Anno: 2013

Carpi (Mo) – Convegno: progettare il passato. Strategie di intervento sui luoghi della memoria

23 maggio ore 14.30 Saluti Enrico Campedelli, Sindaco di Carpi Massimo Mezzetti, Assessore alla Cultura Regione Emilia Romagna Inizio lavoro Presiede Lorenzo Bertucelli, Presidente Fondazione Fossoli Ore 15 Introduzione di Manuela Ghizzoni, CdA Fondazione (le politiche relative ai luoghi di memoria) Sessione dedicata a una panoramica europea sul restauro nei/dei luoghi di memoria • Selezione di casi, Arch. Andrea Luccaroni • Testimonianza della realtà inglese • Marzia Luppi: Il fattore tempo nei progetti di intervento sui luoghi: il caso francese • Ines Tolic: la memoria recente dei Balcani discussione Venerdì 24 maggio ore 9.30 Apertura Arch. Carla Di Francesco, Direttore generale Beni culturali e paesaggistici Emilia – Romagna Arch. Giovanni Gnoli, Responsabile Dirigente Settore A4 (Restauro e conservazione del patrimonio immobiliare artistico e storico) Presiede Arch. Giovanni Leoni, Consiglio di Amministrazione Fondazione Fossoli Arch. Marco Pretelli, arch. Andrea Ugolini, arch. Chiara Mariotti e arch. Alessia Zampini Presentazione dei primi risultati del lavoro di ricerca per la conservazione delle strutture di Fossoli. Confronto con i responsabili dei luoghi: Auditorium Loria-Carpi Saluti Enrico Campedelli, Sindaco di Carpi …

"Esodati, l’ultima furbata del governo", di Salvatore Cannavò

La commissione speciale della Camera ha bloccato l’ennesima furbizia del governo sugli esodati. L’organismo parlamentare incaricato di approvare gli atti del governo, cioè i decreti, ha dato all’una – nimità parere favorevolealde- creto sulla terza tranche di esodati, 10.130 lavoratori per i quali, dopo i primi 65 mila e i successivi 55 mila, è previsto il salvataggio. Solo che il governo ha inserito una norma che mo- difica la stessa legge Fornero, madre degli esodati. Per i “contribuenti”prosecutori volontari”, infatti, è stata individuata una nuova restrizione anche per quelli che avessero ripreso a lavorare a qualsiasi titolo prima del 4 dicembre 2011 e non dopo come è scritto sulla legge. La richiesta di modifica rivolta al governo è stata avanzata dal Pd ma avuto il consenso di tutti i gruppi, M5S compreso. Nel parere è stata inserita anche una “osservazione”di quest’ultimo con cui si chiede all’Inps di effettuare“un precisocensi- mento di tutte le domande pre- sentate”in modo che il governo possa avere chiara la situazione. La divergenza tra il decreto e la legge di stabilità, …

"Mistero triste a cinque stelle", di Gian Antonio Stella

Tutti nemici, moltissimo onore? Dopo avere espresso il loro disprezzo per tutti i partiti («Noi vogliamo una cosa nuova. Una iper-democrazia senza i partiti. Che non contempla i partiti»: Beppe Grillo), per tutti i giornalisti italiani («Mi stanno tutti sul c…»: il capogruppo al Senato Vito Crimi), per tutti gli accordi («Noi non faremo mai accordi coi partiti»: la capogruppo alla Camera Roberta Lombardi), nel mirino dei pentastellati sono finiti tutti gli intellettuali. «Abbiamo sottolineato che nel nostro Movimento non ci sono intellettuali», ha spiegato come se rivendicasse l’assenza di ladri o stupratori il portavoce a Montecitorio Enrico Massimo Baroni raccontando dell’incontro all’ambasciata americana, «E quando loro hanno citato il nome di Fo abbiamo fatto notare che non è un intellettuale perché ha scritto Mistero Buffo dove dà voce alla gente comune». Tesi interessante perché escluderebbe dalla repellente categoria Charles Dickens (scrisse dei bassifondi londinesi) o Victor Hugo (si occupò di miserabili) lasciando però un dubbio: e Montale, Sciascia, Calvino? Gente da evitare? Ora, che si possano attaccare molti intellettuali è legittimo. Fu durissimo, tra …

