Anno: 2012

"Ora l'Europa non ha più alibi", di Franco Bruni

La Corte costituzionale tedesca ha dato il semaforo verde all’Esm, il Meccanismo Europeo di Stabilità, il cosiddetto fondo salva-stati permanente che sostituirà quelli temporanei con i quali finora sono stati erogati aiuti a Grecia, Irlanda e Portogallo. Le motivazioni della Corte possono essere lette con maggiore o minore ottimismo. Viene qualche fastidio nel vedere l’insistente sottolineatura con cui è richiamata la legislazione esistente, in base alla quale il Parlamento di Berlino mantiene forti poteri di continua interferenza nelle decisioni dell’Esm, che pure è un’istituzione intergovernativa nel cui direttivo la Germania è rappresentata coi voti del «maggior azionista». E’ un richiamo che ricorda che non mancheranno residui poteri di veto nell’esercizio di una solidarietà con cui l’Europa, in fondo, salva tutta se stessa. Ma è anche un richiamo che, in Germania, rafforza la Corte nei confronti dei nemici dell’Esm e riflette i limiti del meccanismo come è stato concepito: cioè scarsamente autonomo dal concerto politico dei Paesi membri nell’affrontare le minacce alla stabilità sistemica dell’euro area; meno rapido e pronto di quanto sarebbe desiderabile per adottare …

"Ora l'Europa non ha più alibi", di Franco Bruni

La Corte costituzionale tedesca ha dato il semaforo verde all’Esm, il Meccanismo Europeo di Stabilità, il cosiddetto fondo salva-stati permanente che sostituirà quelli temporanei con i quali finora sono stati erogati aiuti a Grecia, Irlanda e Portogallo. Le motivazioni della Corte possono essere lette con maggiore o minore ottimismo. Viene qualche fastidio nel vedere l’insistente sottolineatura con cui è richiamata la legislazione esistente, in base alla quale il Parlamento di Berlino mantiene forti poteri di continua interferenza nelle decisioni dell’Esm, che pure è un’istituzione intergovernativa nel cui direttivo la Germania è rappresentata coi voti del «maggior azionista». E’ un richiamo che ricorda che non mancheranno residui poteri di veto nell’esercizio di una solidarietà con cui l’Europa, in fondo, salva tutta se stessa. Ma è anche un richiamo che, in Germania, rafforza la Corte nei confronti dei nemici dell’Esm e riflette i limiti del meccanismo come è stato concepito: cioè scarsamente autonomo dal concerto politico dei Paesi membri nell’affrontare le minacce alla stabilità sistemica dell’euro area; meno rapido e pronto di quanto sarebbe desiderabile per adottare …

"Il fuoco dell´estremismo sulla primavera araba", di Lucio Caracciolo

L´obiettivo strategico dei jihadisti che hanno assassinato l´ambasciatore americano a Tripoli è la strana ma efficiente alleanza Stati Uniti-Fratelli musulmani emersa dalla «primavera araba». L´identico bersaglio dei salafiti che nelle stesse ore si sono scatenati contro la sede diplomatica Usa al Cairo per protestare contro il provocatorio film su Maometto. Un film prodotto da un oscuro uomo d´affari israelo–americano, sponsorizzato da donatori ebrei, cristiani copti egiziani e ultrareazionari protestanti americani. La coincidenza con l´anniversario dell´11 settembre e con l´avvio della fase decisiva della campagna per la Casa Bianca accentua l´eco di eventi già traumatici. Poco importa se la coincidenza fra la diffusione in Internet di alcuni estratti del film antimaomettano, l´assassinio del diplomatico americano e le proteste nella capitale egiziana – destinate a diffondersi nel vasto arcipelago islamico – sia o meno frutto di premeditazione. Contano gli effetti, non solo in Nordafrica ma in tutto il Grande Medio Oriente. È troppo presto per stabilirli, non per ragionare sulla dinamica degli eventi in Libia e in Egitto, come sul modo in cui vorrà reagire l´America. Partiamo …

