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"Monza, cancellati i ministeri accolto ricorso dei sindacati", da repubblica.it

Il tribunale di Roma ha annullato l’effetto dei decreti che istituivano in Brianza, su impulso della Lega Nord, una serie di sedi periferiche: un provvedimento giudicato antisindacale. Il tribunale di Roma ha annullato gli effetti dei decreti che istituivano le sedi periferiche dei ministeri a Monza, nella sede di Villa Reale: una battaglia portata avanti e vinta l’estate scorsa dalla Lega Nord. Il colpo di spugna del giudice Anna Baroncini arriva per condotta antisindacale. Il ricorso era stato promosso dai sindacati della presidenza del Consiglio, che avevano appreso “dell’istituzione delle sedi a Monza dai giornali e dai tg – spiega il presidente del consiglio direttivo del Sipre (Sindacato indipendente della presidenza del Consiglio dei ministri, Alfredo Macrì – La decisione era stata adottata e portata avanti senza coinvolgere le organizzazioni sindacali o attivando, come previsto dalla legge, informazione preventiva e concertazione prima di procedere” al taglio del nastro, trasformatosi l’estate scorsa in una vera e propria festa leghista. Ora un decreto del giudice del lavoro annulla gli effetti dei provvedimenti “stabilendo la chiusura – fa …

"Il flirt Di Pietro-Viminale? Il Pd è contrario alle leggi speciali", di Maria Paola Milanesio

«E’ un errore rinunciare a utilizzare gli strumenti che già esistono. Antonio Di Pietro sbaglia a pensare a leggi speciali». No alle soluzioni demagogiche o a interventi sull`onda dell`emotività; nessuna chiusura sul Daspo e sulle garanzie patrimoniali per chi manifesta: così Emanuele Fiano, Pd, responsabile Sicurezza. Che ne pensa di questo feeling tra Di Pietro e il ministro Maroni sulla legge Reale? «Lo abbiamo detto fin da subito: no a provvedimenti eccezionali. Discutiamo, invece, dell`applicazione di misure analoghe a quelle adottate per i tifosi, a partire dall`arresto in flagranza differita». Chiedere una fidejussione a chi scende in piazza non è anticostituzionale? «I danni subiti dai cittadini vanno ripagati. Trovo giusto che ci si ponga anche questo problema. Certamente non si deve utilizzare questo strumento per far sì che possano manifestare solo coloro che hanno alle spalle una solida organizzazione, come un partito o un sindacato. Il diritto a manifestare è garantito dalla Costituzione e non è previsto un obolo preventivo. Bisognerà vedere nel dettaglio che cosa intende Maroni». Prevenzione, capacità di reazione: quale è stato …

«Scelta devastante per la ricerca», di V. Me. dal Sole 24 Ore

«Una decisione devastante e irreversibile. Se mai le ricerche sulle cellule staminali di origine embrionale dovessero consentire di produrre farmaci per la cura del Parkinson o dell’Alzheimer, i brevetti saranno statunitensi o asiatici, non europei. E noi pagheremo quei farmaci 100 volte di più». Si definisce «sconcertata», Elena Cattaneo, ordinario di Applicazioni biotecnologiche in Farmacologia all’Università di Milano, dopo aver letto la sentenza della Corte di Giustizia Ue secondo cui non possono essere coperte da brevetto le ricerche scientifiche che, ricorrendo al prelievo di cellule staminali ricavate da embrioni umani, ne comportano la distruzione. Cosa significa, per voi scienziati, negare la possibilità di brevettare le ricerche sulle cellule staminali di origine embrionale? Il brevetto significa due cose: che la scoperta scientifica diventa pubblica, cioè che lo scienziato può renderne chiara e trasparente la genesi sulle riviste scientifiche, e che è tutelata, per l’eventuale uso a fini commerciali. Quale compagnia farmaceutica finanzierà mai una ricerca senza la possibilità del brevetto? Che origine hanno gli embrioni da cui derivano le cellule staminali per la ricerca? Sono embrioni …

