Anno: 2013

"Casini, il Porcellum e il caos al Senato", di Gianluigi Pellegrino

Casini è tornato ad intimare a Bersani di dimenticare Palazzo Chigi se la sua coalizione non avrà anche la maggioranza al Senato. Perché, ha aggiunto, «siamo in un sistema a bicameralismo perfetto». Posizione legittima, ma solo in astratto perché viene da chiedersi se il leader dell’Udc sia consapevole di evocare in questo modo il caos istituzionale. Atteso che ciò che vale per Bersani non può non valere per gli altri candidati-premier e Monti tra questi, le cui coalizioni sono ben lontane dall’avere la maggioranza, non solo al Senato anche alla Camera. Inutile aggiungere che per Monti è la conseguenza elementare della scelta di salire o scendere in campo, perdendo così, consapevolmente e per sempre, ogni ruolo di super partes che gli era stato assegnato e riconosciuto. L’uscita di Casini, se zoppica sul versante politico, allo stesso tempo fa leva su uno degli aspetti più assurdi della legge elettorale con la quale stiamo tornando a votare. Al Senato, infatti, il Porcellum si appresta a mostrarci il peggio di sé, perché verrà a sommarsi l’incomprensibilità di un …

"Inflazione 3%, top dal 2008 E la spesa si fa più cara", da unita.it

L’ennesima conferma che il 2012 è stato un anno complicato per l’economia arriva dal dato sull’inflazione diffuso dall’Istat. La media dei dodici mesi è pari al 3%, due decimi di punto in più rispetto al 2,8% registrato per il 2011. Il risultato più alto dal 2008. Aumentano i prezzi e il ‘carrello della spesa’ si fa più leggero ma più salato: nell’anno che si è appena concluso è arrivato al 4,3% dal 3,5% del 2011. Più contenuta, spiega l’Istituto, è stata invece l’accelerazione della crescita dei prezzi dei prodotti a media frequenza di acquisto che sono aumentati del 2,8%, rispetto al 2,6% dell’anno precedente. Per contro, il tasso di incremento medio annuo dei prezzi dei prodotti a bassa frequenza di acquisto scende all’1,2%, dall’1,5% del 2011. Secondo il Codacons l’aumento dell’inflazione ha determinato una stangata da 1.048 euro per una famiglia di tre persone e di 1.155 euro per un nucleo di quattro. Secondo l’associazione dei consumatori con un carrello della spesa che sale del 4,3% gli acquisti di tutti i giorni aumentano, per un …

"L'agricoltura torni al centro dell'agenda", di Carlo Petrini

Mancano meno di due mesi alle prossime elezioni, l’attenzione si concentra, come ovvio, sulle candidature e sulle future alleanze; tuttavia si avverte una diffusa sensazione di ripartenza, di possibilità di riscrittura che non si avvertiva da tempo. Complice una crisi di portata storica che coinvolge tutto e tutti: che attraversa l’economia, l’ambiente, la politica, la vita quotidiana delle persone. E quindi tocca pensare. Cosa vogliamo? O meglio: di cosa abbiamo bisogno? E cosa vogliamo fare per ottenerlo? Chiedere ai candidati di occuparsi di “politiche alimentari”, ovvero di ripensare, ridisegnare, quelle che finora sono state, in modo impreciso, inadeguato e insufficiente, chiamate “politiche agricole”, non è cosa di poco conto per il futuro di questo Paese. Su questo terreno vale la pena di sottolineare quelle che secondo me dovrebbero essere le priorità del prossimo governo centrale, ma anche dei prossimi governi regionali, dato che anche alcune regioni rinnoveranno i loro amministratori tra poche settimane. Quattro punti, quattro pensieri, quattro piccoli ma forti pilastri su cui appoggiare un nuovo modo di pensare l’agricoltura di questo paese; una …

Monti al Pd: Silenziare la Sinistra. La risposta del segretario: «Rispetti il nostro partito», di Simone Collini

