registi, poeti e scrittori per oltre 50 sigle diverse, dal 24 gennaio – quando il Parlamento discuterà il decreto mille proroghe – daranno vita a una settimana di manifestazioni organizzate e spontanee, «flash mob» …