«All'asilo nido si gioca con un futuro incerto» di Cristiano Gori
Gli asili nido italiani stanno per cominciare una nuova, inattesa, stagione. La realtà dei servizi socio-educativi rivolti ai bambini sotto i tre anni si appresta, infatti, a trasformarsi. Da oltre vent’anni gli interventi pubblici sono finalizzati a incrementarne l’offerta ed elevarne la qualità e ampi passi in avanti sono stati effettivamente compiuti. Per rispondere alle esigenze delle famiglie, però, il sistema dovrebbe crescere ancora, ma ciò non sarà possibile. Nel prossimo futuro gli obiettivi potrebbero cambiare: dallo sviluppo alla difesa dell’esistente. Nell’ultimo decennio l’offerta è stata ampliata senza porre le basi per il suo mantenimento nel tempo. Tra il 2000 e il 2009, i posti nei nidi a finanziamento pubblico sono cresciuti di oltre il 60% (da 110mila a 180mila). L’estensione della ricettività non è stata accompagnata, però, dall’introduzione di modalità di finanziamento adeguate a sostenere i costi della gestione ordinaria. Detto altrimenti, lo sforzo teso ad aprire nuovi servizi è stato grande mentre minore è risultato quello finalizzato a costruire le condizioni per mantenerli nel tempo. L’eredità del decennio s’intreccia con le vicende più …