"Il fuoco dell´estremismo sulla primavera araba", di Lucio Caracciolo

L´obiettivo strategico dei jihadisti che hanno assassinato l´ambasciatore americano a Tripoli è la strana ma efficiente alleanza Stati Uniti-Fratelli musulmani emersa dalla «primavera araba». L´identico bersaglio dei salafiti che nelle stesse ore si sono scatenati contro la sede diplomatica Usa al Cairo per protestare contro il provocatorio film su Maometto. Un film prodotto da un oscuro uomo d´affari israelo–americano, sponsorizzato da donatori ebrei, cristiani copti egiziani e ultrareazionari protestanti americani. La coincidenza con l´anniversario dell´11 settembre e con l´avvio della fase decisiva della campagna per la Casa Bianca accentua l´eco di eventi già traumatici. Poco importa se la coincidenza fra la diffusione in Internet di alcuni estratti del film antimaomettano, l´assassinio del diplomatico americano e le proteste nella capitale egiziana – destinate a diffondersi nel vasto arcipelago islamico – sia o meno frutto di premeditazione. Contano gli effetti, non solo in Nordafrica ma in tutto il Grande Medio Oriente. È troppo presto per stabilirli, non per ragionare sulla dinamica degli eventi in Libia e in Egitto, come sul modo in cui vorrà reagire l´America. Partiamo …

"Il debito italiano nasce a scuola", di Alessandra Ricciardi

La bassa competitività del sistema Paese inizia dal basso, dalla scuola. Che, nonostante i miglioramenti dell’ultimo ventennio, mostra di essere ingessata rispetto alla sfide del sistema globale e soprattutto di aver rinunciato alla mission che l’aveva caratterizzata negli anni del boom economico, quella di fare da ascensore sociale. L’atto di accusa è dell’Ocse, che nell’ultimo rapporto sull’educazione evidenzia investimenti inferiori alla media dei paesi europei, alti tassi di disoccupazione giovanile combinati ad alti tassi di dispersione scolastica. E poi, insegnanti mal pagati e per giunta in avanti con gli anni. Il premier Mario Monti ieri, in un momento di estrema sincerità nel confronto con le parti sociali sulla crisi, ha ammesso che le politiche di rigore inferte dal suo esecutivo hanno certamente peggiorato la recessione. Ma che è stata una scelta inevitabile per tenere sotto controllo il debito pubblico. La scuola è stata, da ben prima di Monti, il terreno privilegiato delle politiche restrittive della spesa dello stato. La manovra più consistente è stata quella dell’ultimo governo Berlusconi: con il decreto legge 112/2008 il ministro …

"Il debito italiano nasce a scuola", di Alessandra Ricciardi

La bassa competitività del sistema Paese inizia dal basso, dalla scuola. Che, nonostante i miglioramenti dell’ultimo ventennio, mostra di essere ingessata rispetto alla sfide del sistema globale e soprattutto di aver rinunciato alla mission che l’aveva caratterizzata negli anni del boom economico, quella di fare da ascensore sociale. L’atto di accusa è dell’Ocse, che nell’ultimo rapporto sull’educazione evidenzia investimenti inferiori alla media dei paesi europei, alti tassi di disoccupazione giovanile combinati ad alti tassi di dispersione scolastica. E poi, insegnanti mal pagati e per giunta in avanti con gli anni. Il premier Mario Monti ieri, in un momento di estrema sincerità nel confronto con le parti sociali sulla crisi, ha ammesso che le politiche di rigore inferte dal suo esecutivo hanno certamente peggiorato la recessione. Ma che è stata una scelta inevitabile per tenere sotto controllo il debito pubblico. La scuola è stata, da ben prima di Monti, il terreno privilegiato delle politiche restrittive della spesa dello stato. La manovra più consistente è stata quella dell’ultimo governo Berlusconi: con il decreto legge 112/2008 il ministro …

«Noi ragazzi in cattedra gratis», di Giusi Fasano

A Novi di Modena e nella frazione di Rovereto la scuola sarà anche questa. Alessandro, Alice, Federica e Laura proveranno a far innamorare della matematica i bambini delle elementari e i ragazzini delle medie. E lo faranno gratis. Due-tre lezioni alla settimana nelle non-scuole di Novi e Rovereto, sotto le tensostrutture. Niente contemplazione di numeri e formule, solo laboratori e strumenti che faranno la gioia di centinaia di studenti. Laureati o dottorandi, età compresa fra i 26 e i 30 anni, questi quattro professori speciali hanno in comune la passione per la matematica e l’esperienza di Formath, società e sito internet che si occupa di divulgazione e formazione scientifica anche per gli insegnanti. Il loro punto forte è insegnare diventando un po’ bambini, con i loro strumenti «strani», con la matematica «fatta», più che spiegata. Se chiedi a un bambino perché una bolla di sapone viene rotonda la risposta più classica è «perché esce da un cerchietto». Quegli stessi bambini restano incantati, e magari si appassionano alla spiegazione, se verificano che comunque, anche da un …