"Ilva in mezzo al guado. Lavoro e stipendi a rischio", di Marco Tedeschi
Il caso Ilva torna in mezzo al guado. Lavoro e stipendi sono a rischio. Adesso che la Procura ha detto no al dissequestro di coils e lamiere e quindi respinto l’istanza che gli avvocati dell’Ilva avevano presentato in base alla legge approvata dal Parlamento prima di Natale, la situazione del complesso siderurgico di Taranto si complica di nuovo e rischia di diventare di difficile soluzione, con la nascita di nuove tensioni. Il no dei pm, al quale farà presumibilmente seguito nei prossimi giorni anche quello del gip Patrizia Todisco, rimette in discussione un percorso che governo, azienda e sindacati ritenevano di aver stabilizzato. La legge, la numero 231 del 24 dicembre scorso pubblicata sulla «Gazzetta Ufficiale», stabilisce infatti che l’Ilva possa continuare la produzione per un periodo di 36 mesi il tempo fissato dall’Aia per la messa a norma della fabbrica e anche commercializzare i prodotti finiti realizzati prima del 3 dicembre scorso, giorno in cui è stato pubblicato il decreto n. 207 da cui è poi nata la legge n. 231. I magistrati, però, …