"La democrazia non ha prezzi", di Stefano Rodotà

La qualità della politica e dei politici si misura nelle situazioni difficili. Grave è sicuramente quel che è avvenuto sabato a Roma, e proprio per questo sarebbe stato indispensabile, da parte di tutti, reagire senza emotività, senza cedere alla tentazione di sfruttare la situazione per catturare qualche facile consenso. E senza proporre misure che poi, in concreto, possono rivelarsi pericolose e pure scarsamente efficaci. Qualche memoria in questo senso dovremmo averla, a cominciare da quella legge Reale così incautamente evocata. E dovremmo aver capito, proprio perché abbiamo attraversato il dramma del terrorismo, che la forza della democrazia sta nella capacità di utilizzare fermamente la legalità ordinaria, senza precipitarsi ad invocare leggi eccezionali appena ci si trova di fronte a qualche difficoltà. La fuga nella legislazione eccezionale è stata troppe volte la via per apprestare alibi, per coprire inefficienze. Ed è stata pagata assai cara, perché le istituzioni hanno presentato una inutile faccia feroce, mentre tardavano nel mettere a punto le adeguate misure organizzative. Scrivere una norma è facile. Ben più arduo, ma indispensabile, è proprio …

FISH in Commissione Finanze: delega assistenziale inemendabile

Il documento depositato – informa Barbieri – rappresenta anche uno sforzo informativo che è illuminante circa le immediate ricadute alle quali si è dato finora poca importanza. Apparirà ora con tutta evidenza che cosa accade dal 2012”. “Il disegno di legge delega sulla riforma assistenziale è inemendabile nei contenuti, nella forma, nelle finalità e nei metodi”. Così ha perentoriamente dichiarato Pietro Barbieri, presidente della Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap, a margine della audizione presso la Commissione Finanze della Camera presso la quale la FISH è stata convocata. Ma anche la riforma fiscale costituisce, in alcune sue parti, un pericoloso arretramento nelle politiche, dirette o indirette, a favore di tutte le famiglie e dei singoli in maggiore difficoltà e non può che produrre effetti dannosi e recessivi, oltre che per la coesione sociale, anche per l’economia reale. In un corposo ma molto chiaro documento, lasciato agli atti della Camera, la FISH ha posto in assoluta evidenza quali saranno le ricadute negative sulle famiglie italiane, sulle persone con disabilità e sui diritti soggettivi. Le critiche al …

"Molise, un voto due letture", di Rudy Francesco Calvo

Il Pd discute della sconfitta elettorale: c’è chi parla di débâcle e chi di avanzata. I numeri si possono interpretare, ma fino a un certo punto. Paolo Di Laura Frattura, candidato del centrosinistra alla presidenza della regione Molise, ha preso 87.637 voti, pari al 46,15 per cento. Ha sfiorato la vittoria, fermandosi a soli 1.500 voti dal governatore riconfermato Michele Iorio e raggranellando quasi 15mila preferenze in più rispetto alla coalizione che lo ha sostenuto. Ma rispetto a Roberto Ruta, candidato nel 2006, ha “guadagnato” solo lo 0,29 per cento, pur perdendo in termini assoluti oltre 7mila voti. Segno che l’astensionismo ha colpito anche il centrosinistra. Guardando invece ai voti di lista, il Pd rimane al di sotto del 10 per cento (17.735 preferenze), ben lontano dai numeri delle politiche del 2008 (35.330, pari al 17,9 per cento) e dalla somma di Ds e Margherita alle regionali precedenti (46.577, 23,3 per cento). Un risultato solo in parte compensato da due liste civiche (Alternativ@ e Partecipazione democratica) che insieme raccolgono il 10,5 per cento dei consensi, …

"Lega, è guerra totale Tosi contesta, Bossi lo vuole espellere", di Andrea Carugari

Nella Lega è guerra totale. E l’ormai quasi certa espulsione del sindaco di Verona Flavio Tosi rischia di essere l’avvio di una slavina che potrebbe disintegrare il Carroccio. La polvere sulla battaglia di Varese non ha fatto in tempo a depositarsi, tra liste di epurazione e video delle contestazioni a Bossi, che ieri è arriva la “scazzottata” tra Tosi e il Gran Capo in persona. Il sindaco scaligero ha osato dire a Radio 24 che «molti deputati della Lega in certe votazioni hanno avuto il voltastomaco». E ha ribadito quello che tutti i maroniani pensano, e cioè che serve un cambio a palazzo Chigi. «Chi sta a Roma non può dire quello che pensa di Berlusconi. Ma io ho la fortuna di essere sindaco e dico ciò che penso. Molti dirigenti della Lega la pensano come me». Bossi stavolta lo prende per il collo, metaforicamente. Mostra il dito medio ai cronisti che gli chiedono un commento: «Tosi è uno stronzo, ha tirato nella Lega un sacco di fascisti, cosa che non può essere sopportata per …