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"Non c'è sviluppo senza banda larga", di Giovanni Valentini

Si può calcolare che in Italia la crescita del Pil legata allo sviluppo della banda larga possa arrivare all´1,5-2%. Mentre il governo italiano distoglieva dalla Finanziaria gli 800 milioni di euro destinati allo sviluppo della banda larga, per dirottarli al fondo per gli “interventi urgenti” di vari ministeri, proprio ieri la Banca mondiale comunicava che l´aumento di ogni dieci punti del broadband accelera la crescita economica dell´1,38%. E a supporto di questa stima, citava i dati più recenti diffusi da McKinsey secondo cui la penetrazione della banda larga tra le famiglie favorisce un aumento del Pil tra lo 0,1 e l´1,4%. È esattamente quanto aveva anticipato già tre anni fa il presidente dell´Autorità di garanzia sulle Comunicazioni, Corrado Calabrò, nella sua Relazione annuale al Parlamento. Dov´era, allora, il presidente del Consiglio? In quali feste o festini era affaccendato? E dov´era, di che cosa si occupava, il nostro ineffabile ministro dell´Economia? La “banda larga” non è, come forse pensano a palazzo Chigi e dintorni, un complesso musicale né un gruppo organizzato di ladri e malfattori. È …

"La crescita delle poltrone", di Michele Brambilla

Il governo è stato di parola: appena ottenuta la fiducia alla Camera, ha varato gli annunciati provvedimenti per la crescita. Crescono infatti le poltrone del governo medesimo: ce ne sono tre nuove, due da viceministro e una da sottosegretario. Inutile aggiungere «a chi» tali poltrone siano andate: i due nuovi viceministri sono deputati che avevano appena votato la fiducia. Deputati che fino a qualche tempo fa non l’avrebbero votata; e cioè una ex finiana e un ex dipietrista. Quanto al nuovo sottosegretario, ha un passato nell’Udc. Le opposizioni gridano al mercimonio. Ma forse, più che questa distribuzione di «premi di risultato», colpisce la tempistica. Una volta ci si preoccupava non dico di salvare le apparenze, ma perlomeno di cercare di far passare tutto nel dimenticatoio. Si aspettava qualche mese, e poi si distribuivano le medaglie. Ieri invece la ricompensa è stata fulminea: voto, fiducia, Consiglio dei ministri e nuove nomine in meno di mezza giornata. Com’è possibile che Berlusconi e i suoi ministri non capiscano che una simile sollecitudine è anche una plateale ostentazione? Come …

"Fiducia mutilata", di Ezio Mauro

Dunque il governo è salvo. Ma è politicamente vivo? Questo aveva chiesto Napolitano a Berlusconi dopo il voto negativo sul rendiconto di bilancio: i numeri sono fondamentali, ma davanti all´evidenza di litigi continui nell´esecutivo, di tensioni nella maggioranza, di indecisioni patenti su misure fondamentali, il Premier è in condizione di garantire una tenuta politica del suo governo? Berlusconi ha risposto con un voto di fiducia risicato e faticoso, dopo una mattinata di fibrillazioni, passata ad inseguire l´ultimo dei cosiddetti “Responsabili” sull´uscio della Camera. Ma non ha potuto rispondere alla vera questione, che riguarda la salute e la forza del suo ministero. Cioè la sua capacità di governare l´Italia, soprattutto in un momento difficile, con la fiducia da riconquistare nei mercati, nelle istituzioni internazionali e nella pubblica opinione. La crisi latente che sovrasta Berlusconi – e purtroppo il Paese con lui – continua quindi dopo il voto, intatta. Il Premier vanta come una vittoria una fiducia mutilata, dopo aver perso altri pezzi per strada, affondando ogni giorno di più. Non c´è un significato politico, non c´è …

Il governo salvo per un voto

La fiducia passa con 316 sì, uno in più rispetto alla maggioranza richiesta. Bersani: “Questo governo morirà di fiducia. Oggi ha avuto un voto al ribasso. L’opposizione ha dimostrato di non accettare giochi di sopravvivenza sulla pelle del Paese. Noi continueremo la nostra battaglia sia con la manifestazione nazionale a Roma del 5 novembre, sia con la costruzione di un’alternativa che in questi giorni si è evidentemente rafforzata”. Le Opposizioni non hanno partecipato alla prima chiama in Aula tranne i 5 deputati radicali. E’ un Sì stiracchiato quello che è passato nel voto alla Camera sulla 53esima fiducia posta dal governo. Dopo la bocciatura di martedì scorso sull’ Articolo 1 del Rendiconto generale del bilancio dello Stato, questa volta i voti favorevoli sono stati 316 e i voti contrari 301. IL governo continua a perdere colpi dopo le defezioni tra i “responsabili” e gli “scajoliani”. “Questo governo morirà di fiducia. Oggi ha avuto un voto al ribasso. L’opposizione ha dimostrato di non accettare giochi di sopravvivenza sulla pelle del Paese. Da domani il problema politico …

"Aumentano i giovani neet. Nè studenti nè lavoratori", di Carlo Buttaroni

Li chiamano neet, con un acronimo inglese che indica coloro che non studiano, non lavorano, non si formano, non cercano un’occupazione. In Italia sono circa due milioni, giovani e giovanissimi, spesso donne. Una popolazione in costante aumento. Ci sono quelli che hanno una licenza elementare o un diploma di scuola media e si accontentano di piccoli lavori saltuari, spesso mal retribuiti e pagati in nero. Ci sono i diplomati, sfiduciati perché non sono riusciti a trovare un’occupazione stabile. Ci sono i laureati, rassegnati perché troppo avanti con gli anni o con competenze che non soddisfano i nuovi bisogni delle imprese. Un esercito – cresciuto negli ultimi mesi di oltre 140 mila ragazzi e ragazze – in deficit di futuro e di fiducia, che vive i sintomi di una socialità mancata. Ma i neet rappresentano solo la punta di un iceberg la cui parte sommersa è costituita, oltre che dai disoccupati ufficiali (coloro che cercano lavoro e non lo trovano), anche dalla massa di sotto-occupati, con un lavoro intermittente e parziale, la cui attività remunerata produce …

"Discorso modesto per scelte svogliate", di Stefano Folli

Silvio Berlusconi avrebbe potuto fare uno sforzo e pronunciare alla Camera un buon discorso, percorso da un minimo di «pathos»: in fondo ne andava della sopravvivenza del governo. Invece quello letto ieri è stato uno dei peggiori interventi del presidente del Consiglio. Privo di novità, ripetitivo, generico: un elenco di vaghi propositi mai sostenuti da un impegno concreto, o almeno da una notizia utile ai giornali. Un discorso senza tempo identico ad altri già ascoltati nel passato recente o meno recente. Altro che contrattacco. Come mai questa disattenzione in un momento cruciale per la vita della legislatura? Forse la risposta è che Berlusconi non aveva interesse a preparare o a farsi preparare un intervento di qualità, consapevole che non è su questo che si decidono le sorti del governo. Il premier sa che stamane la fiducia gli sarà data o negata (e probabilmente l’avrà) non certo per quello che ha detto o taciuto in un discorso di maniera. Bensì per l’assenza di qualsiasi scenario alternativo degno di essere preso in considerazione. Il fatidico governo tecnico …

"Berlusconi a caccia di voti tra sbadigli e banchi deserti", di Nini Andriolo

«Io non faccio passi indietro e se mi votate la sfiducia rischiatela poltrona con il voto anticipato». Un prevedibile Berlusconi si ripresenta alla Camera e non incanta. E adesso teme la tenuta dei suoi e il rebus Quirinale. Plateali gli sbadigli di Umberto Bossi. Dodici, indimenticabili, uno al minuto. Per il resto, i 23 minuti che Berlusconi ha impiegato per mettere in riga i suoi con un eloquente “se mi sfiduciate si vota e perdete la poltrona” non rimarranno scolpiti nella storia di Montecitorio. «Penosa prova di sbandamento» secondo Bersani il discorso di ieri del Cavaliere. Scontato il premier che non compie passi indietro perché i mercati strangolerebbero il Paese. Prevedibile il richiamo al sacrificio cui Silvio si costringe non per «potere» ma perché il suo governo non ha «alternative». Priva di sorprese l’accusa di sfascismo lanciata alla sinistra. Meno consueti, per la verità, gli apprezzamenti al Quirinale e l’applauso rivolto al Colle dagli scranni a destra dell’Aula (vuoti quelli dell’opposizione che ha scelto di non offrire platee al «vulnus costituzionale» inventato per dribblare la …