Tutti gli articoli relativi a: attualità

"Ordini, imprese, faccendieri così gli interessi privati tengono sotto scacco le riforme", di Carmelo Lopapa e Roberto Mania

Quando l´anticamera della commissione Bilancio si trasforma in un vero suk. Quell´invito irrituale del presidente dei farmacisti ai colleghi eletti alle Camere. Otto proposte di legge per rendere le cose trasparenti Ma prevale un Far West nel quale operano personaggi come l´ex piduista Bisignani “Liberalizzare per Monti sarà un´impresa” dice Lanzillotta (Terzo Polo): “La spunta solo se inserisce tutto in pacchetto unico come per la manovra”. Una casta nella casta, l´una nascosta dentro l´altra. Come in una matrioska. Si fa presto a dire lobby. Sono partiti, pezzi interi di Parlamento, a farsi consorteria, a curare interessi, a schermare affari. Lobbisti sono gli stessi onorevoli. Anche se a invadere i corridoi di Montecitorio sono sempre più stormi di faccendieri. Li chiamano «sottobraccisti». Pronti a prendere sotto braccio il parlamentare e spiegare, ammansirlo. Hanno trasformato l´anticamera delle commissioni più delicate – dalle Attività produttive al Bilancio – in un suk. È accaduto poche settimane fa, quando il governo ha dovuto stralciare dal decreto “Salva Italia” le norme sulle liberalizzazioni. Si ripeterà tra pochi giorni. L´Antitrust ha dettato …

"Perché la violenza contro le donne resta ancora confinata nel privato", di Lea Melandri

Rapporti e ricerche internazionali ci informano già da diversi anni che l’aggressività maschile è la prima causa di morte per le donne tra i 16 e i 44 anni in tutto il mondo e che tale violenza si consuma soprattutto tra le pareti domestiche. Ma non servono dati statistici per sapere che la violenza contro le donne è materia pressoché quotidiana di cronaca nera e, forse proprio per questo, considerata ancora un fenomeno trascurabile, legato alla sfera personale e alla patologia del singolo. La mano che si arma contro una donna è quella di un marito, di un amante, di un padre, di un fratello. Le cause: una separazione, aspettative disattese, equilibri familiari che si vanno modificando, affermazione di ruoli e poteri che si crede minacciati. Nelle vicende di questi ultimi giorni, gli omicidi di Stefania Noce di Licadia Eubea e di Antonella Riotino di Putignano, colpiscono la giovane età, la consapevolezza di una delle vittime, Stefania, riguardo a quella che è stata tradizionalmente la possessività maschile nei confronti dell’altro sesso, l’intreccio inspiegabile, forse perché …

"Pd, sì al contratto prevalente. Ma non si tocca l’articolo 18", di Simone Collini

Disboscare la giungla di tipologie contrattuali oggi esistenti dando vita a un contratto d’inserimento che può durare da un minimo di sei mesi a un massimo di tre anni, senza toccare l’articolo 18. È con questa proposta che il Pd andrà al confronto con il governo, quando la discussione sulla riforma del mercato del lavoro entrerà nel vivo. Pier Luigi Bersani segue con attenzione la partita che si è aperta tra ministero del Welfare e parti sociali. Il leader dei Democratici evita di commentare le indiscrezioni giornalistiche su ipotesi governative di riforma che nascono e muoiono nell’arco di ventiquattr’ore e ha chiesto ai dirigenti del suo partito di fare altrettanto. Però ha pianificato una road map ben precisa per rendere chiaro qual è “la” posizione del Pd, che a tempo debito verrà sostenuta in Parlamento. Il primo passo è la convocazione del Forum lavoro, che giovedì si riunisce nella sala Berlinguer di Montecitorio. Il secondo è l’Assemblea nazionale del 20 e 21, che discuterà di mercato del lavoro e non solo, e che si chiuderà …

"Grillo come Berlusconi", di Michele Prospero

Che agiti i muscoli o eserciti la fantasia, contro le irruzioni dell’agenzia delle entrate si ritrovano unti tutti i populismi d’Italia. Berlusconi, che ha portato lo stile del comico nella politica, e Grillo, che immerge la politica nello spartito del comico, se la prendono con uno Stato di polizia fiscale che avrebbe mostrato il suo gelido volto ai poveri ricchi convenuti tra le nevi di Cortina. La questione del fisco è però seria, persino urticante per un Paese come l’Italia. Anche la nuova destra americana, quella più aggressiva del Tea Party, smuovecon spregiudicatezza il tema della rivolta contro il fisco, lo fa per osteggiare ogni residuale idea di grande politica. Ma in America non si rintracciano quelle odiose pratiche occulte o palesi che rimpinguano l’economia sommersa, nera, illegale. In Italia la guerra al fisco è ben altra cosa. Quando era a Palazzo Chigi, Berlusconi fece scrivere in Gazzetta Ufficiale un bizzarro manifesto ideologico nel quale l’avversione istintuale verso il fisco veniva ricondotta ad un naturale impulso umano che in nome della libertà si ribellava al …

"Il Cile cancella dalla sua storia la parola dittatura", di Mimmo Candito

C’è da pensare che chi ha avuto, laggiù in Cile, questa bella pensata, di far grazia alla memoria di Pinochet, tentando di sostituire «dittatura» con una più pudica parola, «regime», non conosca nulla dell’ironia con la quale Manzoni fingeva di raccontare ai suoi 25 lettori che è «cosa evidente, e da verun negata, non essere i nomi se non purissimi accidenti». Sappiamo bene che le parole sono invece pietre, e che la loro scelta, la loro selezione, determinano assai più d’un astratto e inoffensivo «accidente»: creano realtà, conoscenza, identità. L’ipocrisia è la veste da camera della politica, addobba ciò che non si deve vedere, lo adorna, ne nasconde le brutture e le miserie. Almeno, in pubblico. Quando, nel silenzio ovattato dello Studio Ovale, il consigliere diplomatico comunicò al presidente Roosevelt che in Nicaragua i militari avevano appena fatto un colpo di Stato, e che quella era proprio una brutta storia perché a prendersi il potere era stato un lercio figuro, un trafficone che in pochi anni era passato da sergente a generale, insomma un autentico …

"Perchè investire nel capitale umano", di Chiara Saraceno

Sostegno all´occupazione giovanile e femminile, riforma del mercato del lavoro e misure per la crescita – i tre pilastri della cosiddetta fase due promessa dal governo – vanno pensati insieme, come elementi complementari tra loro. Anche chi non condivide la lezione di Keynes ricordata su questo giornale da Paul Krugman – secondo cui in periodi di recessione l´austerità rischia di schiacciare ogni possibilità di ripresa – non può che essere d´accordo sul fatto che proprio quando le risorse sono scarse vanno spese nel modo più efficace e coordinato possibile. Non ci si può permettere di sprecare nulla. In questa prospettiva, sembrerebbe opportuno che gli incentivi previsti per l´occupazione giovanile e femminile non venissero destinati genericamente alle aziende che assumono, appunto, giovani di ambo i sessi e donne di ogni età, ma venissero favorite le aziende (incluse quelle di terzo settore) che investono nella produzione di beni collettivi, in primis nella manutenzione e messa in sicurezza dell´ambiente e dei beni culturali e nei servizi alla persona, ma anche nella innovazione tecnologica che migliora la qualità della …

"Quelle regioni troppo speciali", di Gian Antonio Stella

Cosa c’entrano con l’autonomia 7 consigli circoscrizionali in una cittadina di 38.595 anime come Rovereto se sono stati aboliti in tutti i capoluoghi sotto i 250 mila abitanti? Cosa c’entrano con l’autonomia certe buste paga della Regione siciliana dove i presidenti di una commissione possono arrivare a 17.476 netti al mese, più di quanto prende Obama? A decenni di distanza dall’istituzione, chi prima, chi dopo, delle Regioni a statuto speciale, non ce n’è una che non rivendichi la sacralità della sua autonomia. Questa perché è sul confine, quella perché è in montagna, quella perché è un’isola… Al punto che Raffaele Lombardo si è avventurato a spiegare che la Sicilia ha diritto a esser risarcita per i saccheggi subiti a partire da Ulisse, che se la prese con «Polifemo, un povero pecoraio siciliano che badava al gregge e vendeva formaggio». Polifemo che lui vorrebbe vendicare con un grande partito territoriale per «far ballare la samba a ogni governo». Sia chiaro: l’autogoverno è una cosa seria. Che ha dato qua e là risultati buoni o addirittura ottimi. …