"È l’ora di soluzioni chiare", di Francesco Manacorda

No, non è un buon segnale quello che arriva dal rinvio – si spera di pochissimi giorni – del Consiglio dei Ministri che ieri avrebbe dovuto approvare il decreto per sbloccare una parte dei crediti vantati dalle imprese nei confronti della Pubblica amministrazione. Non lo è per almeno due motivi: il primo, e il più ovvio, è che su questa materia bollente ed essenziale non per lo sviluppo, ma per la sopravvivenza, di molte aziende non sono più ammissibili ulteriori ritardi, esitazioni o soluzioni pasticciate; il secondo motivo è che lo stop improvviso al decreto è stato determinato in buona sostanza dai dubbi espressi dalle stesse imprese sull’efficacia dei meccanismi previsti dal governo per i pagamenti. Sono loro che esaminando la bozza del testo in circolazione fino a ieri, si sono trovate davanti un meccanismo poco efficiente e hanno trasferito i loro dubbi all’esecutivo, che ha preferito rimandare il via libera al testo. Tra le critiche delle imprese un eccesso di burocrazia nelle procedure per i rimborsi e il fatto che in molti casi gli …

"Perché serve il governo politico", di Ruggiero Paladini

“Contrordine compagni”, di sarebbe detto un tempo. Ciò che sembrava semplice si mostra complicatissimo. Proviamo a mettere in ordine i tasselli. Partiamo dal fatto che le regole comunitarie di Eurostat stabiliscono che le somme dovute dalle amministrazioni pubbliche per fornitura di beni e servizi non entrano né nel conto economico (deficit), né in quello patrimoniale (debito). In condizioni normali dovrebbe essere un fondo che si rinnova con vecchie fatture che escono e nuove che entrano. Anche nel mondo delle imprese questo fenomeno esiste come fatto fisiologico. Ma nel nostro Paese il fenomeno, in particolare negli ultimi anni, diventa patologico: le somme lievitano fino a raggiungere, e forse superare, i 100 miliardi. Intanto il Paese affronta il secondo anno di recessione, con previsioni che già superano quella appena rivista (in peggio) dal ministero dell’Economia (-1,3%), e che indicano almeno un -1,8. Nel frattempo il credit crunch si stringe su famiglie e imprese. Bene, perché non incominciare a pagare un po’ di debiti? Anche la Commissione europea sollecita l’Italia in questo senso, sulla base di una considerazione …

I parlamentari Pd del cratere costituiscono il “gruppo terremoto”

E’ formato dai modenesi Ghizzoni e Vaccari insieme agli emiliani Bratti, Marchi e Broglia. Una struttura di lavoro informale, ma del tutto inedita: cinque parlamentari emiliani del Pd eletti nella zona del cratere hanno dato vita al cosiddetto “gruppo terremoto”. Già lunedì prossimo i modenesi Ghizzoni e Vaccari, il ferrarese Bratti, il reggiano Marchi e il bolognese Broglia avranno un primo incontro in Regione. Molte delle richieste presentate dal “tavolo di crisi” costituito dalle associazioni imprenditoriali locali modenesi sono già nella loro agenda, a cominciare dalla proroga dello stato di emergenza fino alla fine dell’anno e dalla revisione degli studi di settore. Puntano a essere una sorta di “struttura di collegamento”, seppure informale, tra le istanze che arrivano dal territorio e le sedi istituzionali deputate a dare delle risposte, ovvero Parlamento e Regione. Cinque parlamentari Pd eletti nella zona del cratere hanno dato vita al cosiddetto “gruppo terremoto” che proprio lunedì prossimo avrà un primo incontro presso la sede della Regione Emilia-Romagna. A comporre questa struttura di lavoro del tutto inedita sono cinque parlamentari che, …