Anno: 2013

Democrazia, moralità e trasparenza della vita pubblica. Misure per la riduzione dei costi della politica e della burocrazia

I costi eccessivi di politica e burocrazia sono da tempo denunciati, sia nella dimensione del fenomeno che nei suoi dati numerici. La riduzione di tali costi ha un significato non solo economico di riduzione della spesa pubblica, ma anche sociale e morale, di abbattimento di ingiustificati privilegi e di ripristino di una vera parità tra governanti e governati. Occorre intervenire in parte con legge costituzionale e in parte con legge ordinaria (o decreto legge). A) LA NOSTRA PROPOSTA SUL FINANZIAMENTO E LA DEMOCRAZIA DEI PARTITI E DEI MOVIMENTI POLITICI La politica è un bene comune che non può essere lasciato solo nelle mani dei miliardari o dei padroni dei mezzi di comunicazione di massa. Per questa ragione in Europa esistono forme di finanziamento pubblico attraverso le quali i cittadini, anche meno abbienti, possono partecipare alla vita politica del Paese. L’attuale sistema di finanziamento della vita politica nazionale è però caratterizzato da incongruenze e opacità tali da giustificare le critiche che l’opinione pubblica rivolge in modo sempre più acuto e crescente. Dunque è opportuno intervenire, tenendo …

Il ragazzo ama il latino (ed è subito polemica), di Stefano Bartezzaghi

“Il latino non serve”. Ad affermarlo non è stato Papa Francesco, giovedì scorso, quando ha deciso di pronunciare in italiano la sua prima omelia (Ratzinger l’aveva tenuta in latino, e aveva detto messa voltato verso l’altare). La recisa opinione è stata invece espressa lo scorso sabato, in una lettera che il lettore Giuseppe Chiassarini ha inviato a Repubblica. Il figlio non aveva avuto le ore di latino previste per quel giorno, e se ne era dispiaciuto perché il «latino è cultura». Il padre si è dichiarato preda di «una grande tristezza e anche di una certa rabbia. La classe politica che per decenni ha lasciato che tanti nostri figli impegnassero molte energie per imparare una lingua morta e, peggio, che ha inculcato in loro l’idea che questa lingua morta fosse importante, è una classe politica a sua volta morta». Certamente la pensa diversamente Giovanna Chini, la giornalista dell’Ansa che unica fra i colleghi ha capito subito cosa stesse succedendo quando Benedetto XVI annunciava, in latino, le proprie dimissioni. Chirri è diventata una specie di star …

Stop al conflitto di interessi. Restituiamo moralità alla politica

La legge sul conflitto di interessi è al primo punto della nostra azione di governo. Le nuove regole sul conflitto di interessi riguarderanno non solo le cariche di governo, come è oggi, ma anche quelle di Regioni, enti locali e autorità indipendenti. Vogliamo abrogare la legge attuale e riscriverla rafforzando i controlli per l’accertamento del conflitto di interessi e introducendo sanzioni più severe per chi la viola. La nostra proposta La politica deve reggersi su un rapporto di fiducia tra cittadini e responsabili politici e occorre cancellare tutte le situazioni nelle quali questo rapporto di fiducia potrebbe venire meno. Si pone perciò il problema di prevenire il conflitto o gli intrecci tra gli interessi privati di queste personalità e gli interessi pubblici che essi devono perseguire. Il centrodestra nel 2004 ha approvato una legge sul conflitto di interessi (la cosiddetta legge Frattini) che, per espressa ripetuta dichiarazione dell’ autorità Antitrust (delegata alla sua applicazione) è del tutto inefficace. Quella legge va sostituita con misure più efficaci che si pongono nel solco del dibattito avutosi nella …

"Impressioni di marzo", di Manuela Ghizzoni

“Quante gocce di rugiada intorno a me cerco il sole ma non c’è” 15 marzo 2013: primo vagito della XVII legislatura. Tante, tante, tante facce sconosciute e normali (come normale penso sia la mia: forse non bella ma certamente normale). Ai giornalisti interessano però solo quelle di un gruppo particolare, le altre no; le meno interessanti in assoluto sono quelle dei giovani eletti del PD (quando un giornalista che tenta l’approccio alla/al giovane deputata/o che veste casual e scopre che non è del M5S ma del Pd, se ne va sdegnato); evidentemente non sono abbastanza “normali”. Ma giudicate voi: a questo link http://www.camera.it/leg17/28 potrete vedere, per ordine alfabetico, il ritratto fotografico di ogni deputato e indovinare a che gruppo appartiene… La giornata è dedicata a tre votazioni successive per la elezione del Presidente della Camera. Noi del Pd lasciamo scheda bianca. Perché? Per perdere tempo e sperperare denaro pubblico, come amplificano i nostri detrattori? No, è che per fare un pane buono occorrono ingredienti genuini e una lenta lievitazione, fattori che non possono certo essere …

