Tutti gli articoli relativi a: attualità

“Da Montale al Cavaliere il paese senza quid”, di Francesco Merlo

Con un guizzo linguistico malandrino che voleva solo ridimensionare il proprio delfino Alfano – «gli manca il quid» – Berlusconi ha implicitamente ammesso di aver perduto anche il suo di quid, che è stato plusvalore in economia e carisma in politica, benché molto spesso sia stato, quid unicum in Occidente, lontanissimo dal quid iuris dello Stato di Diritto. E così il quid, monosillabo ad alta densità, che a Berlusconi arriva forse dal latino goliardico dei papelli e del proforma, nella politica italiana ha preso il posto dello spread. spread finalmente ridimensionato dal quel miniquid (il sobrio è sempre piccolo) di Monti che tuttavia non è ancora «il quid definitivo» cui agognava Montale e che vistosamente manca al diligente Bersani, come è mancato, sempre a sinistra, a Veltroni e a Rutelli e pure a D´Alema, che nella sulla lunga carriera o ha avuto troppo quid o ne ha avuto troppo poco. Perché il quid può essere mancato anche per eccesso: troppo quando appare senza essere evocato e troppo poco quando sparisce senza essere distrutto. Infatti il …

"Quando le donne non fanno notizia", di Giovanni Valentini

Nella centrifuga della comunicazione di massa, le donne in genere fanno notizia quando sono vittime di abusi o violenze oppure quando sono protagoniste di situazioni o vicende a sfondo sessuale. Non fanno notizia, invece, nella dimensione più quotidiana, familiare, domestica. Né tantomeno quando subiscono discriminazioni o ingiustizie sul lavoro. Ma non fanno notizia, almeno nel nostro circuito televisivo e in particolare nel nostro servizio pubblico, soprattutto nel senso che – tranne qualche rara eccezione – normalmente non dirigono, non governano, non controllano il flusso quotidiano dell´informazione. Per documentare e denunciare questa disparità, l´Usigrai – il sindacato interno dei giornalisti Rai – presenterà giovedì 8 marzo, nella sede della Federazione della Stampa a Roma, il primo sondaggio sulla condizione dei suoi iscritti realizzato nella storia aziendale, insieme a un monitoraggio sulla visibilità delle donne e degli uomini in 15 telegiornali europei di Italia, Francia, Germania, Inghilterra e Spagna. Il confronto fra le due ricerche consentirà così di mettere in rapporto l´immagine femminile con il ruolo del servizio pubblico, in vista dell´ormai prossimo ricambio al vertice dell´azienda. …

“Quando le donne non fanno notizia”, di Giovanni Valentini

Nella centrifuga della comunicazione di massa, le donne in genere fanno notizia quando sono vittime di abusi o violenze oppure quando sono protagoniste di situazioni o vicende a sfondo sessuale. Non fanno notizia, invece, nella dimensione più quotidiana, familiare, domestica. Né tantomeno quando subiscono discriminazioni o ingiustizie sul lavoro. Ma non fanno notizia, almeno nel nostro circuito televisivo e in particolare nel nostro servizio pubblico, soprattutto nel senso che – tranne qualche rara eccezione – normalmente non dirigono, non governano, non controllano il flusso quotidiano dell´informazione. Per documentare e denunciare questa disparità, l´Usigrai – il sindacato interno dei giornalisti Rai – presenterà giovedì 8 marzo, nella sede della Federazione della Stampa a Roma, il primo sondaggio sulla condizione dei suoi iscritti realizzato nella storia aziendale, insieme a un monitoraggio sulla visibilità delle donne e degli uomini in 15 telegiornali europei di Italia, Francia, Germania, Inghilterra e Spagna. Il confronto fra le due ricerche consentirà così di mettere in rapporto l´immagine femminile con il ruolo del servizio pubblico, in vista dell´ormai prossimo ricambio al vertice dell´azienda. …

"Violenza: Perché il posto più pericolo per una donna è casa sua", di Paola Zanuttini

Tutti uguali, gli uomini che fanno male alle loro donne. Che sia male fisico o psicologico, non cambia, perché chi picchia e massacra comincia sempre dalle violenze più subdole, quelle mentali. «Quando mi picchiava attraverso la coperta, pensavo che lo facesse per non farmi troppo male. Poi ho capito che era solo per non lasciarmi i segni: nessuno doveva sapere». La storia di Cinzia e di tante altre che subiscono per venti, trent’anni, ha dell’incredibile. Perché l’escalation della cattiveria e della manipolazione sembra regolata da un meccanismo a orologeria, come se questi uomini avessero letto lo stesso manuale di crudeltà. Ma i referti medici, i rapporti di polizia, le sentenze dimostrano che è tutto vero. Cinzia, 52 anni, è la moglie separata di un ufficiale dell’Aeronautica militare. Dice che la moglie del soldato, se il soldato è di quelli che alzano le mani, è una vittima predestinata. «Lo segui ovunque e tagli i ponti con parenti e amici. Non lavori. Vivi in un ambiente chiuso, conformista e, visti i continui trasferimenti, non stabilisci l’intimità che …

“Violenza: Perché il posto più pericolo per una donna è casa sua”, di Paola Zanuttini

Tutti uguali, gli uomini che fanno male alle loro donne. Che sia male fisico o psicologico, non cambia, perché chi picchia e massacra comincia sempre dalle violenze più subdole, quelle mentali. «Quando mi picchiava attraverso la coperta, pensavo che lo facesse per non farmi troppo male. Poi ho capito che era solo per non lasciarmi i segni: nessuno doveva sapere». La storia di Cinzia e di tante altre che subiscono per venti, trent’anni, ha dell’incredibile. Perché l’escalation della cattiveria e della manipolazione sembra regolata da un meccanismo a orologeria, come se questi uomini avessero letto lo stesso manuale di crudeltà. Ma i referti medici, i rapporti di polizia, le sentenze dimostrano che è tutto vero. Cinzia, 52 anni, è la moglie separata di un ufficiale dell’Aeronautica militare. Dice che la moglie del soldato, se il soldato è di quelli che alzano le mani, è una vittima predestinata. «Lo segui ovunque e tagli i ponti con parenti e amici. Non lavori. Vivi in un ambiente chiuso, conformista e, visti i continui trasferimenti, non stabilisci l’intimità che …

"Tre anni da precari per i Bronzi di Riace", di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella

Se finisce come con la vecchia cartolina che celebrava il ponte di Messina, stiamo freschi: addio ponte, resta solo la cartolina. Anche i Bronzi di Riace hanno avuto la loro cartolina celebrativa: per i 150 anni dell’Unità. Ma sono ancora sdraiati nell’androne del Consiglio regionale perché il «loro» museo, che doveva essere riaperto il 17 marzo 2011, è ancora chiuso. Mancano i soldi e l’impresa se ne è andata. Ieri pomeriggio il governatore Giuseppe Scopelliti ha diffuso un comunicato rasserenante. Titolo: «Finalmente saranno completati i lavori del Museo Nazionale della Magna Grecia». Esordio: «Abbiamo reperito, in un gioco di squadra con il Governo Nazionale, i fondi necessari per ultimare i lavori…». Due righe sotto, il ritocco: «il Cipe valuterà nei prossimi giorni l’assegnazione di 6 milioni di euro che si aggiungeranno ai 5 milioni già previsti dalla Regione…» Cosa vuol dire «valuterà»? Cosa vuol dire «previsti»? Ci sono o non ci sono, i soldi? In riva allo Stretto non è che si fidino più molto degli impegni. La stessa sovrintendente Simonetta Bonomi, una padovana che …

“Tre anni da precari per i Bronzi di Riace”, di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella

Se finisce come con la vecchia cartolina che celebrava il ponte di Messina, stiamo freschi: addio ponte, resta solo la cartolina. Anche i Bronzi di Riace hanno avuto la loro cartolina celebrativa: per i 150 anni dell’Unità. Ma sono ancora sdraiati nell’androne del Consiglio regionale perché il «loro» museo, che doveva essere riaperto il 17 marzo 2011, è ancora chiuso. Mancano i soldi e l’impresa se ne è andata. Ieri pomeriggio il governatore Giuseppe Scopelliti ha diffuso un comunicato rasserenante. Titolo: «Finalmente saranno completati i lavori del Museo Nazionale della Magna Grecia». Esordio: «Abbiamo reperito, in un gioco di squadra con il Governo Nazionale, i fondi necessari per ultimare i lavori…». Due righe sotto, il ritocco: «il Cipe valuterà nei prossimi giorni l’assegnazione di 6 milioni di euro che si aggiungeranno ai 5 milioni già previsti dalla Regione…» Cosa vuol dire «valuterà»? Cosa vuol dire «previsti»? Ci sono o non ci sono, i soldi? In riva allo Stretto non è che si fidino più molto degli impegni. La stessa sovrintendente Simonetta Bonomi, una padovana che …