"L´Europa federale tra il sogno e la realtà", di Eugenio Scalfari
Mario Monti sarà ancora operativo fino a gennaio, poi la campagna elettorale inevitabilmente lo congelerà. Quattro o cinque mesi, ma ricchi di eventi e di decisioni che possono avere effetti notevoli su quanto ne seguirà nella prossima legislatura. La prima decisione da prendere riguarda il rapporto tra il governo, il mercato e la Banca centrale europea. Finora Monti ha battuto e ribattuto sul tasto che l´Italia ce la farà da sola a rimettersi in piedi, restando fedele al programma di rigore già in atto, procedendo con le riforme soprattutto per quanto riguarda la rapidità dei tempi della giustizia civile, la riqualificazione della spesa, l´evasione e infine il rifinanziamento, per quel che è possibile, dell´economia reale. Questo orgoglio nazionale è stato un buon “incipit” per avviare il negoziato con la Bce e ottenere il suo intervento sul mercato dei titoli. Parliamoci chiaro: quell´intervento è indispensabile per difendere la moneta unica e garantire l´efficacia della politica monetaria, ma Draghi non darà mai inizio all´operazione da lui battezzata “non convenzionale” senza il via libera del fondo “salva Stati”, …