"L’Italia stremata dalla crisi cerca un governo valido", di Carlo Buttaroni*

Per Confesercenti è una catastrofe. Sono migliaia le imprese del commercio e della ristorazione che stanno chiudendo in questi primi mesi del 2013 e, parallelamente, crolla il tasso di nascita di nuove attività. Analoga situazione per le imprese di costruzioni. Nel 2012 hanno chiuso 62mila imprese edili (su un totale di 895mila del comparto) e sono stati persi 81mila posti di lavoro (-4,6%). Non è andata meglio agli artigiani dell’edilizia, solitamente più reattivi. Hanno chiuso l’attività 55mila piccoli costruttori, con un saldo negativo del 2% rispetto all’anno precedente. Per Confartigianato, il trend della produzione è drammatico: -16,2% nel corso del 2012, tre volte peggio della media europea. Ad aggravare la situazione è stata anche la stretta creditizia. Secondo l’Osservatorio di Confcommercio, quasi il 40% delle imprese si è visto rifiutare la richiesta di finanziamento oppure gli è stata drasticamente ridotta la quota finanziata. Tra giugno 2011 e lo stesso mese del 2012, secondo Unioncamere, si è verificata una flessione nell’erogazione bancaria pari al 2,5%. Nella grande maggioranza dei casi (70%), il finanziamento era necessario a …

Bersani: «No a scambi indecenti con il Pdl», di Simon Collini

Il Pd respinge l’offerta di Alfano. All’ipotesi di uno scambio tra Quirinale al Pdl e appoggio al governo Bersani, risponde no: proposta indecente. Il leader Pd dice no anche ad accordi preventivi per il governo. Pronta la legge sulla riforma del finanziamento ai partiti. Niente accordi preventivi e niente scambi indecenti. Pier Luigi Bersani si prepara alla sfida decisiva, che tra consultazioni al Quirinale, auspicabile incarico e poi incontri con gli altri partiti si gioca tutta questa settimana. Certo, il successo o il fallimento dell’operazione «governo di cambiamento» si determinerà la prossima settimana, quando se tutti i piani del leader Pd si realizzeranno, le Camere saranno chiamate a votare la fiducia. Ma è soprattutto nelle prossime ore che quella partita verrà preparata. E Bersani lancia dei messaggi piuttosto espliciti agli altri protagonisti in campo. A cominciare dal segretario del Pdl Angelino Alfano, che dice il suo partito potrebbe appoggiare un’ipotesi di governo Bersani se al Quirinale andasse un esponente di area moderata indicato dal centrodestra: «Per scambi indecenti qui non c’è recapito», è la risposta …

"Senza manifattura non ci sarà crescita", di Franco Ernesto

E le fabbriche? Mentre discutiamo di presidenza del Consiglio e della Repubblica, di Beppe Grillo e di marò, rischiamo di dimenticarcele. Un gravissimo errore. Il manifatturiero è la spina dorsale del sistema economico. Non solo perché in Italia ci sono almeno sei milioni di operai, rispetto a 30 milioni di persone che lavorano e a 14 milioni che hanno un rapporto a tempo indeterminato (dati Istat). Ma soprattutto perché senza manifatturiero non può esserci terziario, non ha senso parlare di servizi, di ricerca e sviluppo, di crescita economica, di uscita dalla crisi. Senza fabbriche, insomma, non si va da nessuna parte. Non è un caso che la Germania sia da tempo la locomotiva economica d’Europa: lì il manifatturiero pesa per il 26% del Pil, e si tratta per lo più di produzioni ad elevato valore aggiunto, con un altissimo contenuto di ricerca e sviluppo, e in larga parte destinate all’esportazione. Eppure, l’economia reale è stata la grande assente dal dibattito mediatico sulle elezioni. Di fabbriche – purtroppo – si parla solo quando chiudono, quando gli …