«Giustizia, governo e legislatura: tutto in diciassette giorni», di Fabio Martini
Tra l’11 e il 28 gennaio il premier si gioca tutto. Sono trenta i deputati nel mirino della maggioranza Il presidente del Consiglio lo sa meglio di ogni altro. Tra l’11 e il 28 gennaio lui e il suo governo si giocano tutto. Diciassette giorni decisivi per il futuro di una legislatura che da qualche mese ha iniziato a scricchiolare e che potrebbe precipitare (o rianimarsi) per gli effetti diretti e congiunti di almeno tre eventi: la sentenza della Corte Costituzionalità sulla legge del legittimo impedimento; l’esito del referendum tra i lavoratori di Mirafiori; l’approvazione o il congelamento dei decreti attuativi sul federalismo. Silvio Berlusconi lo sa così bene che neppure durante le feste di Natale ha dismesso l’attività di sondaggio dei parlamentari «delusi», come li chiama lui. Ha messo nel mirino una trentina di potenziali reclute, confidando di portarne a casa la metà o poco meno. Un lavorìo sotto traccia di cui, come sempre, si misurerà l’efficacia soltanto a cose fatte, ma da quel pochissimo che trapela potrebbe rinnovarsi la sorpresa per il distacco …