Ribadisco il rispetto ma chiedo il rispetto. Per tutto il Pd». A Pier Luigi Bersani non è per niente piaciuto il consiglio che dalle telecamere di Unomattina gli ha inviato Mario Monti, quello cioè di avere il coraggio di «tagliare le ali estreme», quello di «silenziare» Stefano Fassina. E la risposta che dà a distanza al presidente del Consiglio è questa. «Siamo un partito liberale che non chiuderà la bocca mai a nessuno, che troverà sempre una sintesi e credo che il coraggio che mi si chiede l’ho dimostrato. Il coraggio non è quello di chiudere la bocca alla gente, ma di lasciarla parlare, partecipare e trovare una sintesi. Questa è la mia idea». Nel commentare le uscite del premier con i suoi è anche più duro, ma in pubblico il leader del Pd prova a rispondere giocando sul tasto dell’ironia: «Tutti i difetti del Pd si scoprono oggi? Per un lungo anno non si sono visti?», col sorriso a mezza bocca. E l’occupazione degli spazi televisivi da parte del premier? «Non sto lì a …

"Damiano: errori nelle riforme Fornero, le cambieremo", di Enrico Marro

Mandare in pensione con le vecchie regole tutti gli esodati, anche se fossero altri 260 mila oltre i 130 mila già tutelati. Ripristinare da subito l’indicizzazione ai prezzi delle pensioni superiori a tre volte il minimo. Garantire le attuali durate dell’indennità di mobilità (massimo 48 mesi) finché il Paese non sarà uscito dalla crisi. Cancellare l’articolo 8 della legge Sacconi che consente agli accordi aziendali di derogare alle norme anche in materia di licenziamento. Queste le intenzioni di Cesare Damiano, Pd, ex Fiom-Cgil ma della minoranza riformista, che da ministro del Lavoro del governo Prodi smontò nel 2007 la riforma delle pensioni Maroni, sostituendo lo “scalone” con le più morbide “quote”. Ora ha vinto le primarie a Torino e punta a tornare tra i protagonisti della prossima legislatura. Ma, pur censurando l’operato dell’attuale ministro Elsa Fornero, di cui è stato compagno di banco all’Istituto tecnico commerciale Luigi Einaudi di Torino, assicura: «Se torniamo al governo non butteremo le riforme Fornero nel cestino, ma le correggeremo perché contengono errori fondamentali». Quali? «L’abolizione delle pensioni d’anzianità e …

"Usa: per i poveri, andare all’università è una rovina", di Francesco Sylos Labini

Siamo costretti a tornare sull’argomento delle tasse universitarie per riprendere l’articolo del New York Times: “For Poor, Leap to College often Ends in a Hard Fall”. Da diverso tempo in Italia si moltiplicano le dichiarazioni di chi vuole aumentare le tasse universitarie alla cifra di 7mila o 10mila euro l’anno da un valore medio di circa 1400 euro/anno. Per supportare questa tesi si parte da una ipotetica “verità incontrovertibile”: in Italia i poveri pagano l’università ai ricchi, e l’unico modo per porre fine a tale “macroscopica e odiosa ingiustizia” è liberalizzare le tasse universitarie e introdurre prestiti d’onore proprio per permettere agli studenti di pagarle. Abbiamo già discusso la questione diverse volte, spiegando come non sia affatto vero che i poveri pagano l’università ai ricchi. Vogliamo dire di più: liberalizzare le tasse e introdurre prestiti d’onore non aiuta i meno abbienti, li penalizza. A questo proposito segnaliamo un lungo articolo del New York Times, secondo il quale negli Stati Uniti l’università non aiuta i meno abbienti né aumenta la mobilità sociale. Al contrario, tasse elevate …

Il Pd replica a Monti: «Scivola nella demagogia», di Simone Collini

Osservando le prime mosse del premier in vista del voto, però, risultano evidenti altri terreni che evocano le abitudini del predecessore. Il Presidente del Consiglio è intenzionato a giocarsi la partita di Palazzo Chigi puntando su un’offensiva mediatica che annebbia i confini tra la guida di un governo tecnico e la leadership di un’aggregazione politica che sarà presente con proprie liste nella contesa elettorale. Ieri Monti è stato ospite di Radio Anch’io, oggi tornerà a Unomattina, nei prossimi giorni si dedicherà ad altre trasmissioni radiotelevisive. «Sta occupando tutti gli spazi ­ accusa Nichi Vendola ­ Non dice barzellette come Berlusconi, ma ha imparato benissimo cosa sia l’uso e l’abuso dei mass-media». Altro che «super partes», espressione che lo stesso Monti aveva messo in soffitta definendosi «extra partes» e rivendicando una missione oltre gli schieramenti e le bandiere politiche. Quello del Quirinale, spiega, «non è mai stato» il suo «obiettivo», oggi, tra l’altro assai “meno probabile”. Il premier si colloca in una zona che va oltre formazioni politiche alquanto «vecchiotte», al di là di una distinzione …