Anno: 2011

Adulterare gli alimenti non è più reato Legge cancellata dal 'semplificatore' Calderoli

Il provvedimento ‘taglialeggi’ abroga la l.263 del 1962, che puniva le sofisticazioni dannose alla salute. La denuncia del pm Guariniello: “Bloccati i processi sulla mozzarella blu e su altri casi simili”. Il Pd: “Presenteremo un emendamento al decreto milleproroghe”. Più che semplificare, il ‘taglialeggi’ varato dal ministro Roberto Calderoli rischia di azzerare l’ordinamento giuridico, abrogando leggi di vitale importanza. Se infatti si è rivelato un falso allarme quello dell’abrogazione del tribunale dei minori 1 (in effetti la norma di abrogazione c’era, ma è stata corretta in extremis prima della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale), al momento sembra definitiva l’abrogazione della legge 263 del 1962, che puniva le adulterazioni alimentari. A denunciarla il pm di Torino Raffaele Guariniello, che si occupa abitualmente di questo tipo di reati, e che dalla seconda metà di dicembre si trova di fatto bloccato, non avendo più alcuna normativa alla quale fare riferimento. Tra i procedimenti bloccati c’è anche quello sulle “mozzarelle blu”. Ma come si è arrivati all’abrogazione di una legge così importante, che tutela la salute dei cittadini? Il provvedimento …

La crisi di CIVIT dimostra il fallimento di Brunetta

Giovanelli chiede le dimissioni di Brunetta da ministro: “Nomine clientelari e corruzione in aumento”. “Finalmente il velo dell’ipocrisia e della demagogia si è strappato. Noi abbiamo avuto forti dubbi sulla utilità e sulla efficacia della Commissione per la valutazione e la trasparenza della pubblica amministrazione”. Così l’on. Oriano Giovanelli, Presidente del Forum della Pa e innovazione del PD commenta la notizia di oggi su La Repubblica che tratta sulle dimissioni di Pietro Micheli dalla Civit per “troppa burocrazia e pressioni” all’interno dell’ente. “Si trattava di una specie di specchietto luccicante – continua il deputato del PD – sopra una riforma che riproponeva vecchie ricette dirigiste e centraliste. Ne abbiamo poi criticato la sostanziale dipendenza dal ministro e l’esorbitante costo. Questo è il risultato. Il manifesto più eloquente del disastro Brunetta. Prima l’esproprio sulle scelte per la Pa che Tremonti ha fatto ai suoi danni, poi le nomine clientelari, l’aumento della corruzione, poi ancora la sostanziale indifferenza del sistema alla sua tanto strombazzata riforma; ora anche il fallimento della Civit. Brunetta si dimetta – conclude Giovanelli …

«Rifugiati. L’Italia sempre più ostile», di Marco Pacciotti

Rari nantes in gurgite vasto” ovvero “sperduti naviganti nell’immenso gorgo”. Così Virgilio descriveva Enea e i suoi in vista dell’approdo sulle coste laziali. Enea e il suo manipolo di donne e uomini erano degli sconfitti in cerca di un luogo dove sopravvivere. Degli autentici profughi di guerra! L’epica letteraria offusca questo dato, ma è così. Proviamo a pensare se fossero esistiti allora i respingimenti in mare. Volendo credere al mito, probabilmente Roma non sarebbe mai esistita. Di uomini e donne rifugiati o sfollati, oggi nel mondo ce ne sono oltre 43 milioni. Migranti forzati, percepiti dal nostro opulento occidente come una minaccia per il nostro benessere. Una falsità. La giornata mondiale del Migrante e del Rifugiato, che la Chiesa celebra il 16 gennaio, dovrebbe servire, fra l’altro, a dare una corretta informazione e a smuovere le nostre coscienze. Questo popolo in fuga rappresenta solo una minoranza “fortunata” rispetto alle centinaia di milioni che invece non riescono a fuggire da guerre, persecuzioni e carestie. Fondamentale quindi mobilitarsi a sostegno di quelle organizzazioni che sostengono “l’urto” e …

«Il palinsesto della politica», di Giovanni Valentini

C´è sempre lei, Nostra Signora Televisione, al principio e alla fine delle vicende politiche e giudiziarie di Silvio Berlusconi. L´alfa e l´omega del berlusconismo. Una stella polare, nel bene o nel male, per il nostro premier-tycoon colpito dal conflitto di interessi come da una maledizione biblica. Anche la “querelle” sul legittimo impedimento, appena risolta dalla Corte costituzionale con una sentenza pilatesca che ha ridotto lo scudo originario a uno scudetto, inizia e termina nel segno della tv. I tre processi per i quali la legge-ponte era stata concepita dalla distorsione (in)costituzionale del centrodestra, e ancor prima il lodo Schifani e il lodo Alfano, derivano tutti dall´intreccio di affari e malaffari che ruotano intorno all´azienda televisiva del presidente del Consiglio. Corruzione di un testimone, già condannato con sentenza definitiva, per coprire i fondi neri della Fininvest e i finanziamenti illeciti al Psi di Craxi; frode fiscale sui diritti televisivi; appropriazione indebita sui diritti cinematografici destinati alla tv. Sono le accuse della magistratura milanese a cui, tra un escamotage e l´altro, verosimilmente Berlusconi riuscirà a non rispondere …

«Un premier in fuga dal Paese, l’Italia non può permetterselo», di Umberto De Giovannangeli

Il segretario del Pd Bersani: «Per favore, ci vengano risparmiati ulteriori mesi di avvitamento». Vendola «Sgombri il campo, stiamo marcendo». Di Pietro: «Si assuma le proprie responsabilità». L’Italia non può restare prigioniera di un «premier in fuga da se stesso e dal Paese». È l’allarme lanciato dal segretario del Pd Pierluigi Bersani. Vergogna e preoccupazione per un premier che trascina l’Italia nel fango… Un premier «in fuga da se stesso e dal Paese». Un Paese che non può restare prigioniero delle nuove vicende giudiziarie che hanno investito Silvio Berlusconi. A lanciare l’allarme è Pierluigi Bersani. Il segretario del Pd chiede «rispetto per le indagini» e che «per favore, ci vengano risparmiati ulteriori mesi di avvitamento dell’Italia sui problemi di Berlusconi. Abbiamo un premier in fuga dal Paese e da se stesso. Dal Paese perché il governo cosa sta facendo? E da se stesso perché costretto ad aggirare cose vere o presunte. Non possiamo permettercelo». Sulla stessa lunghezza d’onda si muove Massimo D’Alema: «La notizia non è nuova nel senso che chiunque sia in grado di …

«La madre di tutte le inchieste», di Michele Brambilla

Berlusconi indagato: dov’è la novità? Sono anni che è indagato e sono anni che le inchieste e i processi contro di lui non spostano un voto perché ormai gli italiani sono tutti preventivamente schierati. E non cambiano idea neanche se gli si punta contro una pistola. Chi detesta Berlusconi sostiene che tutti questi processi dimostrano la sua inadeguatezza, per non dire di peggio, a governare. Chi lo ama è convinto che si tratti di una congiura ordita dalle toghe rosse. Insomma l’opinione su Berlusconi è fideistica nel bene e nel male, gli italiani reagiscono «a prescindere» dalla sostanza dei fatti. Dovremmo dunque pensare che anche questa volta la tempesta giudiziaria non porterà nulla di nuovo né a Palazzo, né nell’opinione pubblica. Eppure, eppure. Adesso una novità sembra esserci. Forse addirittura una novità decisiva (in un senso o nell’altro, poi vedremo perché). La novità è la straripante sicurezza ostentata dalla Procura di Milano. Mai si era visto un comunicato, letto dal capo dell’ufficio, così dettagliato. Mai si erano annunciate prove documentali inconfutabili (si parla perfino di …

Mirafiori, Bersani: "FIAT mantenga gli impegni. Ora rispettare l'accordo"

54% dei voti per il sì all’accordo contrattuale. Il segretario PD: “Ora nuove regole per rappresentanza e partecipazione. Mirafiori non esaurisce il problema auto in Italia, il governo deve intervenire con una politica industriale”. Fassina: “Aprire il confronto, il governo convochi le parti”. I commenti degli esponenti PD La lunga notte del referendum sull’accordo contrattuale si chiude con la vittoria del sì: dopo uno scrutinio durato circa 9 ore, con un vero e proprio testa a testa, l’accordo su Mirafiori è stato approvato con il 54% di voti favorevoli. Decisivo il voto degli impiegati. Al voto, iniziato con il turno delle 22 di giovedì, hanno partecipato 5.119 lavoratori, oltre il 94,2% degli aventi diritto. Il sì ha ottenuto 2.735 voti, pari al 54,05%. A votare no sono stati invece in 2.325 (45,95%), 59 le schede nulle e bianche. Nei primi seggi scrutinati, quattro del reparto montaggio e uno della lastratura, dove la Fiom è tradizionalmente forte, ha prevalso il no. Poi la situazione si è rovesciata: al seggio 5, quello degli impiegati, su 449 iscritti …