Tutti gli articoli relativi a: attualità

"Tentazioni autoritarie", di Michele Prospero

Solo un analista grossolano può stupirsi dinanzi alla strana coppia Maroni-Di Pietro sorpresa a invocare leggi speciali per la difesa dell’ordine violato dagli infiltrati nei cortei. Avrebbe dovuto piuttosto destare meraviglia il tentativo inopinato, da tempo condotto dall’ex pm, di cavalcare la protesta e di agganciarsi alle parti più radicali del sindacato. Il fatto è che il populista non scarta nulla, assorbe gli echi lontani del tintinnio delle manette e i rumori vicini dei tamburi della lotta più dura. Non ha problemi di coerenza, e soprattutto non ha memoria il populista. Quando poi un partito si identifica con una persona, e sia la Lega sia l’Idv hanno un forte marchio personale, e ora persino familiare, ogni acrobazia, anche la più spericolata diventa possibile. La resuscitata questione dell’ordine nasconde un problema sempre caldo. La storia d’Italia ha provocato ferite che ancora bruciano per poter affrontare con superficialità un nodo così virulento come quello del rapporto tra violenza e movimento politico. Maroni, che pure riscuote apprezzamenti per la misura e la compostezza (è però davvero adeguato, allo …

"Le parole che il governo non ascolta", di Paolo Baroni

Bambole, non c’è una lira. Ieri il presidente del Consiglio ha ammesso pubblicamente che per il decreto sviluppo non ci sono soldi, per cui «ci dobbiamo inventare qualcosa». «Senza fretta» però, perché è ormai evidente a tutti che oltre ai soldi mancano anche le idee. Non quelle improvvisate da un qualche ministro con smanie di protagonismo, ma quelle buone, quelle in grado di dare la scossa al Paese. Ancora ieri le imprese, tutte assieme, hanno scritto al governo per chiedere misure «concrete e credibili» ed annunciare che «il tempo è scaduto», perché la fiducia è ai minimi e la recessione incalza. Servono subito risorse e interventi strutturali, non un condono magari raffazzonato ma interventi su fisco, pensioni e liberalizzazioni. La risposta: nuovi tavoli tecnici, nuovi vertici ed i soliti ricatti sulla nomina alla Banca d’Italia che paralizzano tutto. Il Paese affonda ogni giorno di più ed il governo è letteralmente senza bussola. Arriva a proporre misure come la liberalizzazione dell’attività di estetista o quella del commercio di margarina, mentre il resto del mondo (banche, imprese …

"Così parlò Lavitola", di Francesco Merlo

«Io faccio caccia grossa» dice, e non è solo un mitomane, è un filosofo teoretico della ribalderia. Valter Lavitola è il bracconiere di Stato che racconta se stesso così: «Quando sparo a un animale pericoloso, pure se è caduto io, dopo che è caduto a terra, gli sparo un´altra volta». E, parola dopo parola, il pescivendolo diventa il trucido protagonista della Pulp Fiction italiana: «Poi gli metto la canna del fucile vicino all´occhio per vedere se si muove». «E poi gli risparo un´altra volta pure se è morto. E che ci perdi, una cartuccia ? Che te ne fotte?». Poi però il feroce cacciatore lavora ai fianchi le segretarie-perpetue che diventano infatti la sua risorsa, anche se non lo rispettano: Marinella è «bella» ed è pure «la freccia alata», e Nadia è «tesoro mio». Le segretarie lo disprezzano perché, meglio di tutti, conoscono ed interpretano i veri umori del «capo», ma sono loro che glielo fanno trovare nella macchina, lo infilano in un ufficio, gli ritagliano dieci minuti: «Tu ti piazzi nella nostra anticamera e …

"Zanzotto, il poeta guerriero", di Antonio Tabucchi

Zanzotto sapeva captare le voci che vengono dalla luna. Ma prima di sintonizzarsi su di esse era percorso dai suoni che salgono dalla Terra che poi la luna a sua volta cattura sollevandoli fino “ai suoi regni longinqui” quando fa gonfiar la crosta terrestre e gli oceani.E li trasforma in parole per inviarli di nuovo sul nostro pianeta dove solo pochi eletti riescono a decifrarli. Zanzotto era un poeta così, e di questo me ne resi conto quando lo conobbi personalmente. Era il 1975. Grazie a Silvio Guarnieri ero andato a trovarlo a Pieve di Soligo. Stavamo fuori, sul suo Altopiano, e lui mi mostrava il paesaggio, parlava piano, con quella voce curiosa che solo lui aveva in certi momenti, come se le parole fossero piccole scariche di elettricità disgiunte le une dalle altre che si caricavano a vicenda, come in una specie di strano arco voltaico vocale. Non nego che la suggestione letteraria abbia avuto il sopravvento: mi mostrava il paesaggio e io pensavo che lo stesse squarciando per far guardare anche me Dietro …

"Salatissime cure anticancro ma sono utili?", di Cristina Pulcinelli

Uno studio della prestigiosa rivista Lancet Oncology rivela che nelle fasi finali della malattia i prezzi dei farmaci usati crescono vertiginosamente mala durata e la qualità della vita del paziente se ne avvantaggiano poco. Sipuleucel T , nome commerciale Provenge, è una nuova immunoterapia per il cancro della prostata in stadio avanzato messa in commercio negli Stati Uniti nel 2010. Un trattamento di tre dosi costa 100.000 dollari (circa 74.000 euro) e allunga la vita al paziente di circa 4 mesi. È solo un esempio di quello che sta accadendo con le terapie anticancro nei Paesi ricchi del mondo: si mettono a punto cure sempre più complesse, e quindi costose, anche se hanno un beneficio limitato. Ed è uno dei motivi (anche se non l’unico, come vedremo) per cui le spese per il cancro sono aumentate a dismisura negli ultimi anni. Tanto che qualcuno comincia a chiedersi se possiamo permetterci di continuare così. La rivista inglese Lancet Oncology ha messo in piedi una commissione formata da 37 persone, tra medici, economisti e rappresentanti dei pazienti, …

Voci da Radio Padania: «In piazza ci scappa il morto? Chissenefrega», di A.C.

Un’ascoltatrice commenta gli scontri di Roma: «Bisogna reprimere, non ce ne frega se muore qualcuno». Il conduttore: «Lei ha ragione». Su Internet i video del congresso di Varese con le durissime contestazioni al Senatur. Nuova bufera su Radio Padania. Stavolta però non è il solito diluvio di proteste dei militanti contro le controverse scelte del partito, dall’alleanza con Berlusconi ai salvataggi degli inquisiti. Domenica mattina nel filo diretto si parlava delle violenze in piazza a Roma. E, nonostante la prudenza e la ragionevolezza del ministro dell’Interno, gli umori dei leghisti erano decisamente forcaioli. Nel filo diretto si discuteva proprio della frase di Maroni «poteva scapparci il morto». E un’ascoltatrice di Torino non ha usato giri di parole: «Si ha paura che scappa il morto? Io questo non lo capisco, non ce ne frega niente se scappa il morto. Se si ha paura di rompere il dito mignolo a qualcuno, è ovvio che non si farà mai niente. Sta gente va stroncata, bisogna reprimere come faceva la Thatcher. Il nostro invece è uno stato debole, che …

Bersani: “La manifestazione del 5 novembre sarà una giornata di festa aperta a tutti per dare fiducia al Paese”

Il 5 novembre sarà un grande appuntamento pacifico, un regalo per Roma. Alla violenza non si può rispondere restringendo lo spazio democratic. Il Segretario del PD, Pier Luigi Bersani rilancia l’appuntamento per il 5 novembre a Roma in Piazza San Giovanni: “Sarà un grande appuntamento pacifico, una grande festa popolare”. Per il leader del PD “il modo per rispondere alla violenza non può essere una restrizione dello spazio democratico. Questo – ha aggiunto – sarebbe un grave errore e dimostreremo con la nostra presenza che noi ci rivolgiamo non solo alla nostra gente ma a tutte le associazioni, le persone, i movimenti. Il 5 novembre parleremo della ricostruzione dell’Italia, delle prospettive della democrazia, della possibilità di riprendere un cammino di crescita – ha spiegato ancora Bersani- insomma daremo una parola di fiducia”. E quanto alla partecipazione assicura che “sento montare una grande voglia per questo appuntamento pacifico, di popolo. Sarà anche il nostro regalo a Roma, per dare una mano a una città che ha visto l’evoluzione della democrazia”. Da Montecitorio il Segretario del Partito